Croma k, collana di poesia italiana contemporanea diretta da Ivan Schiavone, “Oèdipus edizioni”

Due anticipazioni della nuova collana di poesia italiana contemporanea diretta da Ivan Schiavone

Croma k, Oèdipus edizioni

Lorenzo Durante, Quarantore, Croma k 1, 2016

Vincenzo Frungillo, Le pause della serie evolutiva, Croma k 2, 2016

di Alessandro Morino, "qui tutto è distanza,"

di Alessandro Morino,
“qui tutto è distanza,”

Croma K 1 cròmo– e –cròmo (o –cromo) [dal gr. χρῶμα «colore»]. – Primo e secondo elemento di parole composte in cui significa «colore», «colorazione», «sostanza colorante, pigmento» e sim. 2 cròma s. f. [dal lat. chroma «colore (della pelle); intervallo musicale d’un semitono»]. – Figura musicale di durata equivalente alla metà d’una semiminima, cioè a un ottavo di semibreve; ha forma uguale a quella della semiminima ma con l’aggiunta di una codetta (♪). 3 chromakey (o chroma-key) s. ingl. (propr. «chiave cromatica»; pl. chromakeys), usato in ital. al masch. – 1. Nella televisione a colori, particolare tecnica che consente di far apparire sugli schermi televisivi un intarsio con immagini (scritte, disegni, luoghi o persone reali) diverse da quelle riprese dalla telecamera, ottenuto disponendo nello sfondo uno o più pannelli di un colore al quale il sistema di ripresa non sia sensibile, e sovrapponendo la scena, resa così incompleta, alle altre immagini registrate in precedenza o riprese contemporaneamente da altre telecamere. 2. estens. L’effetto ottenuto con tale tecnica. 4 komak (30’-DV-2002) Docu-fiction fantascientifica sul mondo dei rave-party. Ha visto la partecipazione di Alberto Grifi e Michele Canosa.

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da Lorenzo Durante, Quarantore, Croma k 1, Oèdipus Edizioni 2016.


[12]
Mani giunte per Colui che non si può più stringere:
in terra, in fumo, in polve, in ombra, in nulla.

[25]
È così, siam così, son così queste dannate mani
che Ti abbiamo tramandato. Silenzio: Tu ci perdoni.

[59]
Il sole s’è spento com’oro al buio,
e il vento dal nulla soffia forte.

[65]
È un’ombra. Ignoranza di Noi.
Il lutto degli altri. Le lacrime che.

[87]
Terra senza onore. Omaggi senza senso.
Piante senza scopo. Bellezza senza senno.

[112]
Terra che parla Terra scavata
Terra dove sei dove saremo

[122]
Fossa scavata riempita di Cielo
Cessa la tua indifferenza o Terra

[143]
Anima Tua è frana fatale
Che plana tra marmi e làpida stelle

[160]
Particolari. Immagini. Destini.
Sogneremo da soli il Futuro.

[183]
Lutto,
Nelle cose di casa.

da Vincenzo Frungillo, Le pause della serie evolutiva, Croma k 2, Oèdipus Edizioni 2016.


*


Veglio sui campi lasciati a maggese,
c’è chi dice che i frutti verranno dal cielo,
che i semi di tutti, appena dischiusi,
torneranno ad esser distrutti,

che non esiste un solo virgulto,
che non abbandoni il suo velo.
Ma io veglio sui campi lasciati a maggese,
sui corsetti di giovani donne,

sulla magra speranza della notte.
E vedo i cani annusare lungo i bordi,
mi chiedo cosa cerchino le loro bocche,

se siano richiami di forze nascoste.
Mi ritrovo al confine del tempo,
che a volte dimentico, a volte rinnovo.

*


Tu, architetto del vuoto,
hai uno scheletro di legno,
misura su misura per il tuo peso.
Anche questo sforzo antico,

questo chinarsi di profilo,
questa torre in campo aperto,
è un effimero regno.
Su questo monumento incidi il tuo segno.

Rispondi al giglio, non al fiore,
non al naturale consiglio,
tu, sempre fuori fuoco,

in attesa di un risveglio,
rispondi allo sforzo antico
della gravità fraterna di un centro.

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