Na-tale e quale, o forse no

Luigi Simonetta, Piazza S. Domenico
Luigi Simonetta, Piazza S. Domenico

Na-tale e quale, o forse no
.
Na-tanti voti di ogni bene espressi
in piedi, ai banconi, in fretta e furia
di sganciare gale e lustrini a norma
(mandria sedata recita il copione).
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Na-tale e quale a tutti gli altri
o forse no, se non hai smesso di cercare il volto
dimesso e splendente, se ti volti ancora
al tocco leggero sulla spalla.
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Na-scosto agli incalliti torcicollo,
non ha più boccoli, non ha pelle di rosa.
Le rughe schiudono un sorriso malmenato.
In silenzio, tendete le braccia.

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Anna Maria Curci

Il testo è apparso in precedenza su Carte Sensibili, qui, nell’ambito dell’iniziativa ideata e promossa da Fernanda Ferraresso “Na-tale. Ma chi è, da dove viene e cosa vuole”.

5 commenti su “Na-tale e quale, o forse no

  1. Delizioso quadretto in cui confluiscono realtà e fiabesco in una struttura apparentemente non-sense

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  2. Grazie, un motivo di riflessione su una festa “abusata”, trasformata dal consumismo in una frenetica corsa ad acquisti di ogni genere. E se invece provassimo solo a “tendere le braccia”?

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    • …ma poi dovremmo tendere le braccia anche ai commercianti, che a natale fanno il 25% del fatturato annuo delle loro attività e già così sono in crisi, ma senza il consumismo natalizio chiuderebbero del tutto e avremmo altre bocche da sfamare. no no, benvenga il consumismo, nel mio piccolo cerco di far lavorare un po’ tutti :-)

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