“andare a settanta su questa statale” (Inedito)

di Luciano Mazziotta 

emilia

andare a settanta su questa statale
è come quell’incubo che ti insegue una bestia
e non riesci ad urlare e c’ho sonno
il caffè non mi sveglia e c’ho sonno
gliel’ho detto così tante volte
alla cinese che il caffè che fa lei non mi sveglia
che prima o poi mi dirà
qui non si serve caffè
ma il problema non è la miscela
le ho detto il problema è nell’atto
se mette prima il piattino sopra il bancone
poi posa la tazza e solo alla fine
il cucchiaino il caffè non mi sveglia
le ho detto che prima dovrebbe
disporre il piattino e sopra il piattino
il cucchiaino e solo alla fine
la tazza con il caffè ché a me
non è che mi svegli il caffè di per sé
a me sveglia il ting del cucchiaino
sopra il piattino quel ting solo quel ting
mi riesce a svegliare così
è come se da quando sto qui
non mi fossi mai alzato dal letto
le ho detto e c’ho troppo sonno
per andarmene a scuola
come quand’ero studente
e dicevo a mia madre non voglio
oggi non voglio c’ho un mal di pancia
ma ora si deve e ci vado
anche se ho sonno e quella paura
di addormentarmi non voglio mi scoccia
andare a spiegare la punteggiatura
la punteggiatura ma dai
seduti in piedi seduti ché a volte
mi sembra di essere in chiesa
e su questa statale a settanta
è un incubo fino allo slargo
che si può accelerare
ma quando si può accelerare
un camion si piazza davanti
un tir un mezzo pesante
ché bene! ora si deve andare a cinquanta
ché penso che vita deve essere un camion
un tir un mezzo pesante che tutti
quando ti vedono dicono cazzo c’è un tir
o dicono esci prima di casa
se un tir si piazza davanti è la fine
e allora che vita di merda essere un tir
essere un camion che tutti ti evitano
ti guardano male non vedono l’ora
di superarti in corsia di sorpasso
altro che discriminazioni e olocausto
essere un camion deve essere
proprio terribile fino allo slargo
quando sorpasso con compassione
e c’ho sonno continuo ad averlo
in mezzo alla nebbia ché forse
dopo la nebbia chissà cosa c’è
un incidente uno stop
il paradiso dei camion e accelero
per trapassare la nebbia e ficcarmi
con l’auto in mezzo a quel mondo
magari così riesco a svegliarmi
invece dopo la nebbia non c’è
niente di nuovo neppure un posto di blocco
un khamikaze o male che vada una bomba
dopo la nebbia c’è un’altra rotonda
e rallento:

accelero freno freno e ora rallento
non è che non voglia chiamarla vita sta cosa
è solo che su questa statale a settanta
io mi sa che io prima o poi mi addormento.

3 comments

  1. sì, terribile la S.S. 9 quando ti si piazza davanti il tir. quella carreggiata unica è un’esperienza straziante

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