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La resa del Lontano
La facoltà di smarrire la strada!
La possibilità di perdere,
specchiare nuovo volto in un rivo:
l’anima conduce,
spiagge di pace e attesa.
Nessun uomo sarà consolazione
nessun tetto desiderio di casa,
nostalgia rinnova la carne
nascere ora,
cenere,
sete mai paga,
eterna ricerca.
Bianca ogni via:
l’amore è vincolo,
follia prematura,
infanzia tradita negli anni.
Cammina, non voltarti.
L’incontro è inatteso destino
tra i rami, supplizio del tempo
– rassegnazione.
Il vociare dell’oggi,
la resa del lontano.
L’animo umano è sussurro di luce,
senza confini.
Immensa luce.
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Pensieri
Pessoa sul far della sera.
Il desiderio è ondeggiare,
ubriacare silenzi:
sono stato solo
sono stato fretta
sono stato viscere
sono stato niente,
ferito e perduto.
Senza appartenere ad alcun luogo,
nessun tempo.
Nella stanza dell’oblio
negli orologi di un addio
nella terra dei vivi
dimenticanza di me,
sono smarrito nel freddo
– altre lenzuola.
Rapiti dal nulla,
ostinati, oltre il recinto dell’attesa.
Niente che, ordinato, ci appartenga.
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Sera
Le luci riposano nella quiete della sera.
A parte il raffreddore, tutto bene.
Consuma la cera nel tremolio
d’una candela, l’amore silenzioso
dei gatti randagi: le mascelle serrate.
È l’ora in cui sento le radici del corpo
finire dove comincia la notte.
L’inquietudine culla pensieri diventano
carne, le vite che circondano la mia.
Il sonno svanisce mentre cerco un me
smarrito chissà dove.
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Rua dos Douradores
Il volto scarno
i morsi della fame
magro uomo alla finestra,
Rua dos Douradores
è una strada che non c’è,
breccia tenue sulla pelle di Lisbona.
La solitudine di stanze vuote
la fatica nelle parole
i giorni della quiete,
contorni sfocati ha l’abbandono:
solo chi osserva con attenzione
resta capace di appendere fiori
ai rami della primavera.
Colori imprecisi
ora che le spine
han prosciugato la rosa.
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Epilogo
Si affanna la terra
si ribella agli occhi
vomita il cielo
respira l’abisso
ruba spazio alle stelle
l’angoscia degli smarriti.
Si ribella la terra
si ribella ai nostri volti
e quel che ci appartiene
diventa sempre meno.
Abbracciami stanotte,
sulla pelle viva, abbracciami.
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Luca Pizzolitto è nato a Torino nel 1980. Lavora come educatore professionale.

