Cinque poesie di Valentino Zeichen da “Casa di rieducazione”

D’incerte generalità

L’anfisbena non sfigura
anche se non si sa bene
a quale specie appartiene,
forse al rettilario mitologico.
È come un verso palindromo
avendo una testa in coda
e una analoga a capo.
Entrambe si muovono al contempo
nelle opposte direzioni del tempo,
a riprova che questi è immoto
perciò essa è mansueto
modello all’oreficeria.

***

Il Serpente delle Sacre Scritture

Reo per concorso di colpa
nel “peccato originale”;
perciò il Signore lo scacciò
dal libro delle scritture,
ma lui vi rientrò strisciando
da inchiostro penitente.
Va a capo con l’enjambement
come e quando vuole
data la flessuosa mole.
Si snoda lungo le righe
o si contrae, e le frasi elide;
altera il senso delle parole
per confondere il lettore.
Quando il Signore s’assenta
lui diventa indisponente
e configura la ruota
dell’eterno ritorno
prendendolo in girotondo;
da tempo “lineare” va in testa-coda
e non fa più discernere
l’inizio dalla fine dei tempi.
Il serpente delle Scritture
si conforma al labirinto
lungo le siepi del bosso,
e da famelica mortella
inghiotte un cherubino.

***

L’arcobaleno della pace

Quell’arcobaleno della pace
esposto a balconi e finestre
sventola per l’elevato valore
delle proprietà immobiliari.
A me per l’irritazione sale
la quotazione della pressione.
Aggiunge sincero l’amico Nico
dandomi del povero micco:
“Col fine propagandistico
della concordia universale
esponiamo le bandiere
per preservare le case
e scongiurare la calamità
d’un eventuale conflitto sociale.”

***

Divina anonima

Vorrei che la tua mano
sostituisse quella mia
per ricopiare la poesia
in elettrica calligrafia.
Nel contratto capestro imponi
un baratto assai oneroso:
tutte le notti sesso e sesso
contro un filo d’inchiostro.
Dovrei avere palle cariche
invece che biglie di naftalina,
purtroppo nei miei coglioni
non ci sono altre munizioni.

***

Italia
Italia soprattutto

Gira, gira la ruota della storia
irraggiata dalle nazioni
e noi raggio di gloria
fissato al mozzo del sole.

Italia, Italia soprattutto
nel nucleo del tuo nome
fondiamo i nostri cuori
e diveniamo tuoi servitori.

Italia, cara Italia
non con retoriche armi
ma con belle arti
il mondo dobbiamo conquistar.

In piedi, in piedi fratelli
sfilano gli avi ingegni
e noi vogliamo esser loro degni
per poterli rimpiazzar.

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zeichenValentino Zeichen, nato a Fiume, vive a Roma. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie: Area di rigore (1974), Ricreazione (1979), Pagine di gloria (1983), Museo interiore (1987), Gibilterra (1991), Metafisica tascabile (1997), Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio (2000), Poesie (1963-2003). Ha scritto inoltre il romanzo Tana per tutti (1983), la commedia Apocalisse nell’arte (2000), una serie di radiodrammi con il titolo Matrigna e Aforismi d’autunno (2010). [nota presente nel retro copertina]

2 commenti su “Cinque poesie di Valentino Zeichen da “Casa di rieducazione”

  1. saggio azzeramento di progressismi (l’arcobaleno della pace) ma anche di un immoto cinismo, forse, con Il serpente delle sacre scritture. il fatto è che sono tutte e due posizioni della fine, invece il mondo continua.

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