Anima salva (coro per Don Gallo)

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Hai visto questo maggio? Hai visto che nero, che vento che tira? Sono le otto, chissà come il Porto di Genova a quest’ora, chissà il buio dietro i vicoli. Un maggio così non può essere vero e non può essere maggio: mi pare perfetto per morire. Chissà se hai fatto in tempo a pensarci, chissà. Volevo solo dirti che ti ho sempre pensato come qualcuno dei personaggi delle canzoni di De Andrè, e poi che ti ho pensato come uno di quegli anziani da cui si impara qualcosa. Mai come un prete, negando l’evidenza. Ho creduto, però, che se tu fossi stato il parroco del mio catechismo forse avrei creduto. Quanto meno avrei creduto all’ipotesi di poter credere. Stasera come la mettiamo? Non so cantare e non so pregare. Volevo solo salutarti, ah sì, poi volevo dirti che quella del sigaro è stata una trovata geniale: stava meglio a te che al Che.  (gianni montieri)

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Ciao, ciao. (luciano mazziotta)

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30 ottobre 2012. Roma, teatro Vittoria. Gli ultimi due biglietti, su sedie aggiunte in platea, conquistati grazie alla tempestività di un’amica. La mattina era stato un suo sms a dare il soffio decisivo alla vicenda: “Stasera don Gallo al teatro Vittoria; parlerà del suo apostolato di strada. Ti va di venire?”. Facile indovinare la mia risposta. Così, ti ho visto, ti ho ascoltato, don Andrea, a pochi metri da me, con gli occhi e il cuore che ridevano. Avrei voluto prendere appunti, per non perdere neanche un passo di quel tuo cammino per le strade più impervie e impopolari, quelle battute dagli ultimi. Non ce n’è stato bisogno, ogni momento di quella serata si slancia ora indietro a ripercorrere il tuo tragitto coraggioso, e in avanti, come un invito-impegno, proprio per quelle strade scomode e generose, accoglienti e snobbate. A casa ne avevamo parlato spesso, anche sulla scorta di quel libro cercato proprio da chi dei due non si professa credente, ma che di te, don Andrea ha conosciuto le scelte, seguendone le vicende con amore e ammirazione. Prima che mi recassi a teatro, quella sera, le sue parole sono state: “Abbraccialo da parte mia”.
Oggi siamo in tanti ad abbracciarti, don Gallo. Sono sicura, tuttavia, che l’abbraccio che preferisci è quello di chi sceglie di seguire i tuoi passi, qui. (anna maria curci)

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A Genova quell’anno non c’ero, era appena nata mia figlia e non ce la sentimmo di partire. Non ho mai capito se ho fatto bene o no.  So però, che l’anno dopo portavo le bande a suonare nei campi nomadi di Firenze e che ci rifiutammo di suonare su un palco su cui un movimento che già andava verso la sua fine si pavoneggiava di quel social forum che sarebbe stato l’inizio dell’oblio.  Questo ce l’aveva ricordato già Fenoglio e poi l’amico tuo De Andrè ce lo ripeteva da ogni disco: tutto ciò che accade, accade per strada, questo tu l’hai capito meglio di tanti altri e senza imporne l’austero copyright. Sappiamo bene tutti e due che non cambierà nulla e che sarà sempre e soltanto una  lotta, ma  va bene anche così ed è anche per questo che preferisco sorridere. E’ l’arma migliore che ci hai lasciato. (Iacopo Ninni)

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Fra le tante cose di cui ti sono grato, ci sono i quasi infarti che hai fatto prendere alla Binetti. Poi, grazie per avermi lasciato qualche minima possibilità di diventare un giorno credente. Io a quella storia di Dio ci credo poco, ma pure quell’altra dell’ateismo mi sembra altrettanto scema. Quando ti sentivo parlare, per qualche minuto mi sembrava che la religione e la vita diventassero conciliabili: è così davvero? Sarà che la tua lezione è la stessa del tuo amico De Andrè: prima di voler bene a un Padre, bisogna pure averlo in qualche modo fragorosamente bestemmiato. Quando finiranno le bestemmie, ti penserò di nuovo. (Andrea Accardi)

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6 commenti su “Anima salva (coro per Don Gallo)

  1. se il paradiso mai ci fosse, per te che non costringesti neanche Fabrizio ad andarci a riposare, sarebbe una grande distesa di pace per i combattenti e i comunisti come te, Andrea.
    ciao.
    nc

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  2. E’ scomparso un uomo giusto che la chiesa ignorava.
    Forse è troppo impegnata per comprendere qualcosa
    sui preti pedofili……

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  3. Difensore degli ultimi , degli emarginati , dei “diversi” , e soprattutto antagonista del fondamentalismo cattolico e della sua dittatura spirituale . La cattiva coscienza della Binetti & Co. Mica poco !
    leopoldo attolico –

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  4. “Dio è amore, amore a perdere. Riguardo all’enigma della sessualità, cos’è questo moralismo, è un dono di Dio o è un dono del demonio? La sessualità è un dono di Dio, ma è un enigma, come si fa a capire fino in fondo? E allora rispettate i gay, l’eterosessuale, l’omosessuale, il transessuale. Basta che ci sia amore, amore a perdere”.
    [Don Andrea Gallo]

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