ALTRO ANNIVERSARIO (25 MAGGIO 1992)

                                    

Mio padre uscì da solo quella mattina, io restai con mia madre. Guardammo la televisione, una donna disperata piangeva in chiesa, un prete con gli occhiali reggeva il microfono. Dopo guardai anche i cartoni. Ricordo che quel giorno per le strade non c’era nessun rumore, neppure un clacson, neppure una sirena. Palermo senza rumori è l’immagine più irreale che ho. Erano andati tutti in chiesa, anche se non era domenica. Poi colorarono di rosso il guardrail dell’autostrada. Anni dopo spuntarono ai lati due obelischi, uno di fronte all’altro. Quando mi capita di prendere qualcuno all’aeroporto, racconto sempre cos’è successo, ma di solito sa già tutto. Io racconto lo stesso, non so bene perché. Per pietà, per condivisione, e forse per qualcos’altro ancora, meno facile da ammettere. Qualcosa di simile all’orgoglio di sentirsi diversi, anche se è una diversità fatta di violenza e di omicidi. Dura un istante, poi non ci penso più, la macchina va avanti, ci sono luci sul mare. Provo a immaginare il Sud senza sangue, e non ci riesco. Chiedo scusa piano piano.
Comunque volevo dire che a Palermo vent’anni fa per la prima volta abbiamo avuto il silenzio.

3 commenti su “ALTRO ANNIVERSARIO (25 MAGGIO 1992)

  1. Si legge tra l’altro: Provo a ammaginare il Sud
    senza sangue, e non ci riesco.
    Sono nato nel profondo Sud (Messina)
    pur non rinnegando le mie origini, vivo
    da una vita per grazia ricevuta, a mille
    Km di distanza. Nel breve flash, Accardi
    ha esposto e dipinto benissimo il Sud,
    direi tutto il Sud : dalla Campania alla
    Sicilia, quel Sud che tutti gli italiani
    sperano che un giorno finalmente
    cambi, ovviamente in meglio. Altre volte
    ho letto Andrea Accardi, e devo dire
    che fa sempre centro! Complimenti. ud

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  2. Andrea, ricordo bene la prima volta che venni a trovarti a Palermo. Queste furono le parole con cui tu mi descrivesti Capaci, ma ti assicuro che non è vero che sapevo già tutto.
    Io non ero mai stato a Palermo ed in pochi giorni capii cose che non avevo mai afferrato leggendo o vedendo le immagini di quella strage.
    “Le parole sono importanti”, ma è anche importante chi le dice e dove vengono dette.
    Grazie.

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