Poeti italiani nati negli anni ’80 – per una prima ricognizione

Poeti italiani nati negli anni ’80 – per una prima ricognizione

[Con questo catalogo si intende fornire una prima ricognizione, che non abbia pretesa normativa né canonica, dei poeti italiani degli ultimi anni, in particolare di quanti, tra loro, sono nati negli anni ’80. Nessuna norma antologica guida la scelta dei nomi, né tanto meno di “linea”. Non si è affatto tenuto conto del gusto di chi sceglie, cercando di non reiterare quel processo messo in atto dall’antologia di Loi-Rondoni, che, unanimemente, in questo blog, consideriamo un pretesto poco affine con la critica letteraria, e un lavoro poco condivisibile. Il valore di questo post vuole essere esclusivamente strumentale. Ci saranno “dimenticanze”, “trascuratezze”, alcune volontarie e deresponsabilizzanti, altre esclusivamente dovute a poca chiarezza sul lavoro dei nati negli anni ’80 in Italia. L’unico criterio che si è approssimativamente tenuto in considerazione è il rapporto tra le pubblicazioni di questi autori su blog come Nazione Indiana, Poetarum Silva, La poesia e lo spirito, La dimora del tempo sospeso, Absolutepoetry, Imperfetta Ellisse e Blanc de ta nuque, la loro presenza su riviste quali Il Verri, Poesia, Poeti e Poesia, Nuovi Argomenti, L’Ulisse e la loro partecipazione ad eventi critici e manifestazioni poetiche. Siamo  sempre disponibili ad un arricchimento e ad integrazioni, meno a tagli e a censure. Cliccando su ciascun nome si accederà ad una scelta online delle loro scritture.

@Poetarum Silva. TMP]

Marco Aragno (1986)


Maria Sole Ariot (1981)

Dina Basso (1988)

Marco Bini (1984)



Maria Borio (1985)


Giuseppe Carracchia (1988)


Giovanni Catalano (1982)


Alessandra Cava (1984)


Agostino Cornali (1981)


Sergio Costa (1984)


Carlo Cuppini (1980)


Chiara Daino (1981)


Sara Davidovics (1981)


Alessandro De Francesco (1981)


Valentina De Lisi (1983)


Tommaso Di Dio (1982)


Flavio Ferraro (1984)


Alessandra Frison (1985)


Gabriele Gabbia (1981)


Jacopo Galimberti (1981)


Carmen Gallo (1983)


Alessandro Giammei (1988)


Valerio Grutt (1983)


Domenico Ingenito (1982)


Domenico Lombardini (1980)


Lorenzo Mari (1984)


Luciano Mazziotta (1984)


Simona Menicocci (1985)


Luca Minola (1985)


Davide Nota (1981)


Giuseppe Nava (1981)


Fabio Orecchini (1981)


Michele Ortore (1987)


Greta Rosso (1982)


Anna Ruotolo (1985)


Giulia Rusconi (1984)


Ivan Schiavone (1983)


Francesco Terzago (1986)


Fabio Teti (1985)

183 risposte a “Poeti italiani nati negli anni ’80 – per una prima ricognizione”

  1. Mi sembra un’ottima iniziativa, e come fruitore di poesia ve ne ringrazio.

    Non mi è chiaro, comunque, il significato di questa frase:

    L’unico criterio che si è approssimativamente tenuto in considerazione è il rapporto tra le pubblicazioni di questi autori su blog come (…) e la loro partecipazione ad eventi critici e manifestazioni poetiche.

    Mi sfuggono le implicazioni del “rapporto”, ma sicuramente è un mio deficit di comprensione.

    Saluti.

    fm

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  2. Caro Francesco,
    penso sia stato un mio deficit di “chiarezza”. Leggi rapporto come: “Presenza di questi poeti in blog come Rebstein, Ps. etc., presenza di questi poeti in riviste quali Il verri, etc, e attività in manifestazioni culturali”. Non so se adesso sono più chiaro.
    Grazie per il passaggio.

    Inserisco io il link allora, per ciò che concerne Zuliani e Bin.

    Federico Zuliani (1983) http://rebstein.wordpress.com/2011/03/03/sulla-via-dellesilio/
    Marco Bin (1984) http://rebstein.wordpress.com/2008/06/08/i-miracoli-si-indossano-con-occhi-qualunque-marco-bin/

    Grazie ancora e bentornato
    l.

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  3. non entro nel merito dei meriti poetici dei presenti (e assenti, presumo), ma una cosa che non riesco a capire (problema mio, sia chiaro) cosa significa fare queste marmellate generazionali di quelli nati negli anni 70, ora anni 80… conosco poeti nati del 69 che non sono rientrati in quella bolgia (e uso: bolgia) perché appunto nati nel 69, magari a dicembre!
    qual è il lavoro del critico, se non quello di essere ‘lettore’ di testi, delle sue istanze, dei valori di un libro… et cetera.
    quando si è giovani, forse, si ha voglia di essere riconosciuti ‘poeti’ (come se poi fosse una gran fortuna!)
    si scrive nel pezzo: “Nessuna norma antologica guida la scelta dei nomi, né tanto meno di “linea”.”; e sia chiaro, ci credo. però è anche vero che traccia un percorso, anche se non lo si vuole fare (l’eterno dualismo etic-emic), in pratica dispone già una linea, è inevitabile; una lista di nomi a cui fare riferimento.
    da qui i miei intramontabili dubbi su meccanismi poetici del genere.

    un abbraccio

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    • Concordo. Direi che esiste un’utilità legata alla segnalazione di “nuovi autori” dei quali andare a guardare gli scritti. Però, naturalmente, il criterio anagrafico non ha rilevanza da qualunque punto di vista. Poi (ma questo è un problema forse atavico, per questo mondo di poesia), il contenuto delle opere sembra essere sempre l’ultimo argomento da tirare in ballo, quando invece dovrebbe essere il primo, o addirittura l’unico.

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    • Caro Alessandro,
      questo vuole essere esclusivamente uno strumento: a che serve?
      Io sono un classicista, mi sono arrovellato per dieci anni nelle letterature classiche e in quelli che vengono chiamati Lexica – penso al Lexicon Platonicum, Lexicon Aristotelicum etc. Pensa all’annèe philologique, al fichtner, agli studi catalogatrici dell’Ottocento, che sono una noia mortale, ma sono stati davvero utilissimi per le ricerche svolte dal romanticismo ai nostri giorni – c’era, se non sbaglio, uno studio di fine ottocento che raccoglieva tutti gli usi del participio passato in Virgilio.
      Il Fichtner, ad esempio, si aggiorna annualmente su tutte le ricerche pubblicate sull’opera di Galeno. Sarebbe strano se qualcuno chiedesse: “eh, sì, però perché fare il catalogo degli studi su Galeno, e non sugli studi su Plotino – o Dante”. Insomma qui entra anche la categoria “desiderio-competenza”. In quanto militantemente degli anni ’80, io mi sento più a mio agio a stilare un catalogo dei miei coetanei, per un’esigenza anche di confronto.
      Non ha senso suddividere per generazioni, dal punto di vista critico no, corretto, sono d’accordo con te. Dal punto di vista strumentale è una scelta utile. Si poteva fare anche il catalogo dei poeti – nati negli ultimi 40 anni – il cui cognome inizia per a. Non credo, o almeno la mia scelta non è stata tale, si tratti di visibilità. Si tratta esclusivamente di raccolta. Perché non farla di quelli degli anni ’70? Perché ogni catalogo che sia più o meno scientificamente fondato deve scegliere un titolo e una direzione. Altrimenti, come diceva Omero nel secondo libro dell’Iliade, il catalogo onnicomprensivo è proprio solamente degli dei.
      La questione antologica è un’altra storia. Col Web noi abbiamo la possibilità di confrontarci davvero in modo istantaneo. Quindi, come ha fatto Francesco, aggiungere nomi su nomi. Diciamo, tra una decina di anni, forse qualcuno di questi poeti resterà, forse non ne resterà nessuno, ma quello sarà il passo successivo, quello di un giudizio di valore affidato alla critica. Quanto alla mia scelta, e alle mie negligenze, devo dire che questo vuole anche essere un atto di fiducia per la rete, per i Blog collettivi, (NI, PS, Lpels), per l’attenzione disinteressata e le competenze – quindi le scelte, di Francesco Marotta, Stefano Guglielmin, Giacomo Cerrai. Come ogni ricerca, e ogni “catalogo” sarà per sempre discutibile, e per questo spero si “aggiunga”, non “si tagli”.

      Saluti
      l.

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      • Lu, tu dici: In quanto militantemente degli anni ’80, io mi sento più a mio agio a stilare un catalogo dei miei coetanei, per un’esigenza anche di confronto.
        Ecco, è proprio questo il punto, cioè che non credo che quelli nati negli 80 possano essere cosa nettamente diversa da quelli nati nel 70 o nel 69, semmai una continuazione, ma non mi pare siano una “rottura”; in questo senso le mie perplessità sono proprio in questa distinzione tra contemporanei, che trovo spesso “uguali” o fin troppo simili.
        un bacio

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        • Non credo neppure io ci sia una rottura stilistica. Credo ci sia, e sia necessaria, una rottura di “atteggiamento” – di questo ad esempio parlava Domenico Ingenito in un post uscito su Rebstein di cui condivido solo il 5%, ed in questo 5% rientra l’atteggiamento nei confronti della scrittura in versi – e, prendendo le distanze da quell’articolo, io direi che è mutato, o “deve”, a mio parere, mutare l’atteggiamento nei confronti dei modelli. Ma questo esula da questo catalogo e se ne avrò il tempo e le forze sarà il tema di un altro post.

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          • mi farà gran piacere leggerlo questo articolo promesso!
            quanto all’elenco dei poeti, trovo comunque utile e meritorio l’averlo stilato, penso però sia necessario ampliarne lo sguardo per avere – appunto – una più completa visione della contemporaneità al di là del mero dato decennale. Un abbraccio, tengo cara la tua promessa.

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  4. e già natàlia; ma se tornassimo (o andassimo!) a valutare i libri, i testi per il loro valore, non farebbe poi tanto male alla poesia -in genere-; almeno così credo.
    un esempio: Giovanni Stefano Savino ha iniziato a pubblicare con -più o meno- 80 anni; e ha dei libri che i canonizzati -perché antologizzati dai ‘compagni di merende’- se li sognano. ovviamente il buon Savino non entra nei meccanismi algebrici ingegneristici della critica poetica, insomma, non esiste per la poesia italiana. non sarebbe l’ora di rivedere quel meccanismo che a tutti toglie ciò che ci piace e ci interessa?

    un abbraccio

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    • Il problema, caro Alessandro, è che la *rete* che hai in mente tu (e io) praticamente non esiste, non è mai esistita. Io l’ho sempre saputo, ma ho fatto finta per anni che quello che sapevo (cioè: quello che vedevo) non fosse vero.

      Arrenditi! Siamo fuori! Out! Off!

      Oppure fai come me, che sto dando gli ultimi ritocchi al lifting per riciclarmi sul mercato (sic!): dopo Pasqua, aprirò un nuovo blog che si chiama “Poesia a scadenza” (sì, proprio come la mozzarella e lo yogurt): ogni giorno pubblico un post e il mattino dopo lo cancello sostituendolo con un altro; i più bravi, a mio insindacabile giudizio, li terrò esposti tre giorni, tanto poi risorgono da qualche altra parte…

      Adèguati, caro, è proprio questo che vuole la ggente.

      fm

      p.s.

      Domanda per P. S.

      Ma l’iniziativa è di Luciano o della redazione?

      Solo per curiosità, nevvèro.

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      • la rubrica è stata creata da Luciano, il blog, ovvero la redazione tutta, ha sempre postato autori diversi per gusto soggettivo e indipendentemente dall’età anagrafica del poeta in questione, che però – se nato negli 80 – da quel momento è rientrato nel tag degli under 30 già creato per la rubrica di Luciano.
        Il bello di questa sede, che sento essere parte di me anche quando non mi somiglia, sta proprio nel fatto che possa non assomigliarmi liberamente, ovvero essere non monolitica e orientata nelle scelte, ma diversamente eterogenea. Il che mi pare di per sé un successo, con tutto il peso e la ricchezza che dalla divergenza ne deriva.
        spero di aver risposto correttamente, in caso, Luciano integrerà/rettificherà.
        Un caro saluto, Francesco, bello rivederti.
        nc

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      • caro Francesco, non mi preoccupa molto il fatto di essere out! o forse un po’ sì, anch’io ho il mio piccolo narciso in me che ogni tanto scalpita; ma me ne hanno date tante (di mazzate poetiche) che ormai pure lui (il narciso dagli occhi neri) si è quasi stancato di sbraitare.
        il problema, credo, è che non è solo nella rete, ma in tutto -o quasi- questo patetico mondo della poesia in cui il presupposto della licenza di poeta che ti elargiscono (per chissà quali meriti) definisce la “lista”: i poeti da seguire; e scusami Luciano ma aggiornare le liste sugli studi su Galeno non è proprio la stessa cosa!
        sì, sono dei nomi che posso andare a cercare e magari qualcuno si avvicina anche a essere poeta; Mariella Bettarini mi insegnò molto, e fra quel molto mi insegnò di parlare dei testi e non dei nomi dei poeti, così che quando sento: tizio è bravo, beh, magari dire il titolo di un libro, o di una poesia, sarebbe più corretto verso l’autore e la poesia stessa. ma tant’è, sono (siamo?) un out; caro Francesco, il mio/nostro caro Marco Amendolara ci chiamava (a noi nati fine anni sessanta): gli acerbi. quale definizione migliore; se prima mi faceva rabbia, adesso ti assicuro che ne vado -egocentricamente- fiero: un acerbo, mai maturo.

        un abbraccio

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    • Joe Black, firmati però, se no pensano tutti che sei Petrosino che si vuole auto-promuovere nel listone-Cencelli…

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  5. Mi dispiace Luciano ma stavolta devo proprio dissentire. Parziale e lacunoso mi pare un lavoro preimpostato sul criterio, peraltro poco condivisibile, di presenza in questa o quella rivista, in questo o in quel blog. Esistono (per fortuna) oggi centinaia di canali diversi e non mi pare un delitto o una mancanza di bravura comparire in riviste come Incroci (assieme a poeti del calibro di Raffaele Nigro, Fortuna Della Porta, Lino Angiuli, ecc.) o essere stato tradotto in Spagna, assieme a Marco Aragno, accanto a poeti del calibro di Zanzotto, Sereni, Cattafi, ecc., piuttosto che in Poeti e poesia, oppure comparire su Tellusfolio o Liberliber piuttosto che su Absolutepoetry o altri. Peraltro comparire in alcuni dei blog citati (non me ne avere a male perché non è il vs. caso) spesso è questione di consorteria e confraternita piuttosto che di effettiva bravura. Poi, nel mio caso, compaio anche su Poetarum con un saggio, ma non per questo aspiro alla creazione di un elenco di critici letterari. A parte che ci sono anche poeti bravissimi esclusi da quest’elenco: Sarah Tardino, Veronica Fallini, e lo stesso Sebastiano Adernò che, pur essendo del ’79, cosa dovrebbe fare allora? (non appartiene certo agli anni ’70, forse dovrebbe fare causa a un tribunale e dichiararsi nato il 2 gennaio 1980 come facevano alcuni per scampare qualche mese di servizio militare?). Perdona lo sfogo ma questo elenco mi risulta incompleto, ripeto non per mia assenza ma per l’assenza di poeti molto più bravi di me come anche Matteo Gargano e altri.
    Un caro saluto

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    • Conticello, scusami, ma il fatto che fosse incompleto è stato ampiamente ribadito anche dagli autori del post – i quali, se leggi attentamente la sequenza dei commenti, hanno anche ribadito la necessità di integrarlo col contributo di tutti. Cosa che, a quanto vedo, hai fatto pure tu: Gargano, Tardino, Fallini, Adernò etc.

      fm

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      • si lo so ma mi aspettavo che quei nomi, data la competenza critica, li avrebbe fatti prima il Mazziotta. cmq mi chiamo diego

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  6. @ Diego (e tutti)

    Io credo nella assoluta buona fede dell’iniziativa, che sia di Luciano o della redazione tutta poco importa – altrimenti non sarei intervenuto a segnalare i primi due nomi che mi sono venuti in mente (e solo perché ricordavo fossero nati negli Ottanta): avessi conosciuto anche i lavori di Conticello o Gargano, per dire, avrei fatto anche i loro nomi, o quelli di chissà quanti altri.

    Ma il problema è un altro, secondo me, ed è tutto nei rilievi di Alessandro: di riffe o di raffe, anche P.S., che finora se n’era ben guardata, non ha saputo resistere alla tentazione classificatoria (generazionale, in questo caso): una delle pratiche che sta contribuendo a rendere i litblog, anche i più rinomati e gettonati, un ammasso di rovine fumanti.
    Credo esistano altri modi per far conoscere buoni autori, indipendentemente dall’età, e far circolare i loro testi – proprio il “far rete” che manca.

    Ma quando luciano dice che preferisce confrontarsi coi suoi coetanei, io penso che il problema nemmeno si ponga più…

    fm

    p.s.

    E’ Pasqua, siamo tutti più bbuoni, allora vi lascio con una nota di bbonà e di apertura al prossimo. Eccola: solo l’idea di essere pubblicato su una rivista come l’attuale Nuovi Argomenti, mi provocherebbe orticarie variamente localizzate. Ma, per mia buona sorte, è un rischio che non corro.

    Saluti e baci, ma tanti tanti.

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  7. senza dubbio bisogna ritornare ai testi ed evitare, onde possibile, qualsivoglia tipo di consorteria, che in poesia fa ancora più male.

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  8. esagero! per me le classifiche sono antipoetiche, sono il primo grado del razzismo, sono la fine di ogni dialogo (o il mai inizio), sono tutto ciò che la ‘poesia’ non può accettare, sono quello che /io/ non vorrei mai vedere (almeno in poesia! per favore), sono una lista di nomi dove il condannato è chi legge, sono solo dei nomi… e molto altro, e molto peggio.

    un abbraccio

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  9. Io credo che qui vi sia solo un elenco parziale di poeti nati nello stesso periodo, che nulla vuole aggiungere o togliere a nessuno, semmai – qui interpreto – credo che l’intento di Luciano fosse quello di gettare una piccola pietra per fare una mappatura tra i coetanei che sente più affini; il che non mi pare possa essere un demerito né tantomeno un intento “razzista” – fuori luogo questa espressione, davvero.
    Detto questo, ribadisco quanto ho sopra espresso circa le mie perplessità e il mio più totale disinteresse a ogni forma di elenco, antologia, gruppetto, gruppuscolo o foruncolo poetico.
    un abbraccio a tutti e buon lavoro.
    nc

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  10. cara natàlia, legittimo (come quello di Luciano) ogni lavoro, studio e altro sulla poesia, ci mancherebbe! come legittimo ogni idea che ne fuoriesce. quando si pubblica, si rende ‘pubblico’.
    premi (certuni), classifiche, liste… sono per me quello che ho detto, legittimamente per e da me.
    ogni termine ha una ampiezza semantica che possiamo saper variare, sta a noi.

    un abbraccio

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    • Alessandro, come ho detto, d’accordo su tutto – tra l’altro se si volesse fare un elenco di “out”, credo che sarei tra i primi tre finalisti a combattere per il podio – però, ogni termine nella sua ampiezza ha e deve avere ponderatezza, e quando sento parlare di “razzismo” riferito ai poeti, beh… un po’ d’orticaria mi viene. un bacione e Serene e Laiche Feste.

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  11. L’indice (specie se nominale) è uno strumento delicato; la sua eventuale utilità segnaletica non può essere scissa dal quasi nullo apporto gnoseologico e critico: penso che di questo Luciano sia consapevole, considerata anche la sua breve premessa.

    Quanto a me, condivido numerose delle critiche mosse, specie quelle relative alla mentalità compartimentale, sorretta dal criterio generazionale; buono, questo, al limite per sfornare qualche antologia d’accatto, come ciclicamente l’editoria s’impegna ricordarci. (Rimpolpo anch’io, sul pc, una cartella fra le altre di poeti più o meno coetanei; la rendessi pubblica, starei compiendo un’operazione diversa, credo che questo sia evidente).

    Tuttavia, penso che il post di Luciano scaturisca anzitutto dalla volontà di mettere un primo punto sul lavoro di mappatura che ha personalmente svolto in questi anni sul blog; ritengo tale volontà assolutamente legittima, e persino sciolta da ritorni narcisistici sulla rubrica stessa: noto infatti che i link non rimandano, se non in pochissimi casi, a testi presentati qui su Poetarum Silva; e che dunque rendono il dovuto, coinvolgendone luoghi e operatori, a un lavorìo di ricerca in qualche modo svolto “collettivamente”.

    Infine. Considerato che questa lista adesso esiste, con i suoi difetti e i suoi pregi, sarà bene integrarla, come del resto Luciano invita a fare e come alcuni hanno già fatto. Qui segnalo cinque ulteriori poeti, e di grande valore (sì, è un giudizio); soprattutto, tolti dal cono d’ombra dei nati ‘a cavallo’ di decennio, un problema, questo, che giustamente rilevava più su Ghignoli.

    Daniele Bellomi (1988) http://plandeclivage.blogspot.it/

    Alessandra Carnaroli (1979) http://www.alfabeta2.it/tag/alessandra-carnaroli/

    Manuel Micaletto (1990) http://plandeclivage.blogspot.it/

    Adriano Padua (1978) http://gammm.org/index.php/2011/02/24/schema-adriano-padua-2009/

    Davide Racca (1979) http://www.nazioneindiana.com/2010/01/18/wannsee/

    Un saluto a tutti gli intervenuti,

    f.t.

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    • caro Fabio, lo dico senza scontro /sia chiaro/ però perché cercare di “integrare” una lista di nomi?! voglio dire, che bisogno c’è di fare elenchi? se sono poeti verranno fuori, noi tutti cerchiamo sempre la poesia, in ogni angolo di una giornata, di un momento e la sappiamo riconoscere. c’è forse la necessità di una velocità del riconoscimento? (i miei sono dubbi). vogliamo già darli in pasto? magari facendo così li danneggiamo. diamo false speranze (speranze poi di cosa).
      forse solo qualcuno rimarrà fra qualche anno (normalmente si giustifica così la ‘lista’); ma lasciamoli lavorare, di nascosto, di notte, tra un esame o un lavoro e un licenziamento, una delusione d’amore e d’amicizia, facciamoli vivere. e poi scrivere. e poi se avranno scritto poesia, diremo, ecco un poeta degli anni 80 o 90 o 60 o quello che sarà.
      con stima, un abbraccio

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      • caro Alessandro,

        in verità, non ho nulla da controbattere alla tua (sacrosanta) replica. E non ce l’ho perché, posta la questione in questi termini, sono totalmente d’accordo te. Ho poi parlato della utilità relativa di una lista simile. Ovviamente, l’ho fatto mettendomi nella parte del lettore (quale del resto, per lo più, sono): ecco un luogo dove si coagulano una serie di indicazioni di lettura, che posso approfondire o meno, a seconda della mia curiosità e della mia attenzione agli altri autori. La volontà di integrare, che non mi rimproveri invano, giacché è in parte contraddittoria rispetto a una critica che pure ho mosso, nasceva semplicemente da un desiderio di completezza, o meglio dalla volontà di segnalare autori che stimo in un contesto credo pertinente a una tale segnalazione. Nessuno di loro si gioverà della mia glossa, come io stesso non mi gioverò dell’inclusione nella lista di Luciano. La speranza, in questi casi, forse ingenua, è sempre quella che a giovarsene possano essere altri lettori, e che gli stessi autori possano impegnarsi in relazioni – specie di tipo critico – tra di loro, invece di (perlopiù) ignorarsi a priori o a seconda di insostenibili presupposizioni di poetica.

        Ho aggiunto dei nomi, anche, perché ho trovato immorale lo stesso tono serioso della critica che muovevo. Trovo immorale, in generale, dare *tutta questa* importanza alla poesia in sé; figuriamoci alla chiacchiera culturale (+ gioco delle parti) che in un modo o nell’altro sempre la attornia. In questi stessi giorni, i nati negli anni 80, però in Tibet, si danno fuoco. Moltissimi nati negli anni 80, in tutto il mondo, sono già morti e a causa di quegli stessi privilegi che – pur tra un licenziamento e una delusione – permettono a me di utilizzare una connessione per commentare questo post. Forse esagero. Ma di fronte a questo mi è impossibile sia essere felice per una eventuale inclusione in alcunché, sia, anche quando inizio a farlo, portare a fondo una polemica purchessia. O, come il caso presente, una critica degli aspetti di un’iniziativa del genere che personalmente ritengo male impostati, rispetto a quelli che – sempre a mio modo di vedere – possono riuscire utili.

        Grazie per la tua annotazione e perdona la piega – non l’avevo prevista – che ha preso questo mio commento. Un abbraccio a te, con stima anche maggiore,

        f.t.

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  12. Francesco Maria Tipaldi (1986), libri:

    ” La culla” LietoColle 2006

    ” Humus” L’arcolaio 2008.

    Grazie a tutti, un abbraccio

    Luca

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  13. alessandro ghignoli è così tanto dentro alla faccenda poetica che deve far bene a sentirsi “out”.
    Cercherò di essere a Madrid il 2 giugno, data la poca distanza, all’incontro di DopoTutto..spero conoscerti dal vivo.
    Per quanto mi riguarda le geografie poetiche come quelle generazionali, sono dei limiti (suppongo critici? ma poi che critica esiste oggigiorno?) che non capisco e sinceramente neanche voglio capire.
    Tuttavia se il bisogno di catalogare i poeti (vecchio vizio editoriale) esiste, ahimè, facciamocene una ragione.
    La poesia è libera, evidentemente gli uomini no. Ma non lo scopro di certo io.

    Scusate l’intromissione.

    Antonio Bux

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  14. Buono spunto per farmi leggere altra poesia: il poco tempo o la diffusione a macchia di leopardo me lo avrebbero certamente impedito. Per il resto neppure io ho capito granchè il senso anagrafico della raccolta. Mi sembra di capire che non vi sia pretesa alcuna di inquadramento nè di approfondimento, e questo è furbesco ma condivisibile. Ma il rapporto con quegli unici siti, con quel numero chiuso di vetrine e platee che cosa rappresenta se non un limite nella ricognizione stessa?

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    • Maurizio caro, ti ringrazio per la tua generosità ma il mio commento non era atto col fine di rientrare poi nella segnalazione…mi spiace tu l’abbia inteso così, anzi, io non ci tengo ad essere segnalato. Anche perché c’è poco da segnalare.
      Io non partecipo, non presenzio, io non.
      Anzi, preferisco segnalare di solito.
      Ho aperto un nuovo blog apposta.
      A parte questo, ribadisco quello che ho detto prima, se proprio vogliamo approfondire e ampliare il discorso, amo moltissimi poeti “out” ossia fuori, per scelta o condizione esistenziale, dal panorama (Ghignoli mi piace tanto ad esempio, ma ce ne sono altri, come per esempio Ianus Pravo, che in italia è pressoché sconosciuto, come anche l’opera di Leopoldo Maria Panero, che lo stesso Ianus cura e traduce da anni; oppure penso ad Andrea Raos e i suoi libri, che dovrebbero essere in tutti gli scaffali d’ogni lettore di poesia vero, e invece hanno difficoltà; però preciso che libri come “Le api migratori” ad esempio, data la vastità del libro, sono libri che si mantengono da soli, per fortuna) Questa antologia non la voglio criticare più di tanto, perché vi sono persone simpatiche dentro; ma ripeto, io certi discorsi, certe mappature (volte a che poi?) non le capisco e continuo a non capirle.
      Come mai non c’è Michele Porsia ad esempio? E tanti altri? Perché circuire un discorso poetico? Io non ci arrivo, mi dispiace sarà un limite mio.
      Evidentemente c’è un preciso volere dietro questi “circuiti”?
      E come sottolineava giustamente Ghignoli, perché non lavorare sottotraccia, e poi magari nel tempo, chi giustamente rimarrà per valore, verrà dai posteri considerato, criticato ecc ecc??
      Non voglio dilungarmi oltremodo, dato che volevo solo esprimere un mio insignificante ma preciso parere.
      Mi dispiace dirlo, ma le antologie in genere non le capisco.
      Noto con piacere che, inoltre, nonostante la voglia di antologizzare, si segnali un grande poeta davvero, ossia Manuel Micaletto. Credo sia gran lunga una generazione migliore, questa degli anni 90′ che si inizia a presentare al “pubblico”, rispetto alla mia. Meglio così. :-)

      Detto questo, torno al mio nulla, grazie ancora :-)

      Ciao,

      Antonio B.

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      • :) Credimi stavo per segnalarti prima e per quanto possano valere queste liste…ci stavi!

        Certo si ha un po’ la sensazione che la lista diventi un cerchio…

        un cerchio creato intorno a te…che poco lascia entrare…

        un saluto

        mm

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  15. Colgo l’occasione, per aggiungere un’altra cosa.
    Ci sarà un motivo, mi dico, se mi faccio conoscere come Antonio Bux, e la gente insiste nel proporre il mio cognome anagrafico? Avrò i miei buoni motivi per avere un nome d’arte, e spero possa essere rispettato. D’altronde perché Giovanna Frene, ad esempio, la si chiama Giovanna Frene e non ricordate che si chiami Bortolazzo? C’è chi può e chi non può? :D

    Cito Giovanna come tantissimi altri che hanno uno pseudonimo eh..non per altro.

    Lo dico senza polemica, ma vedo che spesso e volentieri, riportino il mio cognome vero, che io ho azzerato apposta. È successo tante volte, per questo lo sottolineo.

    Ho i miei buoni, validissimi motivi, per avere scelto uno pseudonimo, non di certo per emulare Saba.:-)

    Solo per questo lo sottolineo, giusto perché ci troviamo in un luogo “pubblico”. Sono Antonio Bux per voi/noi, per la poesia insomma.
    Per gli uffici delle poste e quanto altro di burocratico sono Fernando Antonio Buccelli.
    Poi magari un giorno cambierò anche quello.
    O forse quando uscirà il mio primo libro con scritto in grande Antonio Bux, potrò mettermi l’anima in pace? :-)

    Lo dico in tono scherzoso Maurizio, ma era un pretesto per precisare questo, anzi mi scuso di essermi allontanato dai discorsi di questo post.

    Ora si che mi ri-dileguo, gentilmente.

    Antonio BUX :-)

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  16. L’ultimo commento di Alessandro Ghignoli, che chiaramente condivido, ritengo che sia un sottinteso.
    Segnalazioni in rete come questa ed altre, o commenti che segnalano e consigliano altri nomi, sono un modo provvisorio per suggerire letture, per scambiarsi opinioni, ma non credo che si debba caricarle di un’importanza o di una potenziale dannosità che nei fatti non possono avere, trattandosi a loro modo di comunicazioni “orali”, nelle forme dell’oralità scritta del web.
    Essere nati in un decennio chiaramente non è una categoria critica né estetica, sono queste delle semplici conversazioni senza pretese in cui una piccola comunità si segnala qualcosa.

    Per Fabio, è vero che altrove ragazzi nati negli anni ’80 si danno fuoco o son sotto le bombe e non è detta l’ultima parola, magari tra pochi anni saremo nell’incendio anche noi. Fatto sta che anche in questo altrove si parlerà di poeti o di musicisti e tenori, magari anche in questi termini. Non credo che l’emergenza storica e lo stato di allarme o di malessere debbano occupare ogni ambito dell’esistenza e annullare magari le conversazioni marginali. A me personalmente fa piacere scoprire una scrittura interessante e una vita. Né è detto che debba incontrare necessariamente l’esperienza circostanziale all’evento storico determinante per avere una grandezza o per trovare un’epifania.

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    • caro Dadus,
      la fretta con cui ho commentato deve avermi esposto a delle incomprensioni. Sottoscrivo la prima parte del tuo commento, ed era proprio a questo buon senso che cercavo di riferirmi. Quanto alle emergenze storiche, non voglio farne un assoluto, o il ferreo criterio per puntellare una scala di valori attinente alle cose della poesia. Se lo facessi dovrei smettere anche di scrivere poesie. Semplicemente, cerco di ricordarmi, non soltanto ma soprattutto quando si è a un passo dallo scannarsi per delle sciocchezze, *da dove* si parla, da quale privilegio (anche se è minimo, e in procinto di disgregarsi totalmente). Chiudo qui, non sono “io” l’argomento di questo post. Un caro saluto,

      f.t.

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  17. Bux il blog è gestito da me, Natàlia, Mazziotta, Montieri, Accardi e tutta la redazione (i nomi sono tutti belli in mostra sopra). Cosa del resto spiegata da Natàlia stessa in uno dei primissimi commenti a questa discussione.
    discussione che secondo me non ha fatto bene attenzione al titolo, dove espressamente si parla di “prima ricognizione” e non di “lista definitiva” (espressione quest’ultima che evoca altre faccende).
    Se poi qualcuno ritiene che una ricognizione sia inutile, chi siamo noi (e chi sono io) per dire che ha torto o ragione.
    Luciano ha solo aperto un canale per uno scambio di opinioni, o quanto meno sperava in questo. Io l’ho caldeggiato prima ancora che gli esiti della prima ricognizione venissero pubblicata.
    Mi spiace che qualcuno se la sia presa. Su altre cose glisso perché ho già dato.

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    • Ho espresso una mia opinione, poi ognuno fa quel che vuole Michieli.
      Non seguo molto le faccende del blog, per questo non capivo chi lo gestisse.
      E mi pare di aver chiesto scusa per quell’intoppo. Ma poi mi chiedo, se devo solo mettere “sviolinate” e non posso legittimare mie posizioni, perché il buon Maurizio Manzo dopo aver scambiato il mio rifiuto per le antologie ha interpretato questo come un mio bieco volere di essere citato nella lista? e come mai ho poi cercato di spiegare, senza polemica e scherzando, che è l’ora di capire che voglio far chiamarmi bux e non buccelli dato che odio mio padre, ma insomma, devo dare spiegazioni anche di questo? E che fa il Manzo, dopo questa apparente facciata sul blog? mi cancella e blocca su Facebook? Ma dico, che razza di gente è questa? Scusatemi ma io al giochetto di farsi i complimenti a vicenda non ci sto. Ora se volete mettere sto commento o meno, fate pure. Spero di non essere chiamato più in causa.

      A. B.

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  18. Con Maurizio c’è stato un malinteso dovuto a Facebook, tutto chiarito e mi scuso per aver pensato male di lui. Internet purtroppo è un grande mezzo a volte, ma il più delle volte, un grande limite.

    Buona vita a tutti

    A. b.

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    • capita…prima di cancellarti avrei dovuto avere l’amicizia…:)
      comunque Chi ha dato ha dato chi ha avuto ha avuto…e
      buonanotte…

      ps

      se non vuoi il tuo vero cognome fallo cancellare dal post che ho linkato quando ti ho segnalato…:)

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      • Facebook maledetto.

        Figurati, era solo per precisare, dato che è successo molte volte….quello del cognome dico.
        Ma adesso basta, ho tolto al post il suo perché, con i miei commenti ultimi fuori luogo, non me ne vogliano, i gestori.
        Per Michieli: figurati, lo scambio deve esserci, io ribadivo che non capisco molto le volontà di queste antologie, poi ovvio, è un mio limite. Quoto al mille per mille Ghignoli.
        A presto, scusate ancora, non succederà più.

        A.b.

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  19. Cari tutti e care tutte,
    voglio essere davvero breve, perché il dibattito non mi sembra sia così tanto inerente con lo scopo di questo post. Mi assumo tutte le responsabilità di quello che dirò, ovviamente, senza creare rancori – ma per chi, perché, per cosa? – né ostilità.
    1) Questo catalogo non è un’antologia.
    2) Perché si sente l’esigenza di fare un catalogo?
    a) Perché mi sembrava doveroso: la quantità è immane. Non tutti sanno i nomi dei poeti miei coetanei, non li so neppure io, quindi ho messo a disposizione questo “catalogo aperto”, finalizzato ad arricchirsi sempre di più – certo chi si lamenta perché non è stato incluso, beh…che dire? Non è un’antologia. Diego non era necessario, per come funzionano i blog, dicessi: “voglio esserci anche io”. Bastava, a mio parere, indicare i nomi che più ti premevano e connetterti inserendo dei link che riportassero a delle tue scritture. Questa è una strategia, e saresti stato già autoincluso. Per le altre esclusioni, non mi scuso. Semplicemente, in quanto autore del post, ho preferito lo scrivessero altri, come hai fatto tu. L’onnicomprensività del catalogo, ripeto, è solo degli dèi.
    b) Io ripeto: ogni catalogo, non so se aiuta voi, ma aiuta me. L’organizzazione dei post, ad esempio, de La dimora del tempo sospeso, mi aiuta ad orientarmi sulla poesia di tutti i tempi. se io non so chi sono i poeti contemporanei, miei coetanei, con i quali voglio confrontarmi, ho tutta la curiosità che voi aggiungiate nomi.
    c) Alessandro, “se sono poeti verranno fuori”. No! Non sono d’accordo. I poeti che ho conosciuto non sono venuti fuori per autogenesi. Ma, solitamente, è stato fondamentale il “passaparola”. Ecco. Intendetelo come un “passaparola postizzato”. Perché fare un elenco di poeti? Insomma, non mi sembra che questo sia un blog di ricette – e scusami la battuta, detta, nei tuoi confronti, davvero con stima.
    d) Antonio Bux. Ma quale antologia, per favore – premesso che io ho sempre patteggiato per le antologie perché sono sempre il punto di inizio di un dibattito che qui, ahimé non c’è stato se non grazie alle critiche di Francesco, Fabio, Natalia, Alessandro e qualcun altro.
    Per il resto. Francesco aveva ragione quando diceva che non esiste la rete come la immaginiamo io e lui. Ad esempio mi chiedo, ma per favore, per non intasare la rete, è una domanda che non prevede risposte, perché 62 commenti – in cui neppure in tanti hanno aggiunto nomi, se non quelli più “critici” – su un qualcosa che ha la stessa pretesa di un indice alfabetico, mentre quando si postano degli inediti di qualcuno ci si aggira sempre, al massimo sulla decina di commenti – di spunti, di critiche – fatte le dovute eccezioni, chiaramente. Insomma penso di non aver voluto provocare nessuno. Purtroppo mi rendo conto che lo spirito di collaborazione è stato sopraffatto dallo spirito di polemica sterile – E RIPETO, QUESTA NON È UN’ANTOLOGIA.

    Scusate l’amarezza,
    ma cercherò di creare un nuovo post con i nomi dei poeti che avete indicato voi.

    con affetto
    Luciano Mazziotta

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  20. Caro Mazziotta, io le antologie le eliminerei.
    E ti spiego il perché, ma è un mio parere.
    Limitare un poeta a una corrente, a un movimento, a una base anagrafica per me oltre che limitativo, è improprio. Però capisco che per la critica è un certo modo per alzare un polverone, e fomentare questioni.
    E generare confini, circostanziare, fare tavolino, ecc ecc ….
    Ok tu non parli di antologia, ma non mi dire che è una casualità che molti dei nomi postati stiano nell’antologia pubblicata e stra-pubblicizzata fino alla nausea ultimamente da Ladolfi, e che sia un caso questa concomitanza, questa voglia di mappare i poeti nati negli anni ’80, giusto tutti ora insieme e appassionatamente?
    Cioè se dobbiamo giocare a non capirci e a girare intorno alle cose ok, ma io noto che si stia insistendo nelle ultime settimane a voler creare questo dibattito su questa nuova mappatura.
    Capisco che spetta sempre questa mappatura (ogni decennio e non solo, arriva l’antologia) e che non dovrei criticarla, tanto più che non rientra nei miei interessi, tuttavia ho espresso la mia opinione riferendomi anche a quell’antologia, e non posso pensare che questo post sia totalmente separato da quell’altro evento.
    Per questo io parlavo di antologizzare.
    Tuttavia se l’obiettivo principale è, come dici te, conoscere nuovi poeti che altrimenti faticheresti a scovare, ben venga questa tua iniziativa. Ce ne sono tante di iniziative, sia personali che non.
    Io ho notato questo collegamento tra questo post e quell’antologia, e questa promozione che sta avendo (giustamente mi dico, da quel punto di vista altrui, quello editoriale) ma, ripeto, a parte alcuni nomi simpatici che ci sono, non volevo fare polemiche, però se non posso neanche dire che non mi interessa fare o leggere mappature circostanziate all’età o alla posizione geografia …ma piuttosto leggere voci fresce, nuove, interessanti…che siano del 90 come del 70 poco importa… credo che nessuno possa impedirmelo.
    Detto questo, buona ricerca e lettura

    A. B.

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  21. non c’è nessun collegamento tra il post di Luciano e la non-antologia curata da Fantuzzi per Ladolfi. la non-antologia, come Fantuzzi definisce il volume (sapendo che in realtà di antologia si tratta) ha un’impostazione precisa dove sì rientrano criteri critici, se vogliamo storiografici, e militanti.
    nell’elenco di Luciano invece riconosco solo la volontà di indicare una ben nutrita, ma non completa, né esaustiva, proposta di poeti da seguire, da conoscere, da LEGGERE.
    con buona pace di chi si aspetta Sbarbaro o Rebora e perché no Sinigaglia.
    se c’è poi una cosa che su Poetarum Silva si è sempre cercato di evitare è il focomelico applauso dei consorzi. anzi, spesso qui abbiamo assistito a stroncature nette di autori presentati nei post, animando così per un po’ il dibattito (salvo poi, come è successo anche qui, vedere il coro delle prefiche degli egoferiti).
    ma io mi chiedo: se non ho idea di chi scriva ora perché i canali, così numerosi, in realtà non fanno emergere un bel nulla, non è utile un tale strumento? non è più utile avere un elenco costantemente aggiornabile piuttosto che attendere la prossima antologia? non è utile animare un dibattito piuttosto che attendere il prossimo articolo onanistico di Capellini che dichiara morti i blog? non è utile cercare di capire dove si svolge il confronto e seguire questi autori?

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    • Figurati, la mia era una supposizione data la concomitanza degli eventi, era una pura, riflessione, dato che osservo quel che succede dal di fuori..converrai con me che ci si poteva pensare…l’antologia non l’ho letta, ma conosco i poeti che ne fanno parte, e non ci vedo poi una così tanto marcata comunanza (forse solo di militanza) e una connessione così forte tra i poeti presenti..ma questi poi son altri discorsi…evidentemente mi rimando ad una lettura di questa antologia. L’elenco di Mazziotta allora è un buon proposito, anche se io ci vedo nomi super conosciuti, a parte alcuni casi…sul fatto dei consorzi non saprei, me lo auguro.
      Magari se iniziassimo a parlare dei testi e dei singoli autori senza “mapparli” sarei contento e potrei continuare la lettura …:-)
      Rimando a prossime letture, quindi…saluti

      A.B.

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  22. Ah, dimenticavo.
    Dato che l’obiettivo primario del post era segnalare autori poco conosciuti e che emergono difficilmente dalla massa, prima ho citato superficialmente Michele Porsia, classe 1982, poeta “archeologo”, mi si passi il termine.
    Autore di Bianchi Girari e Sintomi di Alofilia, entrambi editi da Perrone, il secondo tramite premio, quando ancora esisteva Perrone Lab.
    Si può trovare anche una selezione di testi sul mio blog, per chi mi conosce su Facebook, può passarci quando più ritiene opportuno, le porte sono ben aperte e le stanze arieggiate.
    :-)
    Oppure consiglio Vittorio Tovoli classe 1985, poeta dal fine humor, che per me, rimane molto interessante.
    Buona vita.

    Antonio B.

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  23. grazie, Luciano.
    Trovo la ricognizione utile. Avrò un sacco di letture da approfondire, adesso.

    Un saluto caro,
    Anna

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  24. Bux per favore, tu non osservi dal di fuori: sei parte del sistema e trovo vagamente snob questo dichiararsi fuori quando poi tutti riceviamo costantemente aggiornamenti sulle tue sillogi messe in rete, o sulle tue traduzioni o su altro.
    sei parte del sistema come tutti noi nel momento stesso in cui consegni al lettore un tuo verso

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    • Evidentemente mi esprimo male. Quando parlo di fuori intendo non partecipare, presenziare fisicamente ecc ecc….online ci stiamo tutti dentro, fin troppi. Questo “tutti riceviamo” aggiornamenti sulle sillogi mie o sulle traduzioni, non so di chi parli…allora sarai attento anche ai poeti che posto.
      Ora se vuoi continuare a fare polemica fai pure, ho altro da fare, Michieli, e la prossima volta allora non fare i complimenti alle traduzioni o alle poesie, se ti ritieni invaso, visto che non ti taggo in niente, e prima fai complimenti e ora sembri quasi infastidito, da quanto percepisco. Io niente snob, lungi da me, si vede che non mi conosci e usufruisci di parole in libertà e da un venato qualunquismo che ritengo inopportuno. Vediamoci dal vivo, conosciamoci e poi ne riparliamo. Sono solo nauseato da certi atteggiamenti che noto qua e là sparsi in rete, e più vedo e più mi sottraggo, per autoconservazione. Poi vedo le manfrine, le combine, ecc ecc non alludo a nessuno in particolare ora, però penso ci sia poco da spiegare, qua siamo tutti frequentatori di questo “ambiente”. Su facebook ritengo io possa fare quel che voglio, assisto ogni giorno ad auto pubblicazioni non meno pietose delle mie e a “raccomandazioni” poetiche discutibili. Io mi limito semplicemente a postare per chi ne abbia interesse, e cosa che mi sorprende, esiste gente a cui interessa leggermi ma soprattutto leggere i poeti che leggo; pare che ti dia fastidio, da come ne parli. Boh.
      Mi dispiace tu pensi queste cose e continui ad avere questo accenno polemico, oltremodo ripeto, controverso, dati prima i complimenti e ora il quasi fastidio stizzito. Ma non c’è problema, non è il mio obiettivo rientrare nelle grazie di qualcuno in nessun modo, anzi.

      Rimando ai consigli dei poeti sopra citati.

      A presto,

      A.b.

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  25. fa’ un bel respiro, Bux, e rileggi.
    ho scritto che mi infastidisce l’atteggiamento vagamente snob di chi si chiama fuori, non che mi infastidisce ciò che leggo. e i complimenti non li faccio random (parola che di questi tempi e in questi luoghi può bene tradursi con “a fallo canino”)!
    tra l’altro non vedo come io possa “continuare” ad essere polemico dal momento che ho iniziato a commentare solo in coda, dopo avere letto e riletto più volte tutto lo scambio di commenti.
    sto cercando di riportare la discussione in seno al tema, e toglierla dal fuori tema della deriva presa dai commenti.

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    • Data la mia risaputa (tra chi mi conosce un po’ di più) infermità polmonare, respiro a fatica.
      Se questo è il tuo modo di riportare la discussione in seno al tema ok, ben venga.
      Per me la polemica finisce qui, dato che ho altro a cui pensare, ora.
      Io non mi chiamo fuori, solo parlavo di presenziare fisicamente, lo ribadisco.
      Avevo cercato di essere funzionale al post negli ultimi commenti, e rimando a quelli e a prossime letture, saluti

      A. b.

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  26. Carmine de Falco (1980)
    Matteo Zattoni (1980)
    Mimmo Cangiano (1981)
    [Raimondo Iemma – bis]

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  27. caro Luciano, ovviamente la mia critica alla ‘ricognizione’ non è un criticare negativamente il tuo lavoro -che hai fatto, che c’è stato-; è un non essere d’accordo con ciò che ho già espresso e non ripeto per non risultare pesante se non incluso maleducato.
    credo, ma che poi possa sbagliare è un dato, che un poeta debba scrivere, ancor più se giovane, costruirsi il suo viaggio nella, per la poesia. il passaparola può essere un bene, ma quando il poeta c’è già; almeno così penso.
    con amicizia, un abbraccio

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  28. Sono contento di aver partecipato a questo thread, veramente molto.
    Non me ne vogliano gli altri, il cui contributo ho comunque apprezzato, ma l’invito a trovare un’epifania lo prendo alla lettera, lo trovo un segnale gravido di promesse e di futuro.

    Inizio subito ad inviare delle mail…

    fm

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  29. Quante volte si fa prova, nei dito-clic di questi luoghi, che la semantica sottostà a un bivio; e l’a monte di questo bivio, del tutto a-logico, determina le produzioni successive di principali e (in)subordinate, separè e petali. Il bivio è tutto in una calamita: o si attrae la ferraglia del “poetare-nel-sistema”, con i soggetti triango-labili fra virtù pura e virtù pratica, io, non-io e super-tu, o si attrae l’ago di una bussola semplicemente curiosa dell’altro. Da una parte il catalogo, dall’altra il dialogo. Qui la svista e la poca fede, lì la fede di una semplice lista. Ringrazio Luciano del post e delle finestre aperte. Volevo anch’io aggiungere un mio fuoriclasse, Federico Romagnoli, ma ahimè è del 76. Però non resisto, e apro anch’io una finestra, come nei roster dei vecchi tornei di basket parrocchiali, dove l’organizzatore codificava la deroga per l’amico un po’ matusa, dopo “l’ “under”, col suo anno di nascita: http://www.blogdegliautori.it/federico-romagnoli/labirinto-di-federico-romagnoli/ ciao r r

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  30. Intervengo tanto per dissentire sul mio anno di nascita. Io sono del 78. Sono nato nei giorni a cavallo tra l’uccisione di Peppino Impasto e il ritrovamento di Aldo Moro. Le liste non mi piacciono. Le trovo troppo magre. Ho cercato di capire a cosa serva questa ricognizione, ma non credo di essermene convinto. Dunque non vi do ragione.

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    • Ciao Seb, premesso – lo ridico – che non mi piacciono gli elenchi perché preferirei parlare di autori contemporanei, più che coetanei, e di poeti stranieri più che italiani (ma questo è un altro discorso), credo che qui nessuno voglia avere ragione.
      un besito.
      nc

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