Poeti italiani nati negli anni ’80 – per una prima ricognizione

Poeti italiani nati negli anni ’80 – per una prima ricognizione

[Con questo catalogo si intende fornire una prima ricognizione, che non abbia pretesa normativa né canonica, dei poeti italiani degli ultimi anni, in particolare di quanti, tra loro, sono nati negli anni ’80. Nessuna norma antologica guida la scelta dei nomi, né tanto meno di “linea”. Non si è affatto tenuto conto del gusto di chi sceglie, cercando di non reiterare quel processo messo in atto dall’antologia di Loi-Rondoni, che, unanimemente, in questo blog, consideriamo un pretesto poco affine con la critica letteraria, e un lavoro poco condivisibile. Il valore di questo post vuole essere esclusivamente strumentale. Ci saranno “dimenticanze”, “trascuratezze”, alcune volontarie e deresponsabilizzanti, altre esclusivamente dovute a poca chiarezza sul lavoro dei nati negli anni ’80 in Italia. L’unico criterio che si è approssimativamente tenuto in considerazione è il rapporto tra le pubblicazioni di questi autori su blog come Nazione Indiana, Poetarum Silva, La poesia e lo spirito, La dimora del tempo sospeso, Absolutepoetry, Imperfetta Ellisse e Blanc de ta nuque, la loro presenza su riviste quali Il Verri, Poesia, Poeti e Poesia, Nuovi Argomenti, L’Ulisse e la loro partecipazione ad eventi critici e manifestazioni poetiche. Siamo  sempre disponibili ad un arricchimento e ad integrazioni, meno a tagli e a censure. Cliccando su ciascun nome si accederà ad una scelta online delle loro scritture.

@Poetarum Silva. TMP]

Marco Aragno (1986)


Maria Sole Ariot (1981)

Dina Basso (1988)

Marco Bini (1984)



Maria Borio (1985)


Giuseppe Carracchia (1988)


Giovanni Catalano (1982)


Alessandra Cava (1984)


Agostino Cornali (1981)


Sergio Costa (1984)


Carlo Cuppini (1980)


Chiara Daino (1981)


Sara Davidovics (1981)


Alessandro De Francesco (1981)


Valentina De Lisi (1983)


Tommaso Di Dio (1982)


Flavio Ferraro (1984)


Alessandra Frison (1985)


Gabriele Gabbia (1981)


Jacopo Galimberti (1981)


Carmen Gallo (1983)


Alessandro Giammei (1988)


Valerio Grutt (1983)


Domenico Ingenito (1982)


Domenico Lombardini (1980)


Lorenzo Mari (1984)


Luciano Mazziotta (1984)


Simona Menicocci (1985)


Luca Minola (1985)


Davide Nota (1981)


Giuseppe Nava (1981)


Fabio Orecchini (1981)


Michele Ortore (1987)


Greta Rosso (1982)


Anna Ruotolo (1985)


Giulia Rusconi (1984)


Ivan Schiavone (1983)


Francesco Terzago (1986)


Fabio Teti (1985)

183 comments

  1. mi unisco a sebastiano.
    a cosa serve “classificare” per età?
    una mappatura di cosa?
    credo che questo sia un altro tassello che va ben contro alla comunità poetica che auspico.
    ed ho sempre più ragione a dire che è utopia.

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  2. “Con questo catalogo si intende fornire una prima ricognizione, che non abbia pretesa normativa né canonica, dei poeti italiani degli ultimi anni, in particolare di quanti, tra loro, sono nati negli anni ’80”. Ma più che cominciare così Luciano che doveva fare? Per favore, approfittatene per leggere qualche poeta che non conoscevate, o per rileggere quelli che conoscevate già. La lista è duttile, per niente rigida. Non si può dire lo stesso di molti che hanno commentato.

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  3. io, a dire il vero, – fossi poeta e grazie al cielo non lo sono – una comunità poetica ed acritica non me la augurerei affatto, preferirei un buon sano silenzio e un’assenza a margine pur di non dover accettare l’autonomina a poeta di tizio, caio e sempronia.
    Molti dei nomi fatti, ad esempio, per me corrispondono a carissime persone, ma che sul piano della scrittura non mi suscitano alcun interesse, e non aprioristicamente, ma proprio per inadeguatezza all’uso del mezzo.
    buona continuazione.
    nc

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  4. Apprezzo lo sforzo compiuto con questo post. Ne approfitterò per leggere quei coetanei che non conoscevo. Però, nonostante Luciano abbia ribadito a più riprese che non si tratta di un’antologia, mi viene lo stesso da chiedere: utilizzare un criterio piuttosto che un altro (cioè selezionare gli autori nati negli anni ’80 piuttosto che quelli nati fra il ’75 e l’85) non costituisce di per sé una ”linea”? Circoscrivere la propria ricognizione ad un segmento anagrafico specifico – effettuandola, fra l’altro, in base alla presenza degli autori su alcuni siti o riviste cartacee conosciute – non equivale a fare una scelta normativa? Dove sono i poeti giovani che semmai scrivono fuori dal web e dalle riviste? Mi sembra, come già ha scritto nei primi commenti Alessandro Ghignoli, che con operazioni del genere si finisca per scivolare in un’eterogenesi dei fini. L’universo degli autori è così vasto ed eterogeneo che è praticamente impossibile da mappare. Risulterà sempre incompleto. L’impossibilità materiale di farlo obbligherà a compiere delle scelte parziali. Anche quello che può sembrare il più neutrale dei criteri – cioè quello dell’età – rischia di buttare fuori strada e di rendere un semplice catalogo con finalità strumentali un elenco ”antologico” di carattere generazionale. Allora dico: anziché cercare di far passare una selezione per un elenco alfabetico di autori, meglio dire apertamente che si tratta di un’operazione critica, seppur condotta con criteri meno stringenti di quelli normalmente usati per le antologie vere e proprie.

    Di mio ci metto (perché mi piace):

    Alex Caselli (1983)

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  5. Mentre con un colpo dei miei residui addominali provo a dare l’ultimo respiro, sommerso dai flutti della mia banalità, vorrei semplicemente ringraziare Luciano per aver fatto -al posto mio- la fatica di impilare tanti nomi di miei coetanei che mi farà piacere leggere, quando avrò tempo e nella comodità di un click: altrimenti non l’avrei mai fatto, credo. Se mi vengono in mente farò anch’io qualche segnalazione, ma in realtà mi accorgo di aver tantissimo da leggere, prima di permettermi di segnalare. Grazie ancora!

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  6. Caro Andrea, il guaio evidentemente è stato continuarla, l’ introduzione, non fermarsi subito. Perchè se tra due punti posti su un piano ci passa una sola retta, tra l’inizio e la fine dell’intro in questione ci son passati infiniti messaggi , dittori e contradditori e viaggianti in mille miliardi di direzioni diverse,mentite e smentite.Ma è andata. Chissenefrega, ho letto buone cose come pure storture che hanno trovato nella caparbietà dell’aggiornamento un rantolo non proprio così dovuto di luce . E mi ha spiazzato avere l’ennesima conferma di come la poesia si muova, oggi, in differita, di come non badi ad avere il sapore del presente sulle labbra, ma la giusta inquadratura televisiva. Ma questo è un altro discorso, l’età anagrafica conta zero.

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  7. Mi pare che l’intento di Luciano fosse chiaro, molti l’hanno capito per fortuna. Luciano e altri che mi conoscono bene sanno che io amo dividere i poeti tra bravi o meno. In questo caso particolare, però, visto il gran numero di poeti (molto bravi) nati negli anni ’80 (ecco cosa resterà caro raf) una ricognizione, mappatura, ampia segnalazione, stradario…ecc. chiamatela un po’ come vi pare, mi sembra utile e per nulla limitativa.

    ho una domanda al commentatore adranos ( che credo d’aver capito essere sebastiano adernò): questa tua frase:

    “Sono nato nei giorni a cavallo tra l’uccisione di Peppino Impasto e il ritrovamento di Aldo Moro”

    in che maniera avrebbe dovuto contribuire al dibattito?

    grazie a Luciano e a tutti

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          1. non si tratta di divertire o meno, credo semplicemente che quella frase (ovviamente) non c’entri nulla col post, c’entrerà – probabilmente – con qualcosa che senti tu, di importante per te, ma non per chi legge qui. Diventerebbe importante per noi se avesse a che fare con i tuoi testi ma non è di questo che stiamo parlando.
            Mentre la battuta su raf ci sta, non sarebbe male se degli anni ’80 restassero un sacco di poeti bravi, e usando, stavolta, Manuel Agnelli degli Afterhours, sarebbe come uscirne vivi.

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  8. Ricordo che Antonio Bux, prima che mi togliesse l’amicizia su facebook, continuava a taggarmi con le sue poesie. Tanti altri mi segnalano le loro creazioni in svariati modi. Vi confesso però, che a questo punto non vedo il problema di avere a disposizione una lista da cui io posso scegliere di trarre informazioni (con tanto di link) su un determinato poeta e se possa interessarmi o no.

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    1. Ringrazio tutti, educati e maleducati, per aver partecipato alla conversazione.
      Con i nomi suggeriti stileremo presto un nuovo catalogo coi link per rendere fruibili anche gli altri poeti che sono stati segnalati. A quel punto però ci consulteremo all’interno della redazione, stavolta sì, per stabilire o meno delle esclusioni – dato che un’inclusione sembrerebbe rispondere in quel caso ad una minaccia, o alla necessità di piegarsi ad atteggiamenti di tipo egotico-mafioso.

      Credo che sia il momento di bloccare ulteriori commenti per evitare che si degeneri, o almeno che persone per loro propria attitudine predisposte a degenerare, facciano degenerare l’intera conversazione, non lasciando nulla da salvare.

      Con affetto
      Luciano Mazziotta

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  9. A tutti
    cercando la via della misura… ricordo che

    in poco più di un anno sono morti Di Ruscio, poi Mesa, la Szymborska, Pagliarani, Tonino Guerra, … e c’è chi si offende per un elenco con data di nascita?
    ma prima morite, perdio!

    l’unico elenco che conta ha sempre due date, quindi se avete fretta, che so, fatevi avanti.

    p.s.: visto il tenore del commento sono permesse le toccatine basse e gli scongiuri del caso.

    :)

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    1. io invece proporrei, già che ci siamo, di chiudere con i poeti nati anni Ottanta e passare a quelli nati negli anni Novanta. Tempus fugit.

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  10. E’ uno strumento – parziale e non esaustivo per stessa ammissione dell’autore – ampliabile, flessibile, elastico, e non c’è alcun obbligo di servirsene… C’è onestà in questo post, e molto amore per la poesia. Proprio la denunciata limitatezza di questo elenco, la sua chiara “de-finizione” (porre dei confini) secondo me, è garanzia della sua efficacia come strumento di diffusione della poesia.
    Quindi ringrazio Luciano.

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  11. Salve a tutti! Prima che Luciano intendi mettere consura ad uno spazio reso pubblico attraverso intenet volgo lì’occasione per dirvi che qui l’egoismo si taglia con coltello, e non sarà mettendo in croce il solito cristo che vi salverete un’altra volta. Parlo con tutti coloro che hanno scritto, in particolare Luciano Mazziotta con cui ho letto insieme ed ospitato, Natalia Castaldi che ho avuto modo di “conoscere” attraverso il video per Angie Gaona, e Gianni Montieri che personalmente non conosco. I versi di prima non erano neanche di Adernò, ed il poeta citato neanche parla e si sta zitto. Cos’è è più importante esserci che essere? Detto ciò, dell’egoista, o dell’egotico non lo do’ a nessuno di voi ma vorrei proporvi a guardarvi bene allo specchio domani mattina ed a capire veramente il senso delal parola Poeta. Che se ne dica e dica, a mio parere è solo un gioco di condivisione con ogni cosa! Vi sprecate parlando d’altri e ad altri attitando come se foste Vate. Se è tanto vero che questa è la Generazione Entrante piano piano non potrete più tenerla al collo e vi si lancerà contro senza lasciarvi nulla! La vera Poesia sta nell’assunzione della Guerra. Polemos spinge tutte le cise, credo che Mazziotta abbia capito di chi parlo… Io non sono stato annoverato, e per dio non vorrei. Non ho il diritto e non ne vanto alcuno. Tra l’altro ho altro di mio da portare avanti. Ci rivedremo sempre, dall’altra parte, non quando saremo morti ma tra i vivi quando imperseverando nella battaglia scopriremo veramente l’identità che diciamo di essere! E non servirà, e questo lo dico a Luciano neanche servirsi di questi, terzi per accomodarsi e tenere a bada il ” nemico”. Non ti entreà dalla porta di retro, ma ringraziamolo, direttamente dalla porta principale. La dialettica che ho scelto rispecchia la vostra, poeti. O così amate tanto chiamarvi… A presto, con tutti!

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  12. Paolo, fatti un favore rileggi quello che hai scritto, perché “la dialettica che hai scelto” è inquietante.
    1) Qui non censuriamo nulla
    2) Sappiamo perfettamente che quei versi non sono di Adernò

    “la vera poesia sta nell’assunzione della guerra”? questa è strepitosa. forse volevi dire “la vera poesia sta nell’assunzione dello xanax”?

    3) non ci importa molto che tu abbia ospitato luciano, sono fatti vostri che non c’entrano col post.

    stammi bene

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  13. Data la reazione di molti vi risponderò una/o per volta:
    @Natalia Castaldi: Ti ringrazio di avermi così gentilmente paragonato al poeta Giovanni :)
    @Fabio Michieli: Ahahahah, mi fai proprio ridere! Non lo avevi capito che si sta solo scherzando?!?
    @Andrea Accardi: Sono tuoi versi, Andrea. Di cosa ti meravigli tanto!?
    @Gianni Moltieri: Sembra educato il tuo modo di porti, ma in verità nascondi trappole. Ho sempre deprezzato (ma a te questo poco importa) persone che si mostrano gentili sputando veleno: Xanax?! È una maniera educata per dare del pazzo a qualcuno. Ma ti ringrazio (ed anche questo, credo poco t’importi) per avermi anche tu egregiamente complimentato con lo stesso epiteto con cui sono stati intessuti i grandi poeti. Io grande non lo sono, nonostante sia nato negli anni Ottanta (ed anche è poco pertinente) ma poeta del resto neanche. Se devo stare qui a sentirmi dire da voi chi lo è o meno, gentilmente mi rifulgo e lascio che siano altri a farlo al posto mio! Trovo inoltre che questo post inizialmente avrebbe voluto non darsi tanto importanza, essendo “solo” un post scritto da qualche parte su internet, ma in realtà chi scriveva sapeva ed aveva intenzione nel dare importanza a quel che scrive. Chi non lo fa, dirai? Bene, non lo fanno quelle persone che scrivono semplicemente nell’interesse del messaggio, del linguaggio-corpo, dell’azione prima della scelta. Chi si prende sul serio è balordo, ed allo stesso tempo chi finge di non farlo è meschino (ora si che siamo tutti con dei sani epiteti). Detto ciò ho trovato perlomeno superfluo il modo con cui si è risposto a Sebastiano Adernò: avrebbe, sua maestà Moltieri, potuto rispondere al quesito, piuttosto che scaramucciare sulla data di nascita del poeta. E poi, essendo poeti non possiamo parafrase? Poeticamente parlando, non possiamo? Ma questo non è un blog di poesia? Oppure è un circolo di critici? Siete Poeti, scrittori, giornalisti, critici, letterati etc, etc, o siete semplicemente Persone!?! Io credo dovreste esserlo innanzitutto, ma ahivoi, ho i miei dubbi a tal proposito. Una persona dovrebbe scorgersi sull’umanità attraverso il sentire, ma quel che sento da voi provenire non sembra pertinente a tale sentimento. Con questo passo e chiudo… Ma prima: Gianni, ti ringrazio, starò bene di mio, no ci sarà bisogno di starci anche per te!
    Per ultimo, ma non per questo meno importante anch’io vorrei porvi una segnalazione fuori da tutti quei discorsi edito-bloggistici che avete citato, e come, lungimirante, annunciava marcaragno non potrebbero trarre a sé le fonti di tutta la poesia presente in Italia. A prescindere dalla bontà del verso… Eccolo: Manuel Micaletto (1990). Oddio ma è del ’90, non c’entra con la ricognizione… Che significa 1990?! Spiegatemelo, voi delle ricognizioni!

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    1. Montieri e non Moltieri. Così come ti ho scritto stamattina ti ripeto: Rileggiti.

      Scrivi cose allucinanti in una maniera inquietante.

      Naturalmente lo Xanax era una battuta, cosa volevi che scrivessi dopo aver letto “la poesia è l’assunzione della guerra”?

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  14. Ma infatti quello che non si capiva era il tuo intervento, a tratti non era nemmeno scritto in italiano. Però basta così, su, sennò ci rifulge la testa.

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  15. Non ho capito, cosa avete tanto da parlare sul verbo rifulgere: non vi piace? Rifulgere, può voler dire anche estraniarsi se lo s’intende in senso figurato! Oppure no?! Non capisco poi che mai ci sia nel mio modo di scrivere. Sei davvero sicuro che sia davvero così inquietante? Che sia davvero così estremo? Ma ci hai bazzicato nei circoli letterari europei?! In alcuni l’inquietudine è la sola cosa che puoi trovare. Scandagliare l’animo è inquietante, già. Ma è il “lavoro” d’un poeta. E se non lo fa abbozza rime, accozza sensi, descrive miracoli, si sbava e beve dalla sua stessa fonte. Quindi, per cortesia, sì dite bene, finiamola!

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  16. fossero solo le riserve (tutte ironiche, cosa che mi pare ti sfugga) sul verbo rifulgere a non esserti chiare… quindi, finiamola qui perché mi sono davvero scocciato.

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  17. Paolo Gulfi, tu fai troppe domande. Ho provato a leggerti e rileggerti, ma non ho trovato nulla di tangibile a cui potermi aggrappare per provare ad affrontare un dibattito.
    Proviamo a ribadire il concetto. Questo post è nato su una proposta (discutibile o meno, anche all’interno della redazione stessa a cui tu continui a dare un apocalittico Voi) che può essere criticata, affrontata, arricchita. Molti l’hanno fatto; nomi eccellenti che hanno contribuito, mettendo in dubbio, stimolando, costruendo.
    Trovo patetico, che in alcuni (pochi, molto pochi) invece ciò abbia scatenato il livore personale, attaccando Luciano in quanto persona, amica o ex, ospite, compagno di scuola (ecc ecc) rea di aver dimenticato, trascurato, classificato (in termini linneiani?) esseri umani sensibili. Con risultati infantili e ridicoli della serie oraticancellodallemieamiciziesufacebook! Eppure, quotidianamente proprio su facebook emerge il bisogno di sentirsi “poeti” solo se riconosciuti all’interno di una comunità. Siamo arrivati al punto da fondare il gruppo “poeti”, che poteva essere l’occasione nuova, ma che invece è diventato l’ufficio affissioni dove (a dispetto di quanto fanno i terribili blog, luoghi della discriminazione e del controllo) tutti postano qualsiasi cosa (perchè il bisogno dell’approvazione è oramai fuori controllo) e dove è, ovviamente, tacitamente vietato commentare, aldilà del distaccato ma confortante “mi piace”. Ma a me va bene anche così, Solo che, perdonami, mi sarà molto più facile cercare un poeta, tra chi di poesia ne parla, ne scrive e magari, ne legge. Se poi qualcuno mi presenta anche un elenco con tanto di link e riferimenti, ben venga, meglio ancora se ho la possibilità di aggiornarlo.
    Tu che fai invece? Ti presenti qui lamentando non si capisce cosa, ammettendo di conoscere Natàlia solo da un video e Luciano perchè lo hai ospitato (quanto dovrà pentirsene…), di Gianni non sai nulla, immagino di tutti gli altri (forse non ne vale neanche la pena, ma quanto meno provaci.)
    Poi citi a caso un autore del 1990, tralaltro bravo e presente in diversi blog (si proprio quei fetenti salottini che tanto rifiutano e escludono a prescindere le volenterose giovani menti). Temo quindi, ma ho sempre il beneficio del dubbio, che tutto il tuo monologare
    sia in realtà dettato solo ed esclusivamente dal rancore del presunto escluso. Forse ( e resta sempre il dubbio), il problema sta in questo continuo stare in mezzo, nel dichiarare, mi hai escluso ma non importa. Ma se non importa, allora ciao, è stato bello, non stare qui a dissertare su quanto sia giusto o sbagliato. Scegli tu, di alternative ce ne sono tante.
    Per quanto mi riguarda: “sì. è tutto qua”

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  18. Sign. Jacopo, non ho necessita di rileggermi dato che sono stato io stesso a scriverli. Invece rileggo il mio comportamento e faccio un passo indietro, non tanto in quello che ho detto (come è detto poco conta a mio modesto parere), ma nei confronti dei presenti, che come ben notavi, conosco o disconosco del tutto. Nei confronti di Luciano c’è stima (reciproca presumo) in quanto poeta, critico e persona. L’accento sull’aver dormito a casa mia era solo un’appunto, e non un casus, sul nostro primo incontro. Trovo in Luciano grandi capacità filologiche e critiche, ma ahimé credo che abbia volutamente toppato nel non-aver-inserito Diego Conticello in quanto poeta, ed aver inserito altri poeti che ancora non hanno avuto neppure una pubblicazione. Io, gentile Jacopo, non ho pretese come ho detto di essere inserito da nessuna parte e mi dispiace se leggi questo fra le righe. Del resto, aggiungo, le persone che ho citato vorrei tutte conoscerle, Natalia Castaldi in primis che stimo in quanto persona (il mio annuncio sul video voleva essere un punto a favore) e Gianni MoNtieri (scusa veramente se ho sbagliato a scrivere il tuo cognome) che appunto non conosco per nulla. So solamente che tiene sotto la sua ala poeti che stimo molto, da un punto di vista umano soprattutto. Infine, il mio scopo era anche di parare un po’ i colpi che sono stati scagliati verso Sebastiano. Capisco bene, che alle volte il suo temperamento non sia dei più educati, ma non ho trovato giusto assistere con le mani in mano ad un’intifada gratuita. Voi qui siete in molti, e nessuno ve ne vuole se lo siete, ma capite bene che è come essere in un alveare in cui, io credo, ma spero vivamente di sbagliarmi non si è ben accetti. Detto ciò, credo che ora sia veramanete tutto! Del resto parole se ne son dette a dirotto.
    Noto con dispiacere, e questo ahimé devo dirlo, che Luciano preferisce parlare con voi di quel che fra di noi succede piuttosto che direttamente con me. Non ne trovo il senso ma come dicevo è troppo tardi per discuterne. Vi auguro buon lavoro per la revisione e spero per tutti i poeti che lo facciate, ottimo!

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  19. Scusate, io non capisco con quale criterio si sia redatta questa lista. Passi il criterio anagrafico, giustificabile quanto lo è un elenco telefonico o una lista pensionati dell’INPS , ma il criterio di una lista di ” poeti ” ….bah, mi perplime. Comunque la mia quaestio è un’altra: in sintesi questi signori, perfetti sconosciuti, sono definiti poeti a che titolo ? Perchè si sono proclamati tali? Perchè hanno rotto il maialino e hanno pubblicato qualche libercolo con i soliti scarabocchi facendo felice qualche piccolo editore? O perchè qualche lezioso salattottino letterario li ha proclamati tali? O perchè ancora qualche casa editrice addesca-polli egotici li ha incoraggiati a ripubblicare? Ah quant’è bello e grande sto Parnaso poetico !!!

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    1. il criterio, del tutto parziale e soggettivo è a premessa dello stesso post.

      Solo, una domanda, se posso, vorrei porgergliela io: ma lei, il suo nickname – PoesiAfasia -, a che titolo se lo è dato? Gliel’hanno suggerito in un lezioso salottino o ha fatto tutto da sola?

      Eh sì, sono d’accordo con lei: sto Parnaso non ha limiti e confini.

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    2. questa volta egotico è il pollo…uff me l’ero vista brutta. concordo con te Afasia. questa lista è roba morta, inutile. un passatempo per sfaccendati. ebbi da dire con lo stesso Fantuzzi e la sua antologia. ma chi si prende la responsabilità di eleggere sti ragazzi poeti? per poi promettergli cosa? fama, denaro, successi? non esiste infrastruttura culturale. lasciamoli scrivere, alcuni giocare. non creiamo prospettive che da vicino si rivelaranno solo un fondale ben dipinto. non costringiamoli già a 20 anni a doversi porre il problema di essere in una lista, o piacere a quel blogger o a quell’altro.

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      1. Che commento triste e saccente, ma che vuol dire? Ma chi mette in una lista chi? Chi crea prospettive? Perché questo tono da “opinione” senza averne una vera. E’ solo un elenco con tanto di link per andarsi a leggersi i testi che è un bene. Il resto sono chiacchiere, siete entrati nel dibattito col piede sbagliato e non vi siete più ripresi, tutto qui, solo chiacchiere, nei link sopra ci sono poesie, molte belle poesie, leggetele invece di perdere tempo: sfaccendati

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        1. Montieri, sei un ottimo critico di “commenti”. Magari seguirò i tuoi prossimi post per imparare a scriverne di meno tristi e saccenti. Forse seguendoti riuscirò anche a forgiarmi qualche opinione. Continua così!!

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    1. non ho attaccato, mi ha provocato ilarità mista a sincero sconforto leggere un nick che proclama appartenenza alla pletora del poetese polemizzare per una lista di poeti che non si sa come siano stati eletti poeti.
      a dirla tutta, Seb, per quanto fossi non giubilante per questo post, i commenti che ad esso sono seguiti mi hanno quasi fatto cambiare idea.
      capisci?
      ciao, a te e alla tua amica.

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  20. pendiamo dalle sue labbra per sapere quale nome potrebbe mai ambire al Suo Parnaso. Il fatto però che lei reputi come “sconosciuti” i nomi proposti, mi lascia pensare. (se mi è concesso da sua parnasità, scarabocchiare un po’ il cervello). Forse qualcosina se l’è un pochino lasciato sfuggire.

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  21. “ma chi si prende la responsabilità di eleggere sti ragazzi poeti? per poi promettergli cosa? fama, denaro, successi? non esiste infrastruttura culturale. lasciamoli scrivere, alcuni giocare.” Scusami Sebastiano, con tutto il rispetto, ma molti di questi “ragazzi” fanno le scarpe a te, a me e soprattutto alla redattrice del post precedente e non penso che una Dina Basso , una Mariagiorgia Ulbar o un Carlo Cuppini,(tanto per citare tre miei amici, non me ne vogliano gli altri esclusi) siamo li ad aspettarsi da te o chi per te “fama, denaro e successo”. Detto questo, caro Sebastiano, in confronto a questo tuo ultimo post paternalista e leggermente presuntuoso, l’atto di Luciano è un atto di rispetto e di stima, oltre che di riconoscimento nei confronti di un’assunzione di “responsabilità” che tutti loro hanno preso nei confronti del far poesia.

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    1. Ah dunque basta dire che io mi assumo la responsabilità di qualcosa, per dire : io sono? O per far sì che un blogghetto me lo dica ? spero vi rendiate conto dell’assurdità di tutto questo.

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  22. Noto un certo livore o sbaglio? Voglio dirle Castaldi che il mio nick name non vanta alcuna appartenenza , o per lei il solo nominare la parola Poesia vuol dire rivendicare qualcosa, il titolo di Poeta ad esempio ? Si direbbe una gaffe freudiana la sua. Quanto al Sig. Ninni, poeta altrettanto sconosciuto, voglio dire che per l’immensa riverenza che nutro per il mondo delle lettere, fare nomi è cosa che non compete nè a me, nè a voi.

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    1. senta Afasia (suona bene, non trova?) faccia click su un link a caso e troverà delle belle poesie, e la riverenza che nutro nei confronti del mondo delle lettere che mi spinge a consigliarglielo

      buonanotte

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        1. un link di quelli sopra nei post, non ci sono dilettanti ma bravi poeti e non l’ho stabilito io e nemmeno l’autore del post, se non fosse tra i suoi interessi non sarebbe qui, mi creda. Notte cara Afasia, suo Apatico Montieri

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          1. E chi l’ha stabilito mi scusi? Se non una cerchia di blogghetti curati da poeti della domenica? Chiudo qui. Il mio livello di afasia per l’annosa, ma allo stesso tempo alquanto ridicola questione, oltre che ridicolaggine palese di questo post, sta crescendo. E purtroppo perdere tempo prezioso è un lusso che non posso prendermi al momento.

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  23. Cara PoesiAfasia, il tuo nick è contraddittorio almeno quanto te, che sui blogghetti, come li chiami tu, passi evidentemente troppo tempo a farti il sangue amaro. Era solo un’occasione per leggere cose nuove e a volte promettenti. Bisogna essere ottusi per averci visto una nomenclatura ferrea, o forse semplicemente un po’ frustrati. La poesia logora chi non ce l’ha.

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  24. … proporrei una prima ricognizione dei commenti per stilare una lista di quelli che promettono nuove comicità, o perlomeno ilare ottusità. Tutti gli autori sono pregati di declinare le loro generalità …

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  25. Ringrazio tutti per la partecipazione. Per i consigli e le critiche propositive.
    Ringrazio un po’ meno chi mi ha mandato messaggi in privato, scritto in bacheca, con tono risentito e minaccioso per una lista che vuole avere, e l’ho sempre ripetuto, lo stesso valore di un indice approssimativo e ontologicamente fondato sulla necessità di arricchirsi (tra le altre cose ho, e qui mi sbaglierò, l’impressione che molti dei “critici egotici che si sono accaniti contro di me” non hanno neppure dato un’occhiata ai poeti consigliati).
    @Poesiafasia una semplice risposta che non prevede ulteriori chiarimenti: ma quale “libretti” ed “editoria”, a limite se un criterio c’è nella segnalazione di questi poeti è quello della loro apparizione sui blog. Molti non hanno neppure un lavoro edito finora.
    Ringrazio tutta la redazione per la partecipazione, gli altri per i suggerimenti In particolare, per la mia stima per il suo lavoro, mi sento molto soddisfatto della partecipazione di Francesco Marotta.
    Non penso che parteciperò ulteriormente al dibattito, trovandolo fuoritema.

    Con affetto
    Luciano Mazziotta

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  26. Alla fine la voglia di conoscervi me l’avete fatta passare del tutto, e non c’è bisogno che rispondiate (che proposta inutile, avete la mania dell’ultima parola) perché non me ne frega nulla più. Siete ricaduti con ancora più inutile veemenza in questo dibattito da polli, come diceva bene PoesiAfasia. È possibile che non sappiate fare altro se non offendere? Quanta autorevolezza credete di avere? Con quale pretesa vi arrogate il diritto di offendere le persone a questo modo? Non vi siete davvero visti allo specchio… quei capelli bianchi e non dovrebbero essere i segni di una maturità prima di tutto umana. Mazziotta poi tu sei un bugiardo bello e buono. Ma non ti preoccupare, scriviti le liste… Ci rivedremo “sotto il filo di sangue”! A …

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    1. toh, il buon Gulfi, l’educato, l’italianista, rifulgiamo tutti a gambe levate e non gli rispondiamo.
      Anzi no diciamogli un paio di cose così almeno impara qualcosa:
      – qui nessuno ha offeso, offeso è una parola grossa, abbiamo risposto con una “grandissima” dose di ironia, evidentemente difficile da cogliere
      – se questo è un dibattito da polli, prova a concentrarti, a pensare (ammesso che tu ci riesca) per un attimo e troverai l’unico pollo dentro di te
      – Mazziotta non è un bugiardo.

      addio Gulfi

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    2. Talmente maniaco dell’ultima parola che dopo la tua piacevole risposta, ho taciuto in rispetto.
      Caro Paolo Tu, nei tuoi post, comunque essi fossero, ci hai messo una faccia e un nome e meriti il doveroso rispetto del dialogo. C’è chi invece si è presentato/a, nascosto/a qui da un nick irridendo e lanciando proclami che non hanno nè capo nè coda.
      Qualsiasi persona cha abbia un briciolo di intelligenza dovrebbe rendersi conto che è solo un provocatore becero e ridicolo. Invece, drammaticamente tu e Sebastiano siete cascati nella becera trappola e pensate che un intervento del genere possa portare acqua al mulino della “polemica” (da polemos, appunto), mentre invece, difendendolo vi fate trascinare anche voi nel ridicolo. Ti credevo più onesto, peccato.

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      1. Jacopo Ninni, & the OTHERS, quanta retorica e banalità, in quel tirare fuori le unghiette da poetini per auto-proclamo ! Conta quel che si dice, o il nome all’anagrafe ? Secondo lei poi a me il nome Jacopo Ninni, può dire qualcosa? E al mondo intero, incluso quello della letteratura, di Jacopo Ninni, Natalia Castaldi, Gianni Montieri può fregare qualcosa ? Possono essere nomi associati a qualche opera somma? Scendete sulla terra ! Le università stanno studiando la grande farsa messa in atto a discapito della poesia da voi carbonari sfaccendati curatori di blog e opinionisti da avanspettacolo. Quanto alla letteratura voi state ad essa come un broccolo sta alla macedonia.

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        1. La retorica e banalità sono tutte sua cara Afasia, viene qui, dice di non essere interessata, e invece lo è, dice di non aver tempo da perdere e invece ne perde. Lei che non ha nemmeno un nome vero (o il coraggio di scriverlo) vediamo a cosa potrebbe stare? Ecco lei sta a tutto come il nulla. O come il nulla al tutto. Che so, una macedonia senza frutta. Uno spaghetto alle vongole ma senza vongole e senza spaghetti. Un caso da studiare, se non nelle università, nelle accademie di cucina.
          Ora si prenda tutto il tempo che vuole per rispondere, non leggerò prima di lunedì.

          Addio Afasia,

          Suo Anossia, Apatia, Atonia…ecc….

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        2. Ma chi se ne frega che a qualcuno freghi o meno chi sono io? le rispondo. A me non frega nulla, quindi si figuri al mondo intero. Piuttosto lei, piomba qui a dire cosa non le piace, e va bene che non le piaccia; ma le pare che a me possa fregare cosa per lei sono io che non so nemmeno chi sia lei, o cosa le piaccia, o cosa ritenga poter essere o non essere poesia?
          Qui ci sono persone che da quasi tre anni lavorano costantemente e gratuitamente per far conoscere, diffondere, condividere ciò che piace loro, a viso aperto e senza barriere di sorta. Lei può venire qui e dire che quanto offriamo non le piace, ma non può pretendere di darci lezioncine sulla base di quattro insulti meditati e costruiti con l’ausilio di un correttore di bozze. Le pare?
          Ci faccia una bella lezione di poesia, che so, ci parli di qualcosa, si faccia apprezzare.
          Diversamente non potrà pretendere di essere presa sul serio con quel nomignolo del cazzo e quattro battutine da circolo di quartiere.
          Poi, a dirgliela tutta, una che esordisce con “per la grande riverenza che nutro verso la letteratura” per me ha già finito prima di cominciare.
          In sintesi, la sto mandando a cagare.
          nc

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        3. Cara Agonia, se questo “blogghetto”, come lei lo ha chiamato, non le garba, lasci stare noi “carbonari sfaccendati curatori di blog e opinionisti da avanspettacolo”. Starà senz’altro meglio, mi creda, il livore abbruttisce e contribuisce in modo determinante alla formazione delle rughe, anche se si è nati negli anni ’80.
          Stefania Crozzoletti

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  27. citando: “E al mondo intero, incluso quello della letteratura, di Jacopo Ninni, Natalia Castaldi, Gianni Montieri può fregare qualcosa?”

    A me di questi nomi frega molto, letterariamente e umanamente.
    Letteratura non è fama, è condivisione. Qualcosa di molto lontano dai commenti velenosi lasciati su questa pagina.

    Ciao a tutti

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    1. Cos’è la letteratura scusi? Condivisione? ah ah ah ah ah ! Eh certo, nella compilation omaggio di Spoetarum , devo dire che ci sta proprio bene ! Qui da anni lavora uno staff intero per pigliare biografie di sommi autori da Wiki e riportarli qui, o raccogliere lagne e pianti di poetucoli della mutua e farne articoli e classifiche! Ma andate a cagare Voi e la vostra buffonaggine congenita ! Ovviamente ” andare a cagare ” è licenza poetica di cui mi insegna la casalinga poeta Castaldi, dunque suppongo non sia fuori luogo qui. Innegabile tra l’altro non constatare che lo staff ha quell’arroganza un pò patetica di chi, preso a pensare bene di se stesso, non si accorge neanche dei cori fragorosi di risate alle proprie spalle! ah ah ah ah , buona sporcheria, ops, poesia.

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  28. Sono un vecchio babbione ottuagenario di ruolo che ha pubblicato parecchio ( anche in rivista ) e negli ultimi due anni anche sul web , assecondando un ego dissoluto ed egemone che però non si è mai permesso di questuare o di forzare la mano a nessuno fagocitando a destra e a manca per ottenere visibilità riscontri ecc. ; in pratica un ego anomalo in perenne attrito con la vulgata ” se non appari non esisti ” , logica / modalità ormai imprescindibile nella nostra italietta letteraria e non .
    Ho quindi qualche perplessità in ordine al criterio di scelta rappresentato ab initio dalla Redazione , con riferimento – appunto – alle “apparizioni” su riviste , blog ecc. , che possono ( credo ) essere indicative ma fino a un certo punto . Penso ad autori – giovani e degni di attenzione – negati fisiologicamente per il “sapersi amministrare” ed entrare nei meccanismi delle logiche invasive di autopromozione che ben conosciamo ; autori che non si sognerebbero mai di mandare in giro il loro primo libro con il tristissimo ” Con preghiera di recensione” ; gente che invia magari in fotocopia perché non ha i quattrini per un computer e men che meno una frase di circostanza omologata accattivante ad hoc …
    Insomma , alle logiche delle “apparizioni” , delle “presenze” io affiancherei quelle forse ( anzi senza forse ) più commendevoli della riservatezza, del pudore , del desiderio legittimo di condivisione che propone solo e soltanto il proprio talento ( se c’è ) come unica credenziale ; per legittimarsi senza pedigree e senza chiedere niente , solo ascolto .

    Grazie dell’ospitalità
    leopoldo attolico –

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  29. da un manuale di scienze umane\sociologia Ferrarotti
    Se scompongo un fatto sociale per giungere,nell’ottica sociologica, alla sua unità
    elementare, non trovo l’individuo, concepito come il non più divisibile e quindi l’unico.
    Trovo l’individuo che recita un ruolo,che ne è titolare,portatore,attore.
    Il ruolo è dunque la categoria fondamentale dell’analisi sociologica.
    Ogni societa è costituita da una rete di ruoli, è un insieme coordinato di parti,
    affidate e, anzi, recitate da individui, ma tali da poggiare su una loro logica
    relativamente autonoma e da poterne quindi prescinderne. Sta di fatto che gli individui
    passano ma i ruoli restano. L’individuo entra a far parte della societa assumendo un ruolo.
    Naturalmente può anche rifiutarlo,ma allora si espone al rischio di divenire un asociale,
    un deviante. La societa allora lo emargina e alla fine lo ostracizza.
    Chi rifiuta il ruolo,ogni ruolo,per liberarsi dalle maglie della societa, non può contare
    su molte opzioni.
    L’artista e il criminale si pongono al di fuori dei ruoli della normalità quotidiana,
    ma ben presto hanno a che fare in prima persona con i rigori del controllo sociale.

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  30. Amo trascurare le polemiche, tanto più quanto sconfinate sono.
    Io mi auguro solo che prima o poi (qui, e su tutti i blog di poesia) si inizi una seria discussione sui TESTI. Un’idea potrebbe essere quella di proporre 1, massimi 2 testi per poeta (da questa lista, o da altre: ben vengano le liste), e si discuta su quelli, lasciando stare generazioni, appartenenze, ecc. Si parli di espressività e della poetica vincolata dai testi. Un problema che ho con i blog di poesia (ma è un problema mio) è che giustamente per offrire il quadro di un autore propongono 8-10 testi. Questo però finisce per “difendere” nella quantità l’autore stesso, e costringe chi legge a una sintesi sommaria che affoga le individualità e non fornisce alcun criterio di valutazione del talento.

    Altri poeti a mio parere molto validi ma che non hanno (finora) avuto quel tipo di visibilità che (a torto o a ragione) è stata uno dei criteri della scelta:

    Roberto Batisti (1985)
    Dario Bertini (1988)
    Roberto Bonacina (1985)
    Federico Ferrante (1985)
    Andrea Italiano (1981)
    Giacomo Maria Leoni (1982)
    Silvia Patrizio (1981)
    Stefano Pini (1981)

    E aggiungerei, anche se un po’ più “anziano” (!) Roberto Minardi (1977)

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  31. Ragazzi, avete dimenticato qualche nome!!!

    Topolino junior (1988)

    Paperino baby (1986)

    Popeye (1980)

    Basil l’investigatopo (1986)

    La sirenetta (1989)

    Bianca e Bernie (1990, ma secondo me vale comunque la pena aggiungerli)

    Red e Toby (1981)

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  32. ringrazio la redazione e/o Luciano per avere compreso anche Imperfetta Ellisse tra i blog citati. Si fa quel che si può.
    Ho letto i commenti, alcuni dei quali interessanti, per un po’, poi ho smesso. Su come la penso sui “ggiovani” l’ho scritto qua e là, sulle antologie generazionali idem. I giovani interessano non in quanto nati in quell’anno o nell’altro, ma se esprimono, per come possono, lo spirito del loro tempo (che per ovvie ragioni non credo cambi molto tra il ’79 e l’ ’80). Per questo sono d’accordo con chi dice che rimane centrale il testo (cosa che rientra tra le ovvietà misconosciute). Ho trovato stupendo il lapsus di Natàlia in uno dei primi commenti. “Genegazioni” è perfetto, sarebbe un ottimo titolo. Per diverse ragioni…
    un abbraccio a tutti
    Giacomo

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