Inediti – di Mirella Crapanzano

e poi noi

ci vuole poco a dire noi sotto la pioggia
per poi cessare le nuvole tutto intorno
alla parola vento, nel bel mezzo delle braccia
come chi si ferma ad approfondire
un ordine da assomigliare al caso.
comunque sera lo spogliarmi dei tuoi occhi
lasciando  che la forma del corpo
muti al resto, a una fragilità di terra
che consente il mare, l’approssimarsi
incauto delle stelle quando è inverno.

neve 

[emergo dalla pelle
senza dire la neve sulla tua bocca]
ed è lago quella trasparenza
che oggi chiami amore disabitato

*

(il tepore della neve camminando dietro la tua nuca)
mi torna casa, un ritratto che sparisce sul muro.

accordature

è nelle pause che ci accordiamo
tra le letture ad occhi chiusi
dove pianti le mie rose bianche
nel suono lungo che accade
quando chiudiamo la porta
spalanchiamo un fiume
nella percorrenza di una bocca
nel disarmo dei corpi  quando tutto è niente
come l’origine, la sorgente
o le partiture nude dei muri
con i ritratti abbandonati di vecchie
case. alla domenica.

Mirella Crapanzano nasce ad Agrigento. Appassionata dʼarte.  Pittrice. Si occupa di allestimenti scenografici e collabora con TeatroLila di Torino, della rete internazionale di donne nel teatro The Magdalena Progect. Vive a Damanhur, da oltre 15 anni, nelle valli del Canavese, a pochi chilometri da Ivrea.   Antologie: “Senza Fiato”  2008 Fara Editore, “Verba Agrestia 2010” Lietocolle, “Metamorphosis” Versinvena 2010, “Il segreto delle Fragole Diario Poetico 2012” Lietocolle, “Arbor Poetica”  Lietocolle 2011.  Prima classificata al concorso Effetto Farfalla 2011

Scrive sul blog

http://contaminazionipoetiche.wordpress.com

 

Alcuni suoi lavori:

M.Crapanzano

18 comments

  1. neve-pioggia-nuvole-fiumi e occhi-bocca-corpi e nient’altro mi pare. Non riesco a leggere nulla dietro questi versi, niente sotto lo strato della descrizione evidente; probabilmente è un limite mio, qui non c’è nulla che mi scuota.

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    1. non neve-pioggia-nuvole-fiumi, ma tutto quello che li percorre, tutto quello che fa loro da specchio, eco, assenza, vuoto.
      ad esempio:

      “… è lago quella trasparenza
      che oggi chiami amore disabitato”

      io ci trovo un miliardo di possibili parole, è questo il bello.

      (non è polemica, frateme, lo sai… ma le trovo proprio belle)

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      1. Ovvio, nessuna polemica, né con te né con l’autrice che non conosco. Le parole che ho sottolineato, sono veramente molto presenti in questi testi molto brevi, alcune ripetute diverse volte, non che questo sia sbagliato; tu stessa sai benissimo che io sono fissato sul fatto che qualsiasi parola possa essere usata in poesia, se i termini sono quelli del linguaggio quotidiano meglio ancora, il punto è il come. Qui, purtroppo (e sottolineo nuovamente per me) qualcosa non accade.

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        1. capisco, Gianni, per carità, e non la conosco neanche io la Crapanzano qui presentata da Antonella. Credo comunque che sia normale, normale che non tutto arrivi nello stesso modo.
          Per me accade, ed è proprio questa epifania di senso a colpirmi, ma è un giudizio – tanto il mio, quanto il tuo – del tutto personale. ciao, fra’

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  2. io credo che Gianni intenda dire che la ripetizione in pochi testi di parole-tema sia un po’ un rischio e un segno di una poetica sì che cerca ogni eco nella parola ma pure che depauperi la parola stessa.
    è la sensazione che ho ricevuto pure io leggendo questa selezione.
    ma appunto si tratta di selezione.
    forse nel selezionare i testi avrei cercato (lo dico da scrittore) i testi non solo che più mi rappresentino, ma pure quelli che più disegnino un quadro d’insieme.

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    1. sì, fabio intendevo questo e anche il fatto che alcune categorie di parole (vedi appunto : mare, neve, pioggia, nuvole, vento, fiume, lago) se usate spesso e così ravvicinate, rischiano di apparire una scorciatoia, cosa che sicuramente non è nelle intenzioni di chi scrive ma può sembrarlo. Come quando si abbonda con le stagioni o con i mesi dell’anno.

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  3. leggo: “…[emergo dalla pelle
    senza dire la neve sulla tua bocca]
    ed è lago quella trasparenza
    che oggi chiami amore disabitato…”
    e ne resto attonito…
    r.m.

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  4. adoro mirella.
    i gusti son gusti, ovviamente.
    e ovviamente accetto i commenti “che non vedono niente sotto la descrizione evidente”.
    a questo punto quando l’argomento non interessa evito di commentare, tutto qua.
    i testi che mi ha mandato, li ho selezionati per ciò che mi davano, avendoli letti nel suo blog e per quello che per me è mirella.

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    1. Si commenta perché l’argomento interessa e molto. iIl fatto che l’argomento interessi non vuol dire che tutto ci convinca o ci piaccia. Grazie per la spiegazione sulla scelta dei testi

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  5. Mi astengo dal commentare perchè….nel vostro blog si legge: collettivo per la libertà e la
    cultura delle libere espressioni del pensiero…Quindi…

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  6. fatemi capire: se se ne parla bene allora il collettivo rispetta la libertà; ma se se ne dice non il male bensì il dubbio allora ci becchiamo un “quindi”?

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  7. Voglio ringraziare Antonella per avermi voluta qui e anche tutti gli altri intervenuti perché difficile, a volte, la selezione dei testi, altrettanto come esprimere un giudizio su qualcuno che non si conosce e di cui non si è mai letto nulla prima.

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