Elina Miticocchio – poesie (post di Natàlia Castaldi)

.

La casa degli astanti

non ha specchi ad illuminare la parete

giace la macchina da scrivere sopraffatta

troppi occhi doppi sguardi hanno divorato

il tremore delle mani a cercare le parole

giù nel fondo del labirinto-cielo

vegliano linee sottili i bordi di carta

coperti di polvere muti

eppure un bonsai fiorito riceve acqua

la accoglie come pioggia benefica

come gli occhi innocenti a soffiare la minestra

tenuta al caldo, sotto coperta

nell’attesa del suo ritorno di istante in istante.

*

Per sempre le estati di San Martino

il grano fatto col vin cotto
il melograno da sbucciare

grani rossi da scaldare a fuoco lento

come l’amore che non vuole perire

tu “per sempre” mentre gli anni

passavano treni del desiderio

luci -dalla ribalta- ci allontanavano

bottoni avvicinavano

ago e filo, cappellini, ciprie

lettere a scrittura cubitale

a farmi compagnia

nei pensionati, in case d’affitto

rari i libri

ed ora ho scritto di te

e “tu” resti a profumare la stanza.

*

Parvenza

 

Quando sembra voler catturare il tempo

la donna si fa scrittura

e avanza in direzione opposta alle lancette

Parvenza fa rima con partenza

e si chiede se riuscirà a camminare lungo la fila di mattonelle

come una formichina dispettosa l’irrealtà dei ricordi

avanza prepotente, le sfila di mano il libro dell’inizio.

Si sdraia sul tavolo allora

come giardino d’inverno sembra voler dormire

in gola un cip cip d’amore

oltre le pareti di cucina corre una linea di sconfine.

*

Indicativo è il presente (eppure manca qualcosa)

Cambio l’acqua ai fiori rossi

ogni spina ha un costo

misura il dolore ricomposto

mescolo il caffè della mattina presto

quando mi sveglio e ascolto le voci

parlano in greco indicativo presente

 

“il viola dell’abito fa capriole

ad occhi chiusi arpeggia”

 

sono appese all’attesa ombre

corrono nella polvere di luna

affatto timide, estroverse, in sovrapposizione

intonano un passaggio

di nomi letti dalla rubrica del telefono

a comporre resti d’amore.

 

*

 

Oggi il verde

 

cronistorie come stanze fresche d’ombre

un triciclo a schermare la visione

lascia impronte e calpestare di passi

porte ne ho attraversate con fiducia

guardavo col mio occhio inferiore

tingersi il cielo innevarsi i rami in danze

ripetevo mentalmente come a volermi cullare

oggi il verde

e una foglia incontrava il piede sinistro

si appoggiava festosa in caduta

dal cielo era per me.

*

Circa la poesia

avevo desistito dall’imbroglio di vederla nella foglia staccata, nell’albero a primavera. nulla,la trovai dopo averla cercata per anni, nel silenzio di un dolore non gridato. chi mai avrebbe creduto a quella barca e all’arca di cartone in cui navigavo senza vele.e vento a schiaffi a sbriciolare la piccola figurina di pane

*

Gira il mulino dove sono nata al suono dell’acquaforte (dedicata)

scucito e di schiena il giorno
al passo galoppa mio padre
e porta fiori questa notte
li sparge, li lascia cadere spenti
alle pietre al rintocco li raccolgo

 

dove è l’albero dell’eterna primavera?
ditemi che vive e mi attende
vinco il sonno e l’occhio
capta la luce della luna
tinta è di rosso sole
un riflesso nel mio sentiero espanso.

*

Le ore lente

 

Dài una casa all’incredulità, lascia entrare

della luce l’arco sottile, l’odore terreno

la presenza che colora

il ritorno in voce sembrerà normale

le notti tenui di luna lasciano una scia di neve

una prolungata fioritura.

*

(erano) giorni che non leggevo dell’innocenza (nata guardando “Ponte nel verde” – fotografia di Maria Korporal)

La cercavo nei cassetti come se i tarli avessero gli occhi

desideravo annusarla tra lenzuola fresche di bucato

– la nonna telefonava per dirmi sono tornate le rondini –

 

guardavo altrove per non trovarla

oggi l’ho intravista rappresa nell’occhio scintilla

pagliuzza romantica naufragare tra echi dorati e cieli capovolti.

*

Spighe al sole

si addormentano

zittito il mare non porta respiro

scrive nel cono di luce

effonde il suo canto

non si spogliano radici

innevate di stagioni

fuori tempo

sorreggono la croce

conta poco non riconoscere

la soglia

della gabbia aperta conservo

stelle immacolate

sanno il canto

del mio Signore.

*

Ho sognato elefanti ed io tra porte e stanze e luoghi

 

e zolle di terra e alberi disegnati con l’acqua che cola dal vetro

-Devi essere contenta…!mi diceva sempre

mi sono fatta coraggio ho colto le nuvole nel giorno di pioggia

sono uscita all’aperto

bastava una lanterna per orientare il passo

e camminare a tentoni mi faceva rinascere

alla prima strada, casa, al letto dove mia madre mi aveva partorito

la voce non era perduta dietro i filari dei giorni

la lente dell’occhio socchiuso

a zonzo raggiungeva oltre il suo viso

tentava il salto verso il rosso

sostanza d’amore il grembiule che al collo annodava

un gesto che compio alla lettera come erba

conosce il suo campo.

______________________

 

Elina Miticocchio

“i diari non importeranno a nessuno, forse a pochi ma occorre parlarsi,
svuotare il proprio piccolo occhio in libertà come sempre si è fatto”

 

 

9 commenti su “Elina Miticocchio – poesie (post di Natàlia Castaldi)

  1. felice di trovare su Poetarum Silva le poesie di Elina. La sua è una scrittura che apprezzo molto, perché è in continua evoluzione. Non sta ferma, cammina, lavora.
    Un affettuoso saluto a Elina e grazie a Nat per il post.
    Stefania

    "Mi piace"

    • ho 44 anni e mi sento a volte una bambina, non quella di ieri ma una nuova che osserva con avidità il giorno e di questo scrive
      ricambio l’affetto di Stefania e il bene di Nat che ha voluto condividere questa pagina

      elina

      "Mi piace"

  2. Una gioia leggere Elina. La sua poesia è davvero come un viaggio, la sua voce mi emoziona sempre. Ed è una voce che ha preso corpo e della sua profondità ormai si sente potente l’eco. Grazie per la proposta e un caro saluto

    Federica Galetto

    "Mi piace"

  3. Una poesia femminile nel senso caldo/accogliente del termine: spazi e oggetti domestici, visioni della Natura, figure in ombra che sono sempre accanto a colei che scrive; il tutto trasfigurato da una spiccata sensibilità musicale.
    Grazie della proposta.

    "Mi piace"

  4. Delicatezza e sensibilità, ma anche forza e cambiamento, mi itrasmettono i bei versi cadenzati di Elina.
    Sono contenta di trovarla qui, cuore di di un albero o nuvola raccolta o invisibile vela… Sempre emozionante.
    cb

    "Mi piace"

  5. Che abbuffata di bellissima e nobile poesia… mi piacciono le tu metafore, Elina, perché non tolgono sostanza, diciamo “carne”, alle tue poesie, non distraggono e poi non sono barocche…

    "Mi piace"

  6. riesci a portarmi sempre con te…nella tua stanza,dentro i tuoi cassetti,sul balcone da cui ti affacci per sorprenderti continuamente di un nuovo giorno o solo per far entrare i luoghi e i profumi che ti restituiscono come la bambina di sempre..

    sei bella Elina…e io mi incanto a guardarti…
    un bacio,
    S*

    "Mi piace"

  7. Quando sembra voler catturare il tempo
    la donna si fa scrittura
    e avanza in direzione opposta alle lancette

    Volevo iniziare dicendo che le poesie di Elina hanno nella – voce – quel suono puro che è dei bambini quando ridono e piangono nello stesso istante, poi vedo che lei stessa si definisce bambina nello sguardo e questo mi piace, mi fa comprendere che non le sono stata lontana, nell’accoglierne la dimensione, delicatissima e fatata, rarefatta, del porgersi. Una voce la sua dai toni morbidi ma ugualmente personale, avvolgente.

    Doris E.B.

    "Mi piace"

  8. “il viola dell’abito fa capriole

    ad occhi chiusi arpeggia” :)

    Belle, belle, belle.

    "Mi piace"

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: