Roberto Saporito – Il rumore della terra che gira

Roberto Saporito – Il rumore della terra che gira – ed. Perdisa Pop – 2010

Oggi è il primo giorno di vero silenzio, il primo giorno senza i muratori, e le loro voci troppo alte e sempre presenti, dopo i primi giorni di lavoro meno ruomorosi. Oggi l’unico vero rumore è quello dei tasti premuti sulla tastiera del mio piccolo computer. E quando alzo le mani dalla tastiera del computer, silenzio e l’ovattato suono delle colline che mi circondano sempre più verdi e gravide d’estate, e il rumore della terra che gira.

Senza avere la pretesa di salvare il mondo, ci sono libri che in qualche maniera ti salvano. Prima di cominciare a parlare del romanzo devo due grazie a Roberto Saporito. Il primo è per avermi salvato dalla monotonia di un viaggio in treno, con il carico da undici della pioggia fuori dal finestrino. Il secondo per aver appagato un mio bisogno di leggerezza. Non perché “il rumore della terra che gira” sia un libro leggero ma perché lieve è l’approccio mentale alla scrittura dell’autore. Saporito secondo me si diverte proprio quando scrive e il risultato è restituito agli occhi del lettore.

La trama. Siamo ad Alba, un nonno muore e lascia in eredità, oltre a un bel mucchio di denaro, tre case ai due nipoti e alla figlia di uno di questi. I tre non si vedono da vent’anni. Compito affidato dal testamento alla nipote, famosa scrittrice, è di ritrovare il fratello (che fa il pittore a new york) e la figlia di quest’ultimo, per riportarli ad Alba, ed esaudire il desiderio del nonno di vederli ognuno in una delle case e forse di riunire (salvare) la famiglia. Comincia il viaggio di ricerca e un viaggio nel tempo fra i flashback che Saporito ci regala. Non sono semplici i protagonisti di questo libro ma assolutamente contemporanei. Gente con cui si potrebbe tranquillamente avere a che fare.

Mi è piaciuta la storia, come sono tratteggiati i personaggi, come raccontano. E’ interessante, ogni volta, vedere la scena con gli occhi di uno di questi. Roberto Saporito ha un bel modo, che è quello che preferisco, scrive un po’ come un americano ma si sente che è la penna di un italiano. E’ una scrittura in movimento la sua, attuale ma allo stesso tempo precisa, ricca e mai banale. Il libro scivola veloce e piacevole verso un finale, in un certo senso inevitabile ma non prevedibile. Lo consiglio.

@ gianni montieri

Nota biografica: Roberto Saporito è nato ad Alba, in provincia di Cuneo nel 1962. Ha pubblicato: Harley Davidson, racconti (stampa alternativa, 1996); H.D. Harley Davidson deserti e moderni vampiri (stampa alternativa, 1998); Anche i lupi mannari fanno surf (robin, 2002); Eccessi di realtà. Sushi bar (gruppo editoriale Marche 2003); Millenovecentosettantasette. Fantasmi armati (besa, 2006); Carenze di futuro (zona 2009).

2 comments

  1. Leggerò senz’altro il tuo libro, spero che anche tu leggerai quello a cui noi studenti abbiamo colaborato: “il banco sopra la cattedra”. Grazie e in bocca al lupo. Myriam

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