Giunge la sera

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È l’ora in cui le ombre s’allungano

artigliando le cime, i tetti, le strade a tornanti,

le cupe boscaglie tra collina e città.

I pensieri come rami spogli nel crepuscolo,

il sorriso di una vecchia che sdentata

annega nel cappuccino,

e un anziano uomo di barba e capelli grigi,

con un libro in mano, quasi celestiale nella postura,

che passa in strada in bicicletta.

Poi Bob Dylan con la chitarra mi allieta le orecchie,

mentre il bar prepara il caffè del pomeriggio;

la televisione è muta là in fondo,

il bar desolato ma fiero, porta in sé

i resti delle urla e delle bestemmie della partita.

Ma la donna sdentata è andata via, l’uomo anziano

volteggia verso il basso, il libro in una mano,

una garbata tristezza nell’altra.

La solitudine di un pomeriggio settembrino

e due ciclisti che bevono sorsate di liquido arancione,

alla fontana. I muri non dicono nulla,

l’automobile arranca sui tornanti

e nessuna donna passa, qui, sul marciapiede.

La sera sta già sbadigliando e la sua bocca inghiotte

la malinconia, il suono di una chitarra,

un libro mai scritto, un altro mai letto.

Fa freddo e non è nemmeno un tramonto da incorniciare;

ma è quello che c’è, stasera, in attesa della luna

e delle nuvole che arriveranno a circuirla.

La vecchia sdentata torna a casa strascicando i piedi

e rievocando vecchi amori proibiti col rosario in mano;

l’uomo anziano chissà dov’è, forse non esiste,

è stato solo un intermezzo di nostalgia

tra il caffè e la brioche della merenda.

Le coperte sono calde, il resto è freddo,

la casa si annerisce con gentilezza,

e i pensieri, a volte, nel silenzio,

sanno scaldare anche quando il sole manca.

3 commenti su “Giunge la sera

  1. è l’ora in cui ci si riconcilia con le ossa, in silenzio; è l’ora in cui si fanno i conti col giorno,
    e la metafora di un tempo in cui l’ardore degli anni si spegne e lascia il posto alla meditazione…
    è l’ora di un tempo che magnificamente descrivi.
    nc

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    • Cara Nat, grazie; mi trovavo da solo, per le vie del bar del paesino di collina dove lavoro, c’era silenzio, cielo grigio, e quelle immagini sono sorte così, quasi spontaneamente dalla penna

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  2. quelle immagini sono senza tempo, potrebbero essere visioni del passato o creazioni legate al sentire il paesaggio interiore
    la descrizione fuori-dentro mi è piaciuta molto
    un testo da prendere in considerazione..per altro ancora
    ciao Giuseppe

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