ETEREA (un braccio a te, una gamba per il re) – Stefania Crozzoletti

Al circo arrivo con gli stivali magici
dal cilindro estraggo stupefacente materia:
fiori di plastica, distrazioni del corpo,
un seno o due, l’arrosto ben cotto

braccia e gambe in buone condizioni
poi la testa nel tripudio generale

Eppure a te, universo indifferente
seduto in terza fila, non avrei voluto dare
le mie ossa da sgranocchiare
ma un soffio di vita appena accennato
parole da tenere un poco nella bocca
il transito leggero delle fate nel bosco.

A te non sono riuscita a chiedere
nemmeno un sottile filo di pensiero
minuti sospesi, secondi dedicati.

D’altra parte l’etereo mal si concilia
con i miei occhi scuri, l’andatura stanca
la pesantezza del giorno
il viaggio senza sogni a capofitto nella notte.

Stefania Crozzoletti, inedito, 2010

7 comments

  1. Leggo stanchezza, ma anche resa nei confronti di una incomunicabilità ormai percepita come ineluttabile.
    Molto bella, belle immagini.

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  2. Gianni, Gino, vi ringrazio.
    questo è un testo con cui ho “litigato” a lungo, non ho ancora ben capito chi tra noi abbia avuto la meglio.
    un caro saluto
    s.

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  3. è una scrittura “sottile”, si apre con l’immagine del mondo-circo e prosegue nel dialogo crescente col “filo di pensiero”

    amo questo stile fatto di visioni, nutrito d’aria e ben radicato
    leggerti è volare nella pancia della notte

    Elina

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  4. la fatica appare già dalla prima strofa, dal mirabolante modo di affrontare la realtà; la fatica di essere donna, moglie, madre, di essere così presa dai “giochi” quotidiani da non avere più tempo per questo universo indifferente tanto da non chiedere nulla, se non si ha nulla d’offrire…

    mi ha lasciato molta tristezza, Stefania, e nello stesso tempo la voglia di trovare quel tempo.

    un caro abbraccio,

    Anna

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