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Roberto Ranieri – poesie

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Roberto Ranieri – poesie – una lettura interessante

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Avrei mille domande

da farti, mille querule

voci da contrapporre al tuo concerto

di mare sempre a tono, sempre aperto,

avrei mille ragioni

per camminare svelto sulle acque

da riva a riva, e tingere il miracolo

di un’eccezione della prospettiva;

l’acqua che si fa terra, e nel decidere

se recitare naufrago o viandante

la parte convenuta, sopravvivere.

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Ho speso per intero la tua rendita

d’eterna posizione sulla retina

nel blu per farmi bello col Nostromo

onnipotente ed imitare il suono

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della partenza, il soffio millenario

che regola l’inizio della rotta

rinviando solo un poco l’inventario

delle spese per chiudere la bocca

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ad infiniti con zero periodico

Circi sempre fameliche di cuori

recitativi d’albe a prezzo modico

per trappole di neuroricettori

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ed è servito a poco; sono in viaggio

dall’alba dei tuoi tempi, mi è rimasto

un kit per monodosi di coraggio

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e qualche buono pasto.

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Se il peregrinare dei sensi

socchiude una via originaria

al moto calcareo del tutto

in quest’ora d’aria, mi fido

del gorgo che inonda e fa asciutto

ogni alluce che riposa

sotto il filo di sabbia

dove gatta ci cova:

è una terrazzatura

di cocci di chele e conchiglie

divinità lavastoviglie

col ciclo dell’ora e del sempre

sciacquando da sé ogni paura

perché la tempesta o altro inferno

di cuori soffiati sul gergo

da nulla di chele e bisticci

di sale già odora di eterno

rabbocca i tuoi piedi posticci.

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Che cosa s’inceppa, sconfina

in un altrove mutilo, quale niente

si fa refrattario al bla bla

d’ogni circumnavigabile

prima, se il poi non torna

nel conto dell’al di qua?

Ma il mare ha le sue ragioni

visto di fronte o sghimbescio

di scirocco o di bora

mare aeternum, mare malora

dritto rifatto rovescio

nei clic della prospettiva;

non sensi né senso, soltanto

ferita di sale corriva

al nostro non esser mai stati

passato o presente, ai conati

del niente, a questa sintassi

in via di non guarigione;

nell’onda la mia peristalsi

di clone che aggiorna bislacca

la madre nel tonfo ed il padre

nei rivoli della risacca

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Puntello in ogni dove

soppalchi ed altri vizi

d’ego fra gli interstizi

che forniscano prove;

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ma gira il contatore

del moto e dello stato,

l’ego è parcellizzato

in un contratto ad ore

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a dirsi farsi anello

muto d’adattamento

copula senz’accento

che ti ricrea in appello

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e non c’è nuovo bivio

d’arteria femorale

che tenga, il mio verbale

macera nel tuo archivio

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@roberto ranieri

3 risposte a “Roberto Ranieri – poesie”

  1. Vi ringrazio davvero per la sensibilità. Ogni testo, e chiunque scriva lo sa bene, è sempre una specie di azzardo; forse ogni percorso di scrittura è testimonianza, attraverso gli anni, di uno “spostamento” del banco di puntata, sempre più esterno al proprio perimetro, a contatto con infinite variabili che prima sfumavano di fronte alle urgenze espressive del sé. Me ne accorgo ora, rileggendo questi testi recentissimi; limpidi” forse perché le fiches galleggiano un po’ più al largo… Un caro saluto. r r

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