Luca Denti – Amore interrotto (poesie per tanti)

Sarebbe troppo facile dire “poesie dal carcere” decidendo di scrivere del libro di Luca Denti : Amore interrotto (poesie per tanti). Sarebbe comodo,  perché le poesie di Luca nascono dai laboratori di poesia tenuti da Maddalena Capalbi e  Anna Maria Carpi,  per Lietocolle,  nel carcere di Bollate (di questo parlerò meglio un’altra volta quando uscirà l’antologia di poesia del laboratorio), sarebbe comodo ma riduttivo. Una delle chiavi di lettura della scrittura di Luca Denti (almeno per me) sta in quel sottotitolo tra parentesi “poesie per tanti”. Perché è così. Nel dolore, nel distacco, nella voglia di libertà, desiderio di vivere una vita normale, stare con la donna amata, c’è tutto quello che sentiamo o che abbiamo sentito almeno una volta. Luca scrive in maniera semplice ma non scontata, lirica ma diretta. Ci sono alcune poesie nel libro, forse, ancora acerbe  ma molte veramente riuscite, belle. Le parole svolgono la loro funzione e, per fortuna, toccano.

Quello che dico spesso quando parlo di poesia è che questa “c’è” quando ci giunge a prescindere dalla storia dell’autore , da dove venga, cosa faccia, perché scriva in questa o altra maniera. Questo ho pensato quando ho letto le poesie di Denti. Ne sono ancora più convinto ora, dopo aver fatto la sua conoscenza e averlo sentito leggere le sue poesie. Luca è convinto di quel che scrive, ne va fiero, sta dentro le sue parole. Non è uno scrivano improvvisato, è un poeta. Quella sera alla “libreria del mondo offeso” è stata fatta una domanda a Luca e, successivamente a me, e cioè: “se la scrittura possa essere una via di fuga.”

Luca ha risposto più o meno così: ” Una via di fuga ma incontro con se stesso, quindi una falsa fuga se rapportata al dialogo interiore. Valida fuga invece per lo straniamento che ne può derivare.”  Io, sinceramente, non lo credo, almeno non penso sia solo questo. Penso che  scrivere sia una maniera di stare al mondo. Mi piace pensare che anche per Luca Denti possa essere così.

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Alla morte si darà il benvenuto

addosso ad un’umana religiosità zoppicante

C’è un monte dove accanto al cielo

sembra fioriscano tulipani.

Con color d’aurea come

fossero già essenza. Monaci

a contemplare in silenzio, i sogni, le follie

l’innocenza dei dormienti.

E sembrano vivere senza respirare

immobili nel tempo, senza scarpe

posizioni yoga, col capo rasato, da nazi-skin

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Nei vacui sguardi reclamizzati

di gioventù in pillole,

farmacie di parole e psicologie

per ferite razionali

di questa prole targata

educata in serie e ridotta

a funzione numerica,

per la troppo agognata vita eterna.

Quale Dio l’ha voluto?

La religione politicamente corretta

si misura a giorni alterni

in polveri sottili

da consumare a piccole dosi…

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QUELLA ROSA ORMAI COLTA

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Cosa ne sa la farfalla

del nascere del sole?

Sottrai gli errori dalle colpe,

le testate contro il muro

il sangue dal naso.

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La delicatezza punge

sulla punta delle dita,

appassisce la rosa (la voglia)

fra le mani; e goccia…

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Lascerò ai tuoi occhi

il bianco e nero delle intenzioni

dove il foglio, anche se lo giri

non ha più spazi.

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ADESSO

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Ricordo il futuro

quando bussò  alla mia mente

fiero, esigente

come Casanova,

ma la radice quadrata

del mio essere uomo

concepisce soltanto morire di sete

quel mezzo litro d’anima

che mi è rimasto.

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@Luca Denti – Amore interrotto (poesie per tanti) – Lietocolle 2008

7 comments

  1. nei prossimi giorni uscirà un’antologia figlia del laboratorio del carcere di bollate (tenuto da Anna Maria Carpi e Maddalena Capalbi). Introdotta da una bella prefazione di roberto vecchioni, la raccolta è importante e promette bene. Seguirà articolo

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    1. grazie Gianni per la proposta e per la particolare sensibilità che dimostri portando a conoscenza di tutti noi realtà di poesia come questa, che hanno in sè un carico di umanità che già da sé e di per sé è poesia.
      e complimenti a Luca Denti per i suoi bellissimi scritti e ad Anna Maria Carpi e Maddalena Capalbi per il lavoro che svolgono nei luoghi dimenticati dal tempo e dalla società distratta e superficiale.
      n

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  2. quanti carceri esistono ormai!Noi loro sono limiti molto sottili da cui è difficile prendere le misure delle distanze a passi.Basta un attimo e sei dall’altra parte e sai che da questa, i tuoi giudici, quelli che hanno scritto le leggi, spesso non sono migliori di te, se non per un fortuito caso che ha messo loro in circoli speciali e tu dentro la croce degli affanni.Grazie,f

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  3. Mi sono ritrovata a leggere questo articolo…Ho comprato il libro di Luca, l’ho letto e riletto, in alcune delle sue poesie c’è dentro un pò di noi… faccio parte del suo passato… ma anche del presente, con lunghe lettere dal carcere…ogni volta mi faccio la stessa domanda… Dov’è quel Luca che scrive??? Io credo davvero che lui riesca a sentirsi vivo solo nei suoi scritti… La poesia lo aiuta a vivere…

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  4. Sono la compagna di Luca da 16 anni… quando ho conosciuto Luca, la prima cosa che ha fatto entrata in casa sua é stata di prendere il suo quaderno aprirlo e farmi leggere una poesia… Ero io… Parlava di me… La cosa bella nelle sue poesie é che chi le legge si sente il protagonista principale…é bello far sognare chiunque o far pensare sono io ,é per me… Io però ho un pizzico di fortuna in più “e lo dico con orgoglio” perché anche se tante sono nate da momenti e sensazioni di sofferenza… Quella donna, quella compagna sono io… Quelle poesie sono x me, sono x noi…é tutto quello che la vita ci ha messo difronte… Ma ce l’abbiamo fatta… Grazie Amore mio

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