Palazzo Fortuny – Venezia (tre mostre)

Qualche giorno fa mi sono imbattuto, cosa che capita assai di rado, in una meraviglia. Il museo Fortuny, a Venezia. Uno dei più bei posti che io abbia mai visto. Situato nel sestiere di San Marco, il Fortuny fa parte della rete dei Musei Civici di Venezia. Uno dei meno noti alle masse. Comunque escluso dai circuiti  turistici standard. Il palazzo fu acquistato da Mariano Fortuny per farne la propria dimora e atelier di fotografia, scenografia e scenotecnica, creazione di tessili, pittura; di tutto ciò ancora conserva ambienti e strutture, tappezzerie, collezioni: dalla raccolta dei dipinti, ai preziosi tessuti che rivestono interamente le pareti, alle celebri lampade, tutto testimonia la geniale ispirazione dell’artista, il suo eclettico lavoro – tra sperimentazione, innovazione, qualità altissima di risultato – la sua presenza sulla scena intellettuale e artistica a cavallo tra ‘800 e ‘900. Il palazzo fu donato al Comune da Henriette, vedova di Mariano, nel 1956.

(I cenni storici, in corsivo, sono tratti dal sito dei musei civici veneziani).

Mariano Fortuny ha creato abiti per Gabriele D’annunzio, Marcel Proust, Peggy Guggheneim, Eleonora Duse, giusto per citarne qualcuno. No, Madonna, no, non mi pare. Proprio Eleonora Duse ha voluto che la vestissero per l’ultimo viaggio con un abito di Fortuny.

Il palazzo è bellissimo, affascinante, magico per dirla tutta. Attualmente ospita tre mostre divise su tre piani.

Al piano terra troviamo “Città nelle città” originalissima mostra dell’artista veneziano Francesco Candeloro. L’esposizione si snoda in un percorso costruito su lastre di plexiglas di due metri tagliate a laser e stampate a raggi UV ed è proprio un viaggio dove le città rappresentate si fondono nel gioco di luci e ombre, degli effetti visivi creati, e quasi annullano i confini o, forse, ne creano di nuovi: universali. Così un riflesso di Palermo può incrociare un’ombra di Londra e per un istante fondersi. L’opera più suggestiva è quella posta in un’altra sala e costruita come una porta sul canale. Qui l’acqua e Venezia sono parte integrante dell’opera stessa. La città partecipa modificando l’opera, con l’alta e bassa marea, col riflesso della luce sull’acqua. Tutto bellissimo.

Al primo piano la seconda mostra “la seta e i velluti”. Tornano a casa Fortuny, provenienti da due collezioni private. Splendidi e particolari abiti, i Delphos. Quello che lascia di stucco è (grande merito anche ai curatori) la dislocazione degli abiti nel salone, fra oggetti (ad esempio meravigliose lampade) creati da fortuny, arredi e quadri. Si resta sospesi, sospesi per lunghi momenti.

Al secondo piano “Samurai” una collezione di circa ottanta splendide armature giapponesi complete, realizzate fra la fine del 1500 e la metà del 1800. Di proprietà dello stesso Fortuny, evocano nel silenzio un fascino di lontananza che solo l’Oriente possiede. Dai finestroni di questo piano si vede Venezia, i tetti, le case. Altra magia.

Le mostre sono aperte fino al 18/07. Una bella occasione per visitare un luogo fuori dal comune e per tornare (o andare) a Venezia, che vale sempre la pena.

per tutti i dettagli cliccate qui :

http://www.museiciviciveneziani.it

@ articolo di gianni montieri

2 commenti su “Palazzo Fortuny – Venezia (tre mostre)

  1. dunque sei venuto da queste parti e non mi hai detto niente? In ogni caso sì, è un bell’involucro il Fortuny.f

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