Amore rotto

C’é un amore rotto da

qualche parte in fondo al buco della storia,

un amore per cui sarà impossibile stabilire dove stato è

l’inizio

e un amore solido e fittizio travestito da bellissimi nuovi

fastidio e perdita

e  che assomiglia a molte cose sbreccate facendo strada

comparsa del primo tempo in atto in recita. C’è

un dolore

preciso disadorno e grave

fino dove spacca la coscienza zitta

così parrebbe non possibile arrivare alla prima radura

scellerata

sporchissima

mortale per quanto nuovissima

somigliante a una schiena che rimane girata anzi

si gira

proprio nel momento in cui si espone.

Rotto è l’amore forse stato enorme e piccolino

aperto in sorriso e in pianto smisurati, rotti, spaccati

i desideria primi, perché sottili, perché stralunati

perché perché,

e frantumata una specie di pensiero che arrampica

stille al minuto di materia pulsante le braccia aperte e la bocca

spalanca

socchiusa

e palpitante:

come un oro di scilla davanti all’altro lato guardi

la prossima scoperta e le finisci di fronte

ma l’amore è rotto e si rifrange tardi

in mille lucette spalle.

9 commenti su “Amore rotto

  1. Sì, è così, è
    da qualche parte e
    c’è sempre un buco in ogni storia
    è da lì che scappa l’amore
    che spacca la carne la storia
    è da quel fondo che scappiamo tutti
    perché l’amore pesa e ci rompe
    non ci da’ tregua
    ci scarnifica ci toglie fino alla fine
    il movente
    è per questo che s’inventa l’amore
    una storia che s’impianta
    s’incastra dentro le ossa e tra i pensieri
    si rigonfia
    ci segna l’amore e non ci fiorisce che chi-
    odi anche se poi tutto
    assomiglia a tutto quanto è resto
    e non c’è storia che non abbia la stessa ruggine
    deposta sul ferro di quel buco cor-
    roso da amore in una cassa di pino verde
    da cui senti ancora l’odore
    di quel bosco praticato cento e mille volte
    ancora perso in un atto di cordoglio
    in una candida ignoranza.
    Sì, è così c’è un buco
    una cava del sangue
    un fiore di coscienza che avvizzisce in un attimo.
    Un attimo, basta quell’attimo soltanto quando tu, girata la testa
    sporca mortale
    antichissima esci dal giardino
    dimentichi l’albero la mela il succo
    di un’estate dentro l’estasi che piano
    come un piano ancora più antico, come una trama profonda
    ti prende e ti porta altrove
    a covare altre storie
    altre storie altro amore
    nascosto oltre la tua fronte
    e dietro, sempre dietro le spalle.

    ferni

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  2. Capita! Le affinità stanno nella specie, prima che nel pensiero di quella specie.Non credi?
    Ciao e grazie.f

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  3. Il concetto di specie non mi ha mai troppo intrigata, tranne nella sua declinazione in speciazione culturale.
    Allora si, anche se il pensiero qui è un tutt’uno.

    Un abbraccio, e a tutta la selva.

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  4. lo specchio: la specialità e la specularità oltre che la spettacolarità: malattie genetichedel pensiero. Vene-rea intro-missione del sangue che cova le sue “razze”, aghi da conquista che sfasciano il corpo.
    Nella sella della selva sen va…do-lente il… passerò!
    garbugli,solo garbugli.f

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