Al cambio di voce



quel suo respirare appresso era
acqua benedetta per i semi d’ali
conficcati nella schiena

la vergine senza colpe sorrideva
nutrendosi di fiori – sudando rugiada

trasfigurava – al cambio di voce: scompariva

le statue intorno guardavano oltre il muro:
forse sta sorgendo il sole…

finché dall’abbraccio della mente nacque
con la prima luce – una candida pace:
limpide lacrime di sonno

fuori il mondo gelava –
si fermava: a sette gradi sotto zero

(stefania c.)

4 comments

  1. forse è tutta dentro quel fiato la vita
    arrotolata e rotta ogni destinazione.
    Come statue oggi, dentro la caverna solo ombre
    ieri e oggi ancora senza senso, solo vacillanti fiammate
    pensieri in collisione.

    Sembra propio la lettura e la dichiarazione della freddezza del mondo in cui CI stiamo PIOMBANDO. Grazie.
    ferni

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  2. solo guardando oltre il muro e trattenendo quell’intima visione resta una piccola luce, un sole che sorge nel gelo che attornia dilagando

    Elina

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