Proposta corale – Luciano Mazziotta

Proposta corale

alla Sinistra

Dicono che la soluzione finale
Consista nel “ripartire dal basso”.
Chiedo a te e a me – perché è intuitivo
Che avremmo una sola voce a riguardo –
Il significato di queste due parole.
A te lascio “ripartire”, ché in materia
Di volo mai mi sono sentito leggero,
se è vero poi che “ri” implica
una prima caduta nel vuoto,
e quello si sa non ha fondo né è alto
né basso ma ha profumo di inerme.

Mi lascio “basso”, e forse si parla di nani
O di mani –senza corpi – sognanti
Per strada. Le dovremmo appendere
A braccia e le braccia a una faccia
Completa di occhi e neuroni ambulanti;
creare i braccianti se non uguali
almeno somiglianti ai corpi di mani
                                                                        sognanti,
dal basso in avanti; senza decollo
che per quello servono ali e piume stregate.
Del resto le streghe sono state impiccate
Dall’alto e hanno lasciato polvere
In basso, base della ripartenza,
che ben poco ha di mistico o magia
iscritta nei cerchi sfumati della tassonomia.
 

Tratto da Luciano Mazziotta, Città biografiche, Zona 2009

5 commenti su “Proposta corale – Luciano Mazziotta

  1. ripartire dal basso
    mi sto chiedendo in queste ore cosa fare
    come fare e cosa sperare/aspettare
    una volta si agiva e si parlava agendo
    forse parliamo troppo
    non so mi sto solo chiedendo
    rifletto a voce alta
    confusamente
    questo boccone amaro

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  2. E adesso cosa scopro, Luciano? Che ti dai alla poesia civile, e a un linguaggio impoetico, anche – umanamente – contorto e contorsionista verso la fine? Non é da te… Oppure c’è forse un’esigenza che non passa mai, e che ogni tanto riemerge in superficie? E che i vari Ariano, De Falco e Cuppini (per quanto posso dire io) stanno esplorando?
    [Quanto alla sinistra, poi, la proposta é condivisibile, anche dopo tanto tempo, come dice GiannI!]
    p.s. una domanda: ma é ironia macabra quella dei primi due versi?

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  3. Grazie a voi dopo anni.
    Caro Lorenzo, è un testo vecchio. Risale al 2008. Ancora ci credevo alla poesia “civile” propriamente detta. Oggi ho semplicemente ripescato questo testo. Credo sia datato un po’ come il Bertinotti che in quell’anno si ritirava dalla politica. Hai però colto il segno testuale: i primi due versi sono “ironia macabra”.

    l.

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