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A cura di Annachiara Mezzanini Non so bene da dove iniziare, dove poggiare le parole e in quale ordine. Da qualche minuto osservo una fotografia presa dal set e mi accorgo che le sensazioni cominciano a montare, del tutto soggettive, cariche di ricordi, prive di una qualsivoglia logica. Sono io di fronte a quella…

Di Beatrice Fagan «Al matarlo mataba mi mala suerte, mataba mi chuncho» Il 21 gennaio del 1941 una donna poco più che trentenne percorreva le strade di Santiago del Cile per raggiungere un lussuoso hotel del centro. Varcate le porte, attese nell’atrio l’arrivo di un uomo. Quando l’uomo apparve, la donna estrasse…

Di Giulia Bocchio Chi scrive vive in modo diverso da chi non scrive, ma muore come chiunque altro Non capirò mai che fine fa davvero il tempo che quotidianamente baratto in nome dello scrolling infinito. Cosa mi dà in cambio, cosa mi sottrae un esercizio d’assuefazione passiva che non mi porta davvero…

Cento anni dopo il Nobel, Grazia Deledda continua a dialogare con l’arte contemporanea. Da Rebeccu a New York L’occasione è il centenario del Nobel a Grazia Deledda: nasce così Grazia ritrovata, un percorso di comunità globale il progetto ideato dalla direttrice artistica di 369gradi, Valeria Orani, mette in relazione arti performative, ricerca, paesaggio e…

Di Serena Votano Il nostro nome influenza ciò che siamo? È una domanda che mi sono posta più volte nella vita e che, in qualche modo, ho sperimentato sulla mia pelle. Il mio nome, che contiene in sé un aggettivo, ha spesso parlato al posto mio con chi ancora non mi conosceva. Forse anche perché il…

Di Gabriele Doria Ogni volta unica, la fine (del mondo). Ogni volta unico, l’amore (per il cinema). O anche: interrogarsi – durante il film – su quanto tutto ciò che (mi) distrae dalla visione – impegni presi, non mantenuti, mancanze, assenze, ritorni, il conto alla fine, della fine – attraversi ciò che sto guardando.…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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