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Di Omar Suboh L’immagine più forte, e efficace, per descrivere che cos’è la letteratura, forse, ci viene direttamente da Rayuela – Il gioco del mondo di Cortazar, quando ci racconta delle vicende di Horacio Oliveira, immigrato argentino nella Parigi della seconda metà del Novecento, aspirante artista anche lui, come Il grande mantenuto di Alberto Ravasio,…

Rubrica a cura di Annachiara Atzei “Ma davvero vivere e morire, assenza e presenza, sono totalmente distinti? E se lo scorrere del tempo – che tutto contiene, o forse no – perdesse la sua linearità, e passato, presente e ciò che ancora potrà accadere o essere si confondessero? E se quanto si conosce e…

Di Annachiara Mezzanini C’è un posto che comunemente chiamiamo casa. A scuola, da bambini, ci viene spiegato che questo posto ha una struttura in muratura, ha finestre e porte e tetto e pavimento; in alcuni casi ci fanno disegnare la piantina della nostra camera da letto – la casa dentro la casa – misurando con…

Di Giorgio Castriota Skanderbegh Dopo un esordio difficile da seguire, Valentina Maini ritorna al romanzo con Alaska, sempre per Bollati Boringhieri. Un romanzo tripartito, che per i titoli delle sezioni prende in prestito termini dalla sceneggiatura – Esterno giorno, Interno notte, Dissolvenza – fornendo indizi su alcune verità sul romanzo e sulla protagonista. Maia…

Di Annachiara Atzei La campagna è molte cose, per Giancarlo Busso. È un sistema complesso che racchiude in sé imbratto, e cattivi odori, egoismo e menzogna, ed è anche il fiorire delle nebbie, le libellule, i salici, le domeniche in paese. Ma è soprattutto un attraversamento (fisico e del pensiero) e una attesa piena di…

«Raccontare un paese lo si può fare solo nel tempo, nel suo cambiamento», dice Carola Susani a un certo punto di questa conversazione. Forse è la frase che meglio illumina l’intera trilogia di Italo Orlando, giunta a compimento con Il dio delle genti (minimum fax). Nei libri di Susani la realtà non è mai una…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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