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Di Serena Votano Il nostro nome influenza ciò che siamo? È una domanda che mi sono posta più volte nella vita e che, in qualche modo, ho sperimentato sulla mia pelle. Il mio nome, che contiene in sé un aggettivo, ha spesso parlato al posto mio con chi ancora non mi conosceva. Forse anche perché il…

Di Gabriele Doria Ogni volta unica, la fine (del mondo). Ogni volta unico, l’amore (per il cinema). O anche: interrogarsi – durante il film – su quanto tutto ciò che (mi) distrae dalla visione – impegni presi, non mantenuti, mancanze, assenze, ritorni, il conto alla fine, della fine – attraversi ciò che sto guardando.…

Edera e altre vergogne, la raccolta con cui Leonardo Fortino esordisce per Interlinea, si presenta fin dal titolo come un libro costruito sulla frizione fra un elemento vegetale che avvolge e soffoca insieme, e una condizione di esposizione, quasi di nudità forzata, che percorre l’intero percorso in versi senza mai risolversi in una sintesi pacificata.…

Come ogni estate, ci siamo chiesti quali siano davvero le storie che vale la pena portarsi in vacanza (o riscoprire sul divano di casa). E quindi, ecco i consigli della redazione Poetarum: come sempre, non si tratta dei “libri dell’estate”, né di una classifica dei migliori, ma di letture capaci di lasciare una traccia, di…

Il progresso ama presentarsi come una forma di conforto, salvo poi ricordarci puntualmente che ogni conquista produce un nuovo sistema di dominio e ci toglierà qualcosa. Una distopia può essere raccontata in tanti modi, anche attraverso un podcast. Comunque vadano le cose, partorire un’idea o una rivoluzione è sempre buona cosa. Con questo racconto, Staffetta,…

Di Simone Vero «È triste pensare che i versi invecchiano prima di noi» Gozzano, L’ipotesi Che ne sappiamo, in fondo, dell’antica Grecia? Della civiltà che ci culla, la culla di “noi occidentali”, sembra essere rimasta una tradizione onnipresente e pervasiva: ogni fenomeno è già stato narrato in una tragedia, ogni gesto…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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