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Riconoscere il morto mentre è vivo nel mondo Per riuscirci, enumerare le cose, dare loro un nome. Dare loro una collocazione. E anche per sé stessi prendere uno spazio, occuparlo, vivere. Nella breve raccolta vincitrice della seconda edizione del Premio Nazionale Radici Urbane – Sezione B – La silloge del futuro, intitolata Rituali funebri per…

Di Beatrice Fagan L’ultima volta che ho acquistato una copia di Internazionale non è stato per l’attualità, ma per la narrativa: quel numero era dedicato agli scrittori e alle scrittrici del Messico. Nell’editoriale di apertura (“Storie” n. 1646, 23 dicembre 2025) Guadalupe Nettel scriveva una ferocissima dichiarazione d’amore per il suo paese: «Amare un…

Di Andrea Carloni I. Ulysses e The Waste Land Il 1922 fu l’annus mirabilis che vide la pubblicazione di Ulysses di James Joyce e The Waste Land di T.S. Eliot, autentici spartiacque che legarono indissolubilmente il nome dei due autori alla trasformazione, rispettivamente, della prosa e della poesia contemporanea. In questo scenario, fu centrale…

Di Omar Suboh L’immagine più forte, e efficace, per descrivere che cos’è la letteratura, forse, ci viene direttamente da Rayuela – Il gioco del mondo di Cortazar, quando ci racconta delle vicende di Horacio Oliveira, immigrato argentino nella Parigi della seconda metà del Novecento, aspirante artista anche lui, come Il grande mantenuto di Alberto Ravasio,…

Rubrica a cura di Annachiara Atzei “Ma davvero vivere e morire, assenza e presenza, sono totalmente distinti? E se lo scorrere del tempo – che tutto contiene, o forse no – perdesse la sua linearità, e passato, presente e ciò che ancora potrà accadere o essere si confondessero? E se quanto si conosce e…

Di Annachiara Mezzanini C’è un posto che comunemente chiamiamo casa. A scuola, da bambini, ci viene spiegato che questo posto ha una struttura in muratura, ha finestre e porte e tetto e pavimento; in alcuni casi ci fanno disegnare la piantina della nostra camera da letto – la casa dentro la casa – misurando con…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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