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Di Giammarco di Biase Leggo Ammaniti come sempre, prima di leggerlo. Mi viene spontaneo, quindi, non credere a nulla di quello che si dice su Il custode. Così fu per il suo precedente (ambizioso e, per questo, come tutte le cose ambiziose, fastidioso, perché ambizioso significa ancora poco adulto poco, maturo, poco misurato). Dagli…

Rubrica a cura di Annachiara Atzei Ho sempre avuto paura di voi. L’ombra del volo sulle facciate, le piume nelle scale, il battere sordo delle ali intorno al corpo pieno di organi e viscere come umani. La minaccia costante nelle strade di essere colpiti, di essere sfiorati. I muscoli in allerta, le pupille dilatate.…

Rubrica a cura di Annachiara Atzei Se la forma di un libro ha molto a che fare con ciò che vuole dire, il Faldone di Vincenzo Ostuni (Il Saggiatore, 2025) – in concorso al Premio Strega Poesia 2026 – ha in sé la complessità della realtà che racconta attraverso la parola poetica. Per la…

Di Giuseppe Fiore I palazzi bruciano. New York non ha acqua, un drappello di cittadini comincia una rivolta fisica, poi armata, contro alcuni soldati mandati lì per razionare l’acqua. New York brucia e deve essere fotografata. Lee è una delle fotografe più famose della nazione, è stata, come reporter di guerra, in tante zone,…

A cura di Cristina Eléni Kontoglou La mia casa d’infanzia è circondata da un giardino sul mare abitato da animali, alberi di Giuda, ciliegi e nespole, ma specialmente da oleandri bianchi e rosa. Quando tira il vento, il loro odore di miele e frutta lasciata troppo a lungo sul tavolo infesta le camere, come…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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