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Di Giammarco di Biase È difficile trovare due canadesi in una foresta tra Panama e Colombia. Ancora più difficile è trasudarle, trovarle nel “contesto”. Pretendere la giusta distanza, come accennerebbe un film di Mimmo Calopresti. Quasi impossibile è trovare un altro capolavoro, un libro forse nato leggendone un altro: La conquista dell’inutile di Werner…

Rubrica a cura di Annachiara Atzei Tra l’armadio e il sofà, radici lunghe metri cercano il senso minerale di una vita in penombra, l’ossigeno di gioie, il vapore acqueo dei biasimi che pervade la sala foresta succedanea per la nostra Monstera. Federico Italiano, Godzilla e altre poesie Il mostruoso è qualcosa con cui…

Di Serena Votano Quando da adolescente immaginavo i trent’anni, li vedevo come una specie di traguardo – nonostante non fosse un periodo di tempo così lontano –, pensavo che avrei avuto le idee più chiare. Un lavoro, una casa, una relazione, una direzione precisa. Insomma, una vita finalmente compiuta. Adesso che mi ritrovo in…

Di Giammarco di Biase Leggo Ammaniti come sempre, prima di leggerlo. Mi viene spontaneo, quindi, non credere a nulla di quello che si dice su Il custode. Così fu per il suo precedente (ambizioso e, per questo, come tutte le cose ambiziose, fastidioso, perché ambizioso significa ancora poco adulto poco, maturo, poco misurato). Dagli…

Rubrica a cura di Annachiara Atzei Ho sempre avuto paura di voi. L’ombra del volo sulle facciate, le piume nelle scale, il battere sordo delle ali intorno al corpo pieno di organi e viscere come umani. La minaccia costante nelle strade di essere colpiti, di essere sfiorati. I muscoli in allerta, le pupille dilatate.…

Rubrica a cura di Annachiara Atzei Se la forma di un libro ha molto a che fare con ciò che vuole dire, il Faldone di Vincenzo Ostuni (Il Saggiatore, 2025) – in concorso al Premio Strega Poesia 2026 – ha in sé la complessità della realtà che racconta attraverso la parola poetica. Per la…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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