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Di Annachiara Atzei Pietro Polverini è un autore capace di stare eternamente sulla soglia. È l’autore della soglia. Dell’orlo. Non solo per il destino personale che lo ha strappato presto a chi gli voleva bene e ai lettori, ma per le sue parole – oggi riunite postume nel libro dal titolo La nostra villeggiatura…

Di Gabriele Doria Noi inventiamo noi stessi come unità in questo mondo di immagini da noi stessi creato. Nietzsche Il corpo è un archivio. Una volta piegato, se si stende di nuovo, tenderà a cedere lungo la linea dell’antica piegatura 1. Il titolo, innanzi tutto. “Aneddoto” deriva dal greco antico: anékdotos,…

Di Giulia Bocchio Arrivo con i miei tempi in questo spogliato giardino dei fiori infelici, il romanzo di Nicola Lucchi vincitore del premio nazionale di narrativa Neo Edizioni – Anno uno, consapevole di calpestare non tanto un giardino quanto una strada lastricata di resti, quelli che i vecchi, nel paese in cui sono cresciuta,…

Di Giammarco di Biase Bonito fa poesia in maniera del tutto provvisoria. Mi spiego meglio, prima che qualcuno possa fraintendermi. Ci sono poeti che sono chiamati dalla poesia in più modi. Nessun vero poeta, premettiamolo qui, sta come individuo a chiamare la poesia per comporre i propri versi. Partendo da questa base, ogni penna viene…

Di Annachiara Mezzanini Ma uno scrittore scrive mai senza avere in mente un lettore? Scrive Reza nella premessa al suo ultimo romanzo. E un lettore legge mai senza avere idea di chi sia lo scrittore? Aggiungo io, leggendolo. Da nessuna parte non è soltanto un titolo. Da nessuna parte è un luogo preciso dai…

Rubrica a cura di Annachiara Atzei Ma davvero vivere e morire, assenza e presenza, sono totalmente distinti? E se lo scorrere del tempo – che tutto contiene, o forse no – perdesse la sua linearità, e passato, presente e ciò che ancora potrà accadere o essere si confondessero? E se quanto si conosce e…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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