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Nicolas Cunial, La stanza mai bianca. Inedito
La stanza mai bianca di © Nicolas Cunial Forse confondo le confusioni perché mi conto più dubbi che giorni ma ho due pianeti al posto degli occhi li disegno sul muro / poi pulisco lo giuro. Si vive in un tempo protocollato tra le visite in calendario e l’orario del deperimento / del farmaco fiato.… Read more
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Lungo i sentieri di Umberto Piersanti
Nel folto dei sentieri di Umberto Piersanti (Marcos y Marcos, 2015) è un libro che si è visto assegnare nel corso del 2016 un bel po’ di premi. Tutti meritati sicuramente; tutti attestanti il valore della poesia di Piersanti, che non ha certo bisogno di sentirselo dire. Ecco perché il fatto in sé si esaurisce qui, nel senso che… Read more
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La botte piccola #10: Akutagawa Ryūnosuke, Momotarō
La botte piccola contiene il vino buono, e questo non è, come si può pensare, un malcelato sfottò di consolazione: l’accoglienza costringe ogni minima particola di vino a venire prima o poi a contatto con le note del legno. Il racconto, la meno diluita delle forme, impone a se stesso la medesima procedura. Ci sono… Read more
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I poeti della domenica #124: Libero de Libero, Nell’acqua corrono i giorni
III Nell’acqua corrono i giorni e io ardo come fieno estivo. Nemici gli inviti al ricordo, eterna tu sei nell’assenza, a questa pianta che io sono bisogna la luce che sei tu. Dormo e tu il giro continui per altre vie d’aurora e te non tradisce l’ombra e i venti dirigi e la pioggia a… Read more
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I poeti della domenica #123: Libero de Libero, Da nulla che ero mi feci dono
XXIX Da nulla che ero mi facesti dono d’essere uno che ti guardava, e te guardando nella mente me ammiro e tanto mi piace essere te che il distacco poco mi duole . © Libero de Libero da Eclisse 1936-1938, in Scempio e lusinga, Mondadori, 1972. Selezione a cura dell’Associazione culturale “Libero de Libero” http://www.associazionedelibero.com Read more
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proSabato: Fabio Geda, La bellezza nonostante
Una mattina di settembre sono entrato per la prima volta dentro quella che credevo sarebbe stata la mia sede di lavoro per alcuni anni a venire, forse per sempre: Scuola elementare Gramsci, c’era scritto fuori. Quando mi hanno visto entrare, spalancare la porta che dava sul cortile, dire buongiorno e salve e che piacere, camminare… Read more
