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  • I poeti della domenica #141: Giorgio Caproni, Marzo

      Marzo .  Dopo la pioggia la terra è un frutto appena sbucciato. .  Il fiato del fieno bagnato è più acre – ma ride il sole bianco sui prati di marzo a una fanciulla che apre la finestra.     da Come un’allegoria (1932-1935), ora in Giorgio Caproni, L’opera in versi, Mondadori, “I Meridiani”, 1998 Read more

  • proSabato: Goliarda Sapienza, da “Elogio del bar”

    Io, che vengo da una città dove ci sono più bar che panetterie, vi posso assicurare che niente uguaglia quello spazio – povero o ricco che sia – voluto dal misconosciuto dio del Caso. Lui, il caso, giovinetto aereo impalpabile, ha avuto in dotazione da madre natura l’arma di fomentare sguardi, sussurri, gesti, parole amicali e perché… Read more

  • proSabato: Georges Perec, Cantatrix sopranica L.

    Dimostrazione sperimentale dell’organizzazione tomatotopica nella Soprano (Cantatrix sopranica L.) Come messo in rilievo alla fine del secolo scorso da Marks & Spencer (1899), che coniarono per primi il termine “yelling reaction” (YR), i sensibili effetti del lancio di pomodori sulle soprano sono stati oggetto di ampie descrizioni. Ma benché numerosi studi comportamentali (Zeeg & Puss,… Read more

  • Breve storia di una scatola da scarpe

    Breve storia di una scatola da scarpe di Gianni Montieri * Ora vi racconto la storia di una scatola da scarpe, ma prima un accenno al suo contenuto, o meglio al contenuto che per qualche tempo, da qualche parte, sostituì il suo contenuto originale, che ho ragione di credere fossero delle scarpe. Per qualche tempo… Read more

  • Azzurra D’Agostino, Alfabetiere privato

    Come si è affaticato, che pena che fa pensare a tutto quel niente, dillo piano magari ci sente.   Mentre c’è ancora chi si ostina a stracciarsi vesti e capelli davanti a un presunto cadavere della poesia, noi qui ancora ci ostiniamo a orientarci in un panorama che riteniamo più vivo e attivo che mai.… Read more

  • Villa Dominica Balbinot, Inediti 2016

    Villa Dominica Balbinot, Inediti 2016   18 FEBBRAIO 2016 LEI SAPEVA CHE LO SPLENDORE ERA FRAGILE “In quel vasto paesaggio silente (in quella fredda desolata gola) spiccavano, le austere cime scure dei grandi alberi e lei aveva negli occhi una terribile dolcezza” La brezza finalmente cadde l’acqua divenne immota… Lei sapeva che lo splendore era… Read more