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  • Da bambina credevo che l’amicizia fosse qualcosa di sacro

    Di Serena Votano    Da piccola l’amicizia era per me un patto inviolabile. Un valore a cui non avrei mai potuto rinunciare. Dicevo “per sempre” e ci credevo davvero. Gli affetti li immaginavo a compartimenti stagni. Da una parte la famiglia – fratelli o sorelle compresi –, di cui nutrivo solo certezze. Per la me… Read more

  • Barlumi – Scorgere invece di possedere

          L’incipit di Barlumi (Edizioni La Gru), l’ultima raccolta poetica di Paolo Andrea Pasquetti è quasi programmatico: «Né è modo né tempo / – mai – di cogliere / le cose dal mondo». Qui si enuncia un’etica del limite che attraversa l’intero libro. Le cose non si lasciano afferrare, non sono riscattabili né… Read more

  • Perdere Cioran – Un ritratto, prima della filosofia

    Di Giammarco di Biase   Bisognerebbe che noi perdessimo Cioran. Per una serie di volte, sotto gli occhi, mentre cerchiamo di renderlo immediato a tutti i costi nei social, nel mondo inautentico dei post, delle immagini che moltiplicano le maschere. Cioran non si può interpretare, anzi è maniacale cercare di assoggettarlo ai massoni del web.… Read more

  • La melassa – Stagione 3: Libri su pellicola

    A cura di Annachiara Mezzanini Il manifesto   Che impatto hanno i film sullo spettatore? Quali dettagli più nascosti e camuffati vengono, in verità, colti immediatamente dal nostro sguardo? Cosa ci incuriosisce davvero? Le pubblicità subliminali, i disegni erotici nascosti tra i frame dei cartoni animati, le scritte oltraggiose o quelle di propaganda. Un mucchio… Read more

  • Rileggere Madeleine Bourdouxhe

    Di Mauro Massari    Esiste un tipo di ingiustizia letteraria che assomiglia irrimediabilmente alla distrazione. Un libro esce, viene amato, anche celebrato, poi “sparisce” per un po’, come se la storia avesse chiuso la porta senza accorgersene. La donna di Gilles (Adelphi), pubblicato per la prima volta nel 1937, è uno di quei casi: raccomandato… Read more

  • Orribile fiera, le parole negate

    In Ogni volto d’uomo (Il Convivio) la poesia non è quel tipo di esercizio lirico che riporta il sentire di chi scrive nel puro ripiegamento dell’io che pensa sé stesso in relazione agli altri, trasformando questi altri in corpi astratti, nati per essere evocativi. Al contrario, Tomaso Tiddia costruisce un libro che assume come proprio… Read more