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  • Serve l’horror per raccontare il nostro tempo: l’esempio di Spazio Negativo

    Di Antonio Potenza    “All of the best parts make you sorry All of the worst parts make you strong And Satan is waving Satan is waving with Halloween candy” Satan, Andy Shauf   Quando mi mancavano poco meno di trenta pagine alla fine del libro era ancora agosto e la luce era tremenda e… Read more

  • Anne Carson e la poetica del restare

    Di Simone Vero    Sono giorni di limbo. La notizia della vittoria del Premio Nobel per la Letteratura da parte di Anne Carson mi prende alla sprovvista, rivelando una mia insufficienza. Mi rendo conto di non avere in casa neanche un suo testo e di averne letti pochissimi, solo di traverso, solo di passaggio. Mi… Read more

  • Falsi amici contiene più informazioni di quelle che dà in superficie

    Di Serena Votano   Da bambina mi sono obbligata a percepire il rosa come il colore del patriarcato. Non me lo raccontavo in questi termini, allora, ma oggi mi rendo conto di aver associato quel colore a una forma di assoggettamento dell’io a un ruolo imposto dalla società. Cresciuta con il mito delle Mean Girls con… Read more

  • W. – L’esordio di Tiemen Hiemstra

    Di Annachiara Mezzanini Cosa rimane quando qualcuno ci lascia? Senza spiegazioni, senza annunci; d’improvviso quella persona che per noi era tutto – tanto da confonderci per un momento su dove risiede il confine tra amore e amicizia – decide di allontanarsi e sparire, di smettere di fare parte della nostra vita. Cosa diventiamo, noi, di… Read more

  • Speciale Premio Strega Poesia 2026 – Intervista a Fabrizio Lombardo

    Rubrica a cura di Annachiara Atzei   Che venga, anche inaspettata, l’ora che ci separa. Che il tempo si posizioni nel punto cieco dell’occhio. Cerchiamo altre strade, altre vie di fuga, un soffio di tempesta, un accidente, un urto tra noi e il mondo. È come scappare stando fermi/ come farci male senza capirne il… Read more

  • Nella “Taverna” del canarino cerato di nero

    Bisogna provare a lasciare nell’angolo, o sotto il tappeto, un certo tipo di pudore che imporrebbe a chi scrive di farsela la domanda, di auto-ammansirsi, di guardarsi allo specchio e dire: Beh questa immagine me la tengo per me. Meno male che a volte non succede e soprattutto non succede mai a un poeta come Giammarco… Read more