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  • Qualcosa di weird – StileMio

    Scrittrici e scrittori che non scrivete da un po’, forse vi identificherete in questa voce. Ma non ve lo auguriamo. Di Christian Mella È da tanto che non scrivevo su un pezzo di carta… è da tanto che non scrivevo, in generale. Li sento già, quelli fuori, che alla prima riga si sbellicheranno subito dalle… Read more

  • Abbisogniamo di virgole

    Di Annachiara Atzei    “Un testamento non mente è la testa della statua in terracotta o semplicemente una copia.” Adele Bardazzi, Testamento      Si inizia a leggere Testamento, la raccolta di poesie di Adele Bardazzi (Industria & Letteratura), come se si entrasse in luogo sconosciuto, e da quel luogo – la metro, sottoterra, e… Read more

  • Qualcosa di weird – Estranei

    In un mondo che ha imparato a convivere con l’inspiegabile, qualcuno sceglie di portarlo a pranzo. Incontreremo una presenza che non parla, non serve a nulla e osserva con ostinazione, e  un uomo che decide di farsene carico fino a confonderne i confini. Tra body horror domestico, quotidianità familiare e una strana forma di allevamento… Read more

  • Qualcosa di weird – Lucilla S.

    Questa è la storia di un equipaggio che si porta addosso il desiderio (inappagabile) di scomparire; d’altra parte sul Lucilla S. la routine è l’unico modo per non ascoltare ciò che chiama da sotto, dall’abisso. Di Marta Grima   La vita sul Lucilla S. è tutto il contrario delle onde su cui navighiamo. Dura, prevedibile,… Read more

  • Qualcosa di weird – Un caso di studio

    Di Massimiliano Rocchetti   Per vent’anni mi sono occupato della salute degli animali di questo acquario: quando stavano male, dovevo curarli; quando morivano, dovevo capire il perché. Ne ho viste di ogni: patologie, infezioni, epidemie, parassiti… Senza falsa modestia, mi considero un esperto, e sono sempre stato un punto di riferimento per i colleghi. Tra… Read more

  • Antimacchine – L’inutilità creativa come atto sovversivo

    Di Pompeo Angelucci    L’impressione che provo oggi girovagando sui social è simile a qualcosa di fortemente oppressivo, asfissiante. Ogni volta ho l’impressione di muovermi dentro un gigantesco centro commerciale, troppo luminoso e affollato di gente. Un posto nel quale non riuscirei mai a passare del tempo di qualità. Eppure, quando penso agli anni in… Read more