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“Se dovessi voltarmi indietro, e guardare in faccia la mia vita fino a questo momento, sorriderei. Un sorriso lento e cosciente che si farebbe spazio tra la mia barba. Una smorfia a occhi chiusi, seduto comodo su una sedia, con le gambe stese e le braccia intrecciate. Le direi: non ti ho mai tradita, sono…
THE WORLD USED TO BE SILENT NOW IT HAS TOO MANY VOICES AND THE NOISE IS A CONSTANT DISTRACTION THEY MULTIPLY, INTENSIFY THEY WILL DIVERT YOUR ATTENTION TO WHAT’S CONVENIENT AND FORGET TO TELL YOU ABOUT YOURSELF WE LIVE IN AN AGE OF MANY STIMULATIONS IF YOU ARE FOCUSED YOU ARE HARDER TO REACH IF…
La prima raccolta in volume di poesie di Ingeborg Bachmann, Die gestundete Zeit (Il tempo prorogato), fu pubblicata 60 anni fa, nel dicembre 1953. La lettura e l’ascolto dei testi − in quegli anni Bachmann collaborava, tra l’altro, con Radio Bremen e dai microfoni dell’emittente ebbe occasione di leggere molte delle poesie che andava componendo − conferma…
. Stelvio Di Spigno * Quadranti Quanti fascicoli di luce, quanti sguardi innevati, e mattine il cui carico è dolore dovrà attraversare questo corpo corale di tutte le gioie distrutte, i disamori, le cadute, prima che il tempo di ognuno anche per me si esaurisca, sulla soglia di casa, o rinculando con montagne di parole…
Testa o croce Ride Manfredi coi suoi denti bianchi parla di froci – parole sue – con le unghie sudicie di catrame. Teme che il figlio sia un frutto bacato, giura che i maschi – a sentire lui – vengono alla luce senza difetti, o forse si confonde, di sicuro insiste che siamo tutti uguali.…
35 L’attesa è sempre la parte che procura più danni. In quell’attimo di sospensione, prima che tutto si possa rivelare, si passa dall’estasi all’inferno. Si riesce a pensare di tutto, in un verso o nell’altro, senza mai un attimo di tregua. Il lungomare a quest’ora è quasi sempre vuoto; è troppo tardi per correre sulla…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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