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Apre la pista l’indaco, fa velo al fonema più tondo per l’accento di primavera o falsa nello stelo che spancia al tuo colpo di vento; l’imbuto del dì è fantaspiga nel prato del pronome relativo tutto in salita, fino alla boschiva ipotesi di un complemento; non lupo né favola ma il dosso dove fiorisci…
A Festivaletteratura si viene per conoscere libri e autori nuovi. Non si viene sempre ‘imparati’, anzi, si viene più spesso impreparati, magari infarciti di letture estive diverse da quelle che ci aspettano qui. Mantova è un luogo unico per scoprire quali potrebbero essere le letture dei prossimi mesi; in primo luogo lo è la sconfinata…
Ieri, nel semibuio accogliente del Teatro Ariston, sono andata ad ascoltare un incontro su Simone Weil. Giancarlo Gaeta, storico del cristianesimo, e Maria Concetta Sala, filosofa, sono i curatori di La rivelazione greca, raccolta di scritti pubblicata da Adelphi nel 2014: posato nella trattazione il primo, infiammata la seconda, i due curatori hanno regalato al…
L’altro giorno pensavo: ma che bravo Antonio Tabucchi. Pensavo soprattutto al suo libro più famoso, quello da cui è stato tratto quel film con un Mastroianni vecchio e pesante ma ancora bello. Insomma, Sostiene Pereira. Ci pensavo perché ho sempre creduto che Tabucchi avesse trovato il trucco che trasforma un buon libro in un grande libro, una mela…
In principio ho il dubbio che i volontari del Festival siano creature celesti: se io sbucassi immemore e sprovvista di mappa da una botola in un punto random della città in grado solo di sussurrare l’evento cui voglio partecipare, loro mi indicherebbero luogo, ora e il più comodo punto ristoro lungo il tragitto. Creature celesti.…
Nel 2004 avevo 17 anni e arrivavo a Mantova per la prima volta. Era l’estate tra la terza e la quarta liceo, dieci anni fa. Avevo nella testa tante curiosità ma ero abbastanza confusa su ciò che avrei voluto fare da grande. Ricordo però che il festival mi abbracciò da subito, come un conoscente con…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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