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Stefano Bortolussi, I labili confini, Interno Poesia, 2016 recensione di Carlo Tosetti . Stefano Bortolussi, scrittore, poeta e traduttore, dopo Califia (Jaca Book 2014), ritorna nell’amata terra di California (Califia è il nome dato alla California da Cortés) con I labili confini (Interno Poesia Editore, 2016). Il libro è diviso in due sezioni: la prima, La…
26 marzo XI Bianchi passi e la marina attigua. Un’insolita quiete di vivere fra i bianchi sassi. Poteva spegnersi un ricordo di un’altra vita. Io sapevo i nastri sognanti e un silenzio glabro. Ma un turbine scuote e tu a ritroso lentamente vedevi Q ‘57 60 . XII Odi l’acqua gelida che si avvicina né…
6 marzo 1957 III Era una grande mattina china e fuori del tuo silenzio la legge. Poi ponevano giuochi o erano grandi corolle d’albero, perché uno si sentiva più povero Poi fu vero uno sguardo ed uno meditabondo alla fine in due. Io non sapevo ciò che si intersecava su questa ringhiera o era uno…
RITORNO IN CITTÀ Il giorno in cui son tornato in città era tutto grigio. Dopo aver ammirato dal treno quell’immensa distesa che è la pianura padana, dopo aver passato paesi illuminati nel primo oscurar del giorno, tra il fischio delle locomotive e il tornar dei ricordi in un turbine di pensieri senza freno, ho udito…
Giancarlo Sissa, Persona minore, Qudulibri, 2015, € 9,00 * Porto Corsini (a Emanuela) Fai conto che io sia sempre più lontano dal fischio delle navi e dalla tempesta d’inverno che sbatte nel porto – la nave russa di chiglia rossa e nera non ci rappresenta – e che quanto si poteva insultare e scordare stia come…
IL CROLLO Il tema della recita è il cordoglio. In una nuvola d’incenso il vescovo canta. L’ora del crollo: dodici e ventidue. La città riscopre l’ululato delle sirene, il tufo dei poveri. È una mattina giovane. La sorpresa è il tonfo che germoglia e i morti che d’improvviso hanno fame, sussurrano parole indecifrabili. I fotografi…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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