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I poeti della domenica #169: Giovanni Raboni, Guerra
Continua a leggere: I poeti della domenica #169: Giovanni Raboni, GuerraGuerra Ho gli anni di mio padre – ho le sue mani, quasi: le dita specialmente, le unghie, curve e un po’ spesse, lunate (ma le mie senza il marrone della nicotina) quando, gualcito e impeccabile, viaggiava su mitragliati treni e corriere portando a noi tranquilli villeggianti fuori tiro e stagione nella sua bella borsa…
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proSabato: Dino Buzzati, Sette piani
Continua a leggere: proSabato: Dino Buzzati, Sette pianiDopo un giorno di viaggio in treno, Giuseppe Corte arrivò, una mattina di marzo, alla città dove c’era la famosa casa di cura. Aveva un po’ di febbre, ma volle fare ugualmente a piedi strada fra la stazione e l’ospedale, portandosi la sua valigetta. Benché avesse soltanto una leggerissima forma incipiente, Giuseppe Corte era stato…
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Giuseppe Ceddia, Bestiario n. 12: Mosca
Continua a leggere: Giuseppe Ceddia, Bestiario n. 12: Mosca* Giuseppe Ceddia, Bestiario n. 12: Mosca * La mosca ci sarà in eterno, perché in eterno vi saranno escrementi. Eppure, a ben pensarci, questo insetto mantiene una sua dignità, quella che lo vede perennemente lottare contro scopini e palmi di mani che vorrebbero schiacciarla, contro stracci da cucina e giornali che tendono a dissolverla…
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I poeti della domenica #168: Giuseppe Dessì, Penelope
Continua a leggere: I poeti della domenica #168: Giuseppe Dessì, PenelopePENELOPE Ho visto Penelope scolpita in un atto di noia. Non canto di gallo non sogno che squarci le notti non urlo di cani. Sono i sonni pieni e profondi. Non voce mal nota al destarsi. Non copre ella il petto cadente nel solitario mattino. Nel volto un’impronta di pace come chi attende a lungo…
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I poeti della domenica #167: Giuseppe Dessì, “La ruvida scorza…”
Continua a leggere: I poeti della domenica #167: Giuseppe Dessì, “La ruvida scorza…”A ADA E ANGELO ROMANO La ruvida scorza di questa esile rovere dai frutti d’argento la ruvida scorza grigio-rosa sotto la mia mano invecchiata. Struggente cielo dietro le nuvole bianche. Tutti i miei morti sono nell’altra stanza, in silenzio, di là del monte, invisibile, un aeroplano ronza come una zanzara sulle agavi africane della mia…
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proSabato: Marco Mazzucchelli, Mario Marotta
Continua a leggere: proSabato: Marco Mazzucchelli, Mario MarottaMarco Mazzucchelli, Mario Marotta (racconto inedito) . Domenica pomeriggio. Il padre di Mario Marotta era seduto sul divano, nella stanza di un monolocale in una scrostata palazzina sperduta nelle periferie nel sud del paese. La faccia di suo figlio friggeva distorta e dilatata nel televisore. Quello non era il quartiere dove aveva sempre vissuto,…
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proSabato: Camilleri – De Mauro, La lingua batte dove il dente duole
Continua a leggere: proSabato: Camilleri – De Mauro, La lingua batte dove il dente duoleDE MAURO Comincerei con lui, con Luigi Meneghello. Ti ricordi quel passo bellissimo in Libera nos a Malo? «Nell’epidermide di un uomo si possono trovare, sopra, le ferite superficiali, vergate in italiano, in francese, in latino; sotto ci sono le ferite più antiche, quelle delle parole del dialetto, che rimarginandosi hanno fatto delle croste. Queste…
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I poeti della domenica #166: Christine Lavant, Se mi lasci entrare
Continua a leggere: I poeti della domenica #166: Christine Lavant, Se mi lasci entrareChristine Lavant, Se mi lasci entrare, trad. di Anna Ruchat, in Poesie, Effigie 2016 * Se mi lasci entrare, prima che si sveglino i tuoi galli, starò al tuo servizio nella casa di ossa batterò il tamburo del cuore, respirerò per te e per tre volte innaffierò la rosa sacra al mattino, a mezzogiorno, la…
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I poeti della domenica #165: Christine Lavant, A ogni osso
Continua a leggere: I poeti della domenica #165: Christine Lavant, A ogni ossoA ogni osso A ogni osso della mia spina dorsale il dito del sole pone una domanda diversa – io non lo ascolto, abito sotto al giorno perché al centro delle mie orecchie risuona uno strato dopo l’altro la campana incorporata a pezzi e rigetta la salma del tuo nome. Da tempo invecchia nell’ospizio…
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proSabato: Imre Oravecz, E dopo di te
Continua a leggere: proSabato: Imre Oravecz, E dopo di teImre Oravecz, E dopo di te, da Settembre, 1972; Edizioni Anfora 2008, traduzione di Vera Gheno * E dopo di te andarono e vennero i giorni, le settimane, i mesi e gli anni, e venni e andai anch’io, di paese in paese, di città in città, di stanza in stanza, e vennero e andarono anche…