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Tre poesie da “Mal bianco” di Silvia Giacomini
Continua a leggere: Tre poesie da “Mal bianco” di Silvia GiacominiAnche il mare è stanco. Guarda, sembra ansia di dormire quando tenta all’infinito di tendere a riva braccia e braccia venate di bianco di aggrapparsi alle alghe lucenti come ferri. Ma non ce la fa ad allungarsi fermo sulla sabbia a stendersi con tutto il corpo per riposare – una forza contraria lo trattiene…
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I poeti della domenica #368: Vivian Lamarque, Sta dietro ai vetri
Continua a leggere: I poeti della domenica #368: Vivian Lamarque, Sta dietro ai vetriSta dietro ai vetri Sta dietro ai vetri un po’ più del normale intendo i vetri di casa se fossero vetrine allora sì direste che è normale. da Il tuo posto vuoto, ora in Poesie 1972-2002, Oscar Mondadori 2002
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I poeti della domenica #367: Umberto Fiori, Mattino
Continua a leggere: I poeti della domenica #367: Umberto Fiori, MattinoMattino Luccica un vetro – e un prato, più in alto – in un palazzo là in fondo. Sul mio terrazzo sento che sole e casa e mondo e sguardo mi guardano da dietro. da Esempi [1992], ora in Poesie 1986-2014, Oscar Mondadori 2014
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Poesie (inedite) di Federico Preziosi
Continua a leggere: Poesie (inedite) di Federico PreziosiL’IoNoi È tempo di sanare la frattura sopire il molteplice essere l’uno, se mi riesce un gesso su cui scrivere frasi da rompere con un martello quando sotto la pelle sarà gialla. Essere ancora mille schegge impazzite estratte dalla forma solide, liquide, evaporate inalate come ossigeno e tramutate in pensieri delle azioni che non corrispondono,…
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I poeti della domenica #366: Annamaria Ferramosca, “errore: non essere rimasti accanto al fuoco di fila…”
Continua a leggere: I poeti della domenica #366: Annamaria Ferramosca, “errore: non essere rimasti accanto al fuoco di fila…”errore: non essere rimasti accanto al fuoco di fila con occhi di cane a implorare o – muso in alto – ad abbaiare urgenza del mutare un grido-scheggia che trapassi la retina apra varchi inattesi un tempuscolo stabile del coro torre inattaccabile dove le lingue si traducono solo sfiorandosi così i fallimenti possono mutare…
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I poeti della domenica #365: Tommaso Di Dio, “Questo sole che sbatte…”
Continua a leggere: I poeti della domenica #365: Tommaso Di Dio, “Questo sole che sbatte…”Questo sole che sbatte sulle impalcature a mezza via; scarno sistema di tubature e plastiche, pratiche d’umana ascesa. Pochi giorni dopo di nuovo l’inverno deriva la mia faccia dal cemento inerte e sono tutti gli alfabeti ordini ordigni; foglie cadono assalti le parole esplodono e sono cera pasta biologia, e non tengono decadono. E…
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Andrea Longega, “Atene (venìndo zo dal Licabéto)”. Tre poesie
Continua a leggere: Andrea Longega, “Atene (venìndo zo dal Licabéto)”. Tre poesieTe fa strada i cardelini venìndo zo dal Licabéto… Atene che da in alto ti vedevi bianca e sterminada desso da novo se te mostra grigia, e sui muri tuta scrita oh, i mii amati marciapìe, róti da la forsa granda de le raìse! i treni sferaglianti che passa – meravégia! propio dentro l’agorà.…
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Franco Costantini, Cinque poesie da #Scorporare
Continua a leggere: Franco Costantini, Cinque poesie da #ScorporareL’occhiata bieca sotto . le impalcature incontra la mia immagine residua in cerca di caffè e gli operai afgani . nel cortile. La tua dolcezza è pure un imbarazzo e…
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I poeti della domenica #358: Valentino Zeichen, Et in Arcadia ego
Continua a leggere: I poeti della domenica #358: Valentino Zeichen, Et in Arcadia egoEt in Arcadia Ego (Guercino) È incontinenza speculativa dei pastori arcadi dischiudere fra gli arbusti i sentieri del bosco; scostare le poetiche fronde d’alloro e danneggiare la pittura nella concitazione pur di confrontare orme filosofiche; imbattersi non nel solitario cinghiale ma nell’apparire di un inatteso belvedere. Alla vista, una fronte ripida, dove spericolati pensieri salivano…
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I poeti della domenica #357: Valentino Zeichen, Il ventaglio di Leonardo Da Vinci
Continua a leggere: I poeti della domenica #357: Valentino Zeichen, Il ventaglio di Leonardo Da VinciIl ventaglio di Leonardo da Vinci Quale stravagante fa la sua apparizione la pratica empirica che indaga nel molteplice dispiegando il ventaglio della natura; la quale non sottende altro che stratigrafie di fenomeni; nell’insieme pare disinteressarsi e neanche celare dispettosamente ai pregiudizi il “principio universale ricercato”. Fra le stecche divaricate della ruota del pavone si…