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Michele Obit: tre inediti
Continua a leggere: Michele Obit: tre inediti(Ad una certa ora) Ad una certa ora se ne vanno tutti ma io ho il mio daffare – nel cestino è rimasto un foglio accartocciato su cui avevo scritto a matita qualche verso (aggiungo che non ha mai sottolineato alcuna parola) – penso dovrà rimanere lì dei giorni prima che venga macerato per bene…
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I poeti della domenica #250: Eugenio Montale, Il sogno del prigioniero
Continua a leggere: I poeti della domenica #250: Eugenio Montale, Il sogno del prigionieroIl sogno del prigioniero Alba e notti qui variano per pochi segni. Il zigzag degli storni sui battifredi nei giorni di battaglia, mie sole ali, un filo d’aria polare, l’occhio del capoguardia dallo spioncino, crac di noci schiacciate, un oleoso sfrigolìo dalle cave, girarrosti veri o supposti – ma la paglia è oro, la lanterna…
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I poeti della domenica #249: Eugenio Montale, Notizie dall’Amiata
Continua a leggere: I poeti della domenica #249: Eugenio Montale, Notizie dall’AmiataNotizie dall’Amiata Il fuoco d’artifizio del maltempo sarà murmure d’arnie a tarda sera. La stanza ha travature tarlate ed un sentore di meloni penetra dall’assito. Le fumate morbide che risalgono la valle d’elfi e di funghi fino al cono diafano della cima m’intorbidano i vetri, e ti scrivo da qui, da questo tavolo remoto,…
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proSabato: Franz Kafka, Il cruccio del padre di famiglia
Continua a leggere: proSabato: Franz Kafka, Il cruccio del padre di famigliaIl cruccio del padre di famiglia [1917] C’è chi dice che la parola Odradek derivi dallo slavo e cerca, in conseguenza, di spiegarne l’etimologia. Altri invece pensano che la parola derivi dal tedesco, e sia solo influenzata dallo slavo. L’incertezza delle due interpretazioni consente, con ragione, di concludere che nessuna delle due dà nel segno,…
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Tre inediti di Francesco Tomada
Continua a leggere: Tre inediti di Francesco TomadaI. Domenica hai dormito dalle due alle sei di pomeriggio mercoledì ti sei azzuffato con altri pazienti di notte sabato ti tremavano così tanto le mani che non riuscivi a stringere la sigaretta martedì sei caduto inciampando sulla soglia di una porta oggi ho firmato il permesso perché di sera ti leghino al letto è…
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Gaia Giovagnoli, da ‘Teratophobia’
Continua a leggere: Gaia Giovagnoli, da ‘Teratophobia’Da un po’ sei una forma soltanto: un cerchio che gira e richiude Resto verticale scalza sulla porta del bagno Tendo un filo da me al soffitto intercetto una mosca che taglia il disegno in un volo orizzontale perfetto penso alla strana croce d’aria e trinità che è il soffitto la mosca ed io…
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Carola Minincleri Colussi: inediti
Continua a leggere: Carola Minincleri Colussi: ineditiEspiazione Pantaloni taglia 40 non ho più pelle, solo squame scalza sull’erba, sul cemento Lividi che non so mai da dove come per chi cade continuamente Chissà cos’è il sentire lieve, forse è questo vento estivo mentre scrivo seduta alla finestra, più silenzio di quanto ce ne sia fuori grata a quel lume che regge…
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Alcune poesie da ‘Corvi con la museruola’ di Sergio Gallo
Continua a leggere: Alcune poesie da ‘Corvi con la museruola’ di Sergio Gallo. Distopie del terzo millennio Alberi sterminati. Alberi terminali, quantunque sani. Barbarie che si rinnova, inesorabile estinzione. A chi servirà, o verdi patriarchi quest’olocausto senza fine? Chi farà sussistere nell’invisibile? Senza i radiosi sessili avi l’umanità sempre più s’avvia verso evi oscuri. Le querce di Gourdon I see the oak’s bride in the oak’s…
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Manuel Cohen, A mezza selva #5: Davide Cortese
Continua a leggere: Manuel Cohen, A mezza selva #5: Davide CorteseIl canto della tenebra (e della cometa) sul panorama del mondo. Darkana di Davide Cortese. «Il secondo stadio dello spirito è lo stadio mediterraneo. Deriva direttamente dal naturalismo. La vita qual è la conosciamo: ora facciamo il sogno della vita in blocco. […] Sì: scorrere sopra la vita questo sarebbe necessario questa è l’unica…
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Carlo Betocchi, Per Pasqua
Continua a leggere: Carlo Betocchi, Per PasquaPer Pasqua: auguri a un poeta a Giorgio Caproni Giorgio, quante croci sui monti, quante, fatte d’un po’ di tutto, di filagne che inclinate si spaccano, di scarti, ma croci che respirano nell’aria, in vetta alle colline, dove i poveri hanno anch’essi un colore d’azzurro, la simile cred’io l’ebbe Gesù, non già di prima…