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Una frase lunga un libro #24: Annie Ernaux, Gli anni, L’Orma editore, 2015, traduzione di Lorenzo Flabbi. € 16,00 ebook € 9,99 Il futuro è troppo immenso perché lei riesca a immaginarlo. Arriverà, tutto qui. Quando in cortile durante l’intervallo sente cantare le bambine delle elementari Cueillons la rose le pare che la sua infanzia sia qualcosa…
Il piccolo protagonista di La sedia di cartone di Marco Zuin è un bambino africano della comunità St. Martin, già narrata nell’opera Me, We (di cui potete rileggere qui). Jeoffrey è nato con idrocefalo e spina bifida; non si muove, non è in grado di sorreggere la testa e comunica i suoi desideri attirando l’attenzione con…
di Luciano Mazziotta Notte d’insonnia Virgilio. Mandel’štam con qualche modifica. Lui avrebbe invocato Omero, riletto, fino allo sfinimento, il II libro dell’Iliade, il catalogo delle navi, come una preghiera, come chi conta le pecore, fino a quando “un greve tonfo s’addensa al capezzale”. Virgilio però, le Bucoliche. Le Bucoliche mi sembrano, anche loro, un incubo notturno,…
Renzo Favaron, Balada incivie, tartufi e arlecchini, L’Arcolaio, 2015, euro 10,20 Negli ultimi anni la poesia dialettale veneta ha trovato in alcuni autori, spesso ospitati anche sul nostro lit-blog, un’energia letterariamente nuova o rinnovata: tra questi si possono ricordare, ad esempio, Piero Simon Ostan e Andrea Longega. Ma Renzo Favaron (già ospitato qui e qui),…
A te che passi e porti la tua gioia fra le braccia sul seno contro vento Non ti fermi, non guardi e la parola mi muore fra le mani e non ho fiato Goliarda Sapienza (10 maggio 1924 – 30 agosto 1996), in Ancestrale (Milano, La Vita Felice, 2013)
SE UN GIORNO TI SVEGLIERAI Se un giorno ti sveglierai nel tuo letto domandandoti sono veramente io questo da dove sono venuto e che ci faccio qui sarà un segno certo che non appartieni né al luogo né al tempo in cui ti sei svegliato Zagabria, 2 aprile 2000 * Ako se jednoga dana probudiš…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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