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“Pasque: sigillo di un engagement” di Renzo Favaron Come ha ben evidenziato Stefano Agosti, Pasque (Milano, Mondadori, 1973) non introduce un tema nuovo nella già cospicua varietà di motivi presenti in tutta l’opera precedente di Zanzotto. Tuttavia, al di là di un richiamo che affonda le sue radici in Dietro il paesaggio, dove sono introdotti alcuni nuclei…
LA CITTÀ MI UCCIDE I Datemi pure da mangiare il pane della questua nero indurito, ho tanta voglia di lavorare. Si sono mangiati i miei calcagni queste strade d’asfalto dure a pestare. Era nel vento una pioggia di piccoli prezzi sulle immobili merci delle vetrine. Sfolgorava sui cartelloni gente che usciva quella volta dall’incognito e…
MARZO Oggi la primavera è un vino effervescente. Spumeggia il primo verde sui grandi olmi fioriti a ciuffi dove il germe cade come diffusa pioggia. Fra i rami onusti e prodighi un cardellino becca. Verdi persiane squillano su rosse facciate che il chiaro allegro vento di marzo pulisce. Tutto è color di prato. Anche l’edera…
Per ricordare oggi, a un anno dalla morte, Tomas Tranströmer Arcate romaniche Dentro la chiesa romanica maestosa si accalcavano i turisti nella semioscurità. Volta spalancata dietro volta e nessuna visione d’insieme. Qualche fiammella di candela tremolava. Un angelo senza volto mi abbracciò e mi sussurrò per tutto il corpo: “Non ti vergognare d’essere umano,…
Una spallata al re Agostino era entrato nel deposito dei trams per iniziare il suo turno alle cinque pomeridiane e i due guardiani che, sul predellino d’una vettura, vociavano nella profonda luce appesantita dall’odore di ferro riscaldato e di calda polvere impastata d’olio nero, nemmeno si accorsero di lui. Se ne accorse il cane il…
Helene Paraskeva, L’odore del gelsomino egeo. Poesie Prefazione di Plinio Perilli. Postfazione di Annamaria Ferramosca La Vita Felice 2014 «E l’unica speranza/ il rapace che attorno vira, vibra, libra/ affamato, prepotente/ e scarno». Sono versi tratti da L’odore del gelsomino selvatico di Helene Paraskeva e ne indicano in modo chiaro alcune peculiarità: il respiro…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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