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Rubrica domenicale dedicata per intero a Franco Fortini nel giorno del centenario della nascita * Agli amici Si fa tardi. Vi vedo, veramente eguali a me nel vizio di passione, con i cappotti, le carte, le luci delle salive, i capelli già fragili, con le parole e gli ammicchi, eccitati e depressi, sciupati e…
Saunders ci dice immediatamente che Lincoln, all’apice della sua notorietà, era anche un uomo all’apice della sua sconfitta. L’uomo che negli anni sessanta dell’800 diceva che ogni guerra era civile perché riguardava l’uomo, doveva «coniugare l’immane dolore della perdita di un figlio piccolo con il dovere di mantenersi saldo nel suo ruolo». Marco Malvaldi, che…
proSabato: Blaise Cendrars, 2. L’Accademia dei “Piccoli Charlot” …..Dunque, poiché davanti a noi continuava a farsi il vuoto, trascinai Léger per il mercato, poi presi un viottolo che andava a zig-zag tra i capanni, i cortiletti, i pollai, i giardinetti, i terreni incolti degli zingari, recintati da tratti di muro crestati di cocci di bottiglia,…
Te l’avevo detto, dice al suo compagno il bambino in prima fila. Te l’avevo detto che se la mangiava il serpente. A voler essere precisi, il serpente le avrebbe solo morso la caviglia. Provo un improvviso afflato verso la verve iperbolica del bambino. Siamo davanti all’Orfeo di Monteverdi, appositamente ripensato per bambini dai sei anni in…
se mai con le mani ci suonerai qualcosa non eravamo buoni in quella lista da depennare non eravamo il momento; ma nella parola momento c’è il tempo impegnato dalla lingua per scavalcare i denti e cos’altro. quanto eravamo lenti, vero, la mattina è il preascolto della giornata e per gli altri, questi in fila,…
«Navi alte e solenni facevano rotta nelle otto direzioni del mare accompagnate da un aspro addio di sirene navali». Così Leopoldo Barechal, raccontando Buenos Aires in Adán Buenosayres. E così sul cartellone che campeggia all’ingresso della Tenda dei Libri di Piazza Sordello, dove Adrián N. Bravi, Héctor Febres, Cecilia Graña e Emanuele Leonardi sono gli…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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