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Contro la poetica dell’ovvio Sul numero 7/2017 di «Punto Almanacco di Poesia Italiana» (puntoacapo editore), dato alle stampe la scorsa primavera, pubblicavo un editoriale dal titolo Contro la poetica dell’ovvio. L’occasione era, oltre a quella di rendere conto di un lavoro critico protrattosi per 7 anni, quella di ragionare sulla tendenza di sostituire il…
Giorgia Meriggi, Riparare il viola (Marco Saya Edizioni, 2017) Recensione di Ilaria Grasso Riparare il viola è l’intrigante titolo della raccolta di Giorgia Meriggi, finalista al Premio Internazionale di Letteratura della città di Como. Prima di leggere queste poesie mi sono interrogata sulla natura di questo colore viola e mi erano venuti in mente…
La tentazione dell’Altro Avventure dell’identità occidentale da Conrad a Coetzee 1 Di cosa parliamo quando parliamo di alterità Prima di cominciare a prendere in esame i testi e di provare a ordinarli secondo qualche criterio, è necessario dire meglio cosa si intende qui per Altro/Altri/Alterità. Sono parole abusate, ma non vedo come potrei astenermi dall’adoperarle.…
È salita sui prati, ti diranno che è morta, non dispera. A volte se ne va per la sassaia di versi accartocciati, lungo un greto bianchissimo, che acceca. Osserva rotolare dentro l’acqua mille tracce, di quanto non annota e scorda. Quando si incagliano in un’ansa prende uno stecco e le sospinge un poco. Tuffa a…
Le tre sorelle dalla tela rozza levano gli occhi sbigottite, poi che una voce pervade i corridoi come d’uno che irride o che singhiozza. Il vento in casa! Il vento cresce, cozza, sibila, mugge come cento buoi. Ogni sorella pensa ai casi suoi, l’altra chiamando con la voce mozza. In breve dai soppalchi al limitare…
Da piccolo nascondevo la morte nelle parole, la chiamavo: meduse arrivate col maestrale, sole nel cortile dopo pranzo, incendio lontano, fulmine, oleandro. Per dire tempo e in qualche modo fermarlo, segnavo i giorni d’estate che mancavano al termine, cercando la barriera tra il prima e il dopo nel conto alla rovescia che precede il…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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