In evidenza

sembrava leggera la mano schiusa socchiudendo la porta appena appena isolata isolanti e trambusti di voto tra poco è sera saremo lontani manto montato al calante di tuoni miei e tu che m’abbracci il silenzio giurato al freddo d’abito dubbioso salino silente e quel miracolo istante apparente aderenza sincronica distonia [I never gave…
OGNI VOLTA CHE PRONUNCIO TE … Ogni volta che pronuncio te comincia un verso nell’a capo di ogni singolo respiro c’è l’impronta dell’affanno e i giorni, si protendono al tempo dal precipizio di una assente punteggiatura Sarà che finora ho scritto ciò che meglio so fare, il fermarsi di un autobus al capolinea e…
Mi rimangio la parola che masticarla ancora prima di risputarla è perversa mania che mi folgora e mi svela Di colpo in colpo a glottide usurata si profila lo squarcio del fulmine che dispare impari in pari nembi appaiati e franti Si dà il dettato se pur impastato inchiostro simpatico che fa il verso a…
assolata e solamente (nessuno lo sa) veicolo turbato turbato ed erba marcia battuta e buttata voci all’etere qui e là essere e non sono non sono che ostaggio urticato-orticaria da capo a capo forestando fogliami rami ramati-ramarri rimorchiando poco a poco osceno-scemato inoppugnabile affabulare oh mon dieu ne va pas ne va pas solamente…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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