sola, i/o

Immobile davanti alle vetrine

che ti rapiscono lo sguardo

con luccichio intermittente

tra ipocrisia e bisogno

ti neghi alla pioggia

con un ombrello fatto d’ali,

ali di falena morente.

 

Le gocce dure sulla pelle

chiazzata di sonno e polvere

come nascondiglio notturno

di leopardo sui rami nascosto

tu, sulle soglie di periferie

che senza pena visibile

ti ospitano, al crepuscolo.

 

L’odore dell’aria

pesa sul cappotto di panno

sulle scarpe incollate alla strada

i capelli, che vorticosi

al vento in sosta su di te,

chiedono visibile presenza

fra le ciocche dei tuoi incubi.

7 commenti su “sola, i/o

  1. ho avuto la sensazione che l’io narrante fosse rivolto ad uno specchio
    uno specchio che dilata l’immagine e pare di scorgere una presenza bambina…

    grazie Antonia

    Elina

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  2. la mia stessa sensazione di parole a scorrere e la voce è dolce da bambina che si scorre

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  3. Un parlare a se stessa, ai propri smarrimenti, ma con affetto, in fondo.
    Una grande Antonia…

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  4. elina: è nato tutto come gioco, o forse come esercizio…ed è vero che il gioco è una cosa serissima! un bacio a te.

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  5. morfea: la tua sensazione è centrata anche se la scelta dell’immagine può fuorviare perchè fatta in un secondo tempo…senza intenzionalità si torna a dire di sè stessi, dentro i giorni.
    ciao!

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