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lungo la strada distorta a tratti obliqua distrutta poi chiodi di ruggine chiudono cose case casse nel fluire svilito subito subito prima del dopo dopotutto prima che sia goccia che ghiaccia sull’osso sunto all’untore e notte di tutte le notti né respiro SI TACCIA Maria Grazia Galatà 8.2010
Il viso tondo cercava qualcosa da guardare fuori dal finestrino,tra le ombre della sera rotte da neon di periferia. Composta, le mani strette sulla borsa e le gambe unite,attenta a non muoversi oltre lo spazio a lei concesso,come a difendersi dalla socializzazione coatta e demagogica inflitta da sedili così assurdamente vicini. Odori estranei,aliti ingombranti,vestiti che…
Dunque, dopo mesi di dibattito non siete ancora giunti ad una conclusione. Questo accade quando il problema è fittizio oppure è mal posto. Vi lamentate che la vostra voce resti inascoltata, e questo vi preoccupa e vi offende. Vi preoccupa perché è giusto pensare che una società che non ascolti la voce dei suoi intellettuali…
sotto cicale e i loro canti indispettiti trattengo la notte sotto velo pauroso quanto solo folle di ventre scovato a fatica nelle pieghe del sogno un’ape frantumata un fruscio di gatto prendo il biglietto per le nuvole, sotto un albero che osserva i miei gesti nascosti che privi di castità mi offrono al cielo. Mi tentano le oscurità riflesse fra le gambe intorpiditi i sensi nel cercare quando friniti e lacrime hanno medesima sostanza di pioggia, senza che nulla cambi sotto il cappello stramato come un orlo a giorno tutto…
Una nota di lettura ad “Hanno amore” di Gianluca Chierici.

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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