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Giunto a metà della rampa che avrebbe dovuto guidarlo fuori dal sottopassaggio della Stazione di Firenze, Bernardino Parra si imbatté in un formicaio di giapponesi. Quanti erano? Trenta? Quaranta? Se ne stavano tutti lì a ingombrare le scale in disordinata disposizione. Alcuni già nell’ombra mefitica della galleria si voltavano verso l’esterno con l’aria disorientata…
L’amante improvviso Sono un paese di periferia fammi una sorpresa e mostra la bellezza io stancherò la mia festa. Sono l’acqua fitta che cade improvvisa esci fuori e danza i tuoi grandi fianchi io ti dirò quanto mi manchi. Serva padrona signora della mia voglia si onora serva padrona del mio amor improvvisamente ti avrò.…
Mio padre uscì da solo quella mattina, io restai con mia madre. Guardammo la televisione, una donna disperata piangeva in chiesa, un prete con gli occhiali reggeva il microfono. Dopo guardai anche i cartoni. Ricordo che quel giorno per…
Solo 1500 n. 47 – Cagliari, 23 maggio 1992 Ricordo esattamente dove mi trovassi e con chi. Stavo alla Rinascente, a Cagliari, in libera uscita. Facevo il militare, pomeriggio inutile di un anno inutile. Ero con Ivano, un ragazzo di Roma che poi (ovviamente) non ho più visto dopo quell’anno. Di Ivano ricordo due cose:…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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