In evidenza

La rubrica prende il nome da un testo del 1976 di Reiner Kunze, Die wunderbaren Jahre, Gli anni meravigliosi. Si trattava di prose agili e pungenti, istantanee veritiere – e per questo tanto più temute – su diversi aspetti della vita quotidiana dei giovani nella DDR degli anni Settanta. Come ricorda Paola Quadrelli nel bel…
Saggio di fine anno di Andrea Pomella È il saggio di fine anno dei bambini della scuola materna, ci sono le seggiole dell’asilo ordinate a ferro di cavallo intorno al campo di pallacanestro, ma tu resti in piedi, perché sei il tipo che preferisce stare in disparte e…
A quel tempo io ero un ragazzo (a Massimo Troisi) #1 Voltandoti su un fianco nel sonno d’abitudine come forse dormivi a mezzo respiro, a bassa voce. #2 Le battute dei miei più cari amici lievi e improvvise come le tue gesticolando a caso, nel discorso #3 Dentro mi è rimasto il desiderio, poi…
Le cronache della Leda #17 – E in sogno ero Robert Redford Ho fatto un altro sogno. Nel sogno ero Robert Redford. Un bellissimo e anziano Redford. Non facevo più l’attore da tempo, ma ero un saggio coltivatore di patate e barbabietole bio. Il sogno si svolgeva in Ohio, che si trovava poco sotto…
GRIGIO “Toh, un capello bianco!” mugola divertita tra i denti, la lingua impastata dallo zucchero di una caramella gommosa con cui continua a giochicchiare distrattamente, disegnando piccolissime spirali granulose tra un dente e l’altro. Io sbatto le palpebre con una lentezza estrema, una due tre volte, come a richiamare un certo grado di concentrazione,…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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