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Tre testi di Carlos Noyola . Cantar libélulas Subo los jarrones para escapar de mi memoria. Desde allá veo a mis hermanas brincan encimándose para alcanzar libélulas que se congelaron cuando pensaban en ser aquenios. La tía llamó e intenté correr pero mis hermanas decidieron construir pirámides sobre mi cuerpo. No siento los dedos, dijo…
Sarà un giorno tranquillo, di luce fredda come il sole che nasce o che muore, e il vetro chiuderà l’aria sudicia fuori del cielo. Ci si sveglia un mattino, una volta per sempre, nel tepore dell’ultimo sonno: l’ombra sarà come il tepore. Empirà la stanza per la grande finestra un cielo più grande. Dalla scala…
poni delicatamente l’orizzonte del tuo occhio oltre la riva d’acqua guardi il soffio e il contorno: nulla è livido nulla è sessualmente strumentale – ma rimane la toccata il richiamo al principio: puoi ruotare come dentro un cerchio concentrico pompando il grande sesso pompando il vuoto . * è la testa che fa male il…
Jorge la città parla di melagrane aperte spaccate del taglio che recide; Jorge la pietra è muta ma mi chiama. C’è una luce che morde i colonnati insegue i balconi appollaiati tra i rosoni ciclopici dei vicoli. Lecce di zenzero faccia di paglia i fianchi avvolti in una tovaglia di terra, dalle narici…
Una frase lunga un libro #23: George Saunders, Bengodi e altri racconti, minimum fax, 2015; traduzione di Cristiana Mennella, € 16,00, ebook € 7,99 Puoi immaginare una collina, ma una collina immaginaria non è reale, non spande odore di trifoglio, nessun cagnaccio la discende rincorrendo un bambino fino a un cortile dove un padre si gratta davanti…
. Quando guardiamo i film di Fantozzi ridiamo tanto, e ridendo ci sentiamo migliori di lui. C’è insomma qualcosa di distanziante nel nostro divertimento, un confortante senso di superiorità: io non sono Fantozzi, e per questo me la rido, perché io non sono così goffo, squallido, disgraziato, deriso da tutti. Qualcos’altro si aggiunge però di…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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