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La rubrica prende il nome da un testo del 1976 di Reiner Kunze, Die wunderbaren Jahre, Gli anni meravigliosi. Si trattava di prose agili e pungenti, istantanee veritiere – e per questo tanto più temute – su diversi aspetti della vita quotidiana dei giovani nella DDR degli anni Settanta. Come ricorda Paola Quadrelli nel bel…
Mi piace stare con le mani in pasta mi piace andare in treno mi piace sputare addosso al pomeriggio mi piace buttare via i doveri ma devo fare qualcosa per buttare fuori questo straccio di errori rivissuti di granchi ancorati di gatti morti. Silvia Salvagnini, in i baci ai muri, AUTEDITORI, 2006
Originally posted on gianni montieri: DFW : Photo copyright Gary Hannabarger/Corbis David Foster Wallace a Marechiaro È sera finalmente, qui è un posto da poeti, il resto è da non crederci Dio non esiste, ma se esistesse, remota possibilità, mi avrebbe spedito quaggiù in una terra che è dopo la realtà gente ipervissuta quindi…
LA SOLITUDINE È una tristezza vagabonda che mi strazia come giocano le mani con queste intense viole di Via Veneto. Voi me le avete date che io le porti incontro al mare amico che io le getti piano lungo la via che corro ansando mentre niente d’intorno dà gioia al mio sorriso. Milena Milani, in…
Anna Maria Ortese, Le giacchette grigie di Monte di Dio, da Il mare non bagna Napoli, Adelphi (1994 e successive edizioni) * Temo di non aver visto davvero Napoli, né la realtà in genere. Temo di non aver conosciuto veramente l’Italia né prima né dopo la guerra. Ciò che mi ha consentito di accostare l’una…
Daniele Mencarelli, poesie da Storia d’amore, Lietocolle, 2015 Didascalia: La scena si comporrà in un paese di provincia romana, nell’anno millenovecentonovantadue. Gabriele è il primo attore, anni sedici, di carattere malamente vitale, rabbioso e disincantato, sofferente, inconsapevole testimone della grandezza. Svezzato alle droghe sintetiche, le consuma assieme agli amici venerati, in loro si riflette, s’illude…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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