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Non ci sono parole per descriverlo Come divampavano quegli incendi che non esistono più, come peggiorava il clima, come svaniva l’ombra del gabbiano senza lasciare traccia. Era la fine di una sta- gione, la fine di una vita? È stato talmente tanto tempo fa che pare non sia mai esistito? Cos’è in noi che vive…
La Serenissima Ero sulla terra, ma la terra non apparteneva più al mondo, le era concesso poggiare qua e là su zolle galleggianti. Il marciapiedi ondeggiava sotto le mie scarpe. Tutto quel che vedevo apparteneva all’acqua: liquide chiese, e teatri, monumenti, case, liquido sole e cielo. Le mie mani vagavano nell’acqua, raccoglievano acqua. La faccia…
SPECCHI . Gli specchi regolano le apparizioni. Penso che una volta la forma umana si riflettesse soltanto nell’aria colpita dalla luce, nell’alone fugace del miraggio, e che, salendo una duna sabbiosa, ci potesse accadere d’incontrare la nostra stessa persona, fatta leggera e luminosa come quella dei semidei. Così, vedersi doveva essere un miracolo, la nostra…
[…] . Lentamente, lentamente e dolorosamente aveva proceduto la notte verso la procedura dell’essere in del tutto se stessa e medesima; il de che significava là, al ’rizzonte, l’apparire dei primi ciari dell’alba; ciari che purtuttavia si fadigava a intravertire; mostrando essi di voler tignirsi ammò dentro del suo grembo materno, ’me figlietti ot fetini…
Alessandro Mantovani, Poesie dopo la festa, L’arcolaio, 2015, € 11,00 * (tre poesie dalla sezione “Morfologia & Sintassi”) * Meduse Da terra vedo tristi scampoli di turisti, abrasati sotto il bollore pezzi d’alterigia, nobili illibati. Gli ombrelloni sbattono a terra i lembi, in un vento che pare essere quello di dio. Io qui non ho posto,…
* Louise Glück, Averno, Farrar, Straus and Giroux, 2006 The Night Migrations This is the moment when you see again the red berries of the mountain ash and in the dark sky the birds’ night migrations. It grieves me to think the dead won’t see them– these things we depend on, they disappear. What will…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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