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Issne (Andarsene) di Nadia Mogini. Recensione in forma di sonetto caudato non rimato Come libro d’amore fatalmente moncato dalla vita, Issne di Nadia Mogini, è delicato femminile valzer di una poesia che lenta irradia la sensibilità di noi lettori affranti dai rampanti poeti d’oggi. Nadia ha esordito alla soglia dei… ‒ no, non si dice,…
Nella casa un filo di carne ascolta tutto il sangue raccolto in una tazza lo agita lo purifica lo esplora a la luce lo perde ne la luce Cos’è un filo di carne che non può dormire? Cos’è la luce dentro una tazza di sangue * © Vito Bonito, Nella casa, da La fioritura del…
Bernarditudine Alcune memorie senza costrutto di tre matti su Luigi Bernardi di Antonio Paolacci, Rosario Palazzolo e Gianni Montieri * G: Boh, cominciamo che uno comincia e gli altri gli vanno dietro? R: Ottimamente. A: Facciamo che abbiamo già cominciato? Montieri tocca a te. G: Mi pare un buon inizio. Comunque, la prima cosa che…
Cosmologia minima Una ragazza piange. Un pianto improvviso come una scarpa slacciata fra un passo e l’altro, in piena regola, a capo chino, sola, le due mani sul viso. Io che le passo accanto e vorrei farmi albero o mosca o muro, imparo che il pianto è prima di ogni motivo, quotidiano, dimenticabile, qualcosa…
1982. RADIO ON UNO. La casa di via Fondazza è vuota; luce grigia di temporale imminente; io sto qui alla macchina da scrivere, solo; la radio è accesa, attacca “Ti ricordi Michel…”; s’alza il vento, sbattono le porte, luce molto buia; mi distendo sul letto, presenze di fantasmi, di quel fantasma; anche la mia finestra…
Maria Occhipinti, Anni di incessante logorio. Pensieri poetici, prefazione di Adriana Chemello, Ragusa, Sicilia Punto L edizioni, 2016, € 8,00 Non ci sono sottotitoli ed etichette più appropriate in grado di connotare la raccolta di versi di Maria Occhipinti: i suoi «pensieri poetici», che leggiamo oggi con il titolo di Anni di incessante logorio, editi per…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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