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1. sostieni la mia pelle sulla tua bocca e fanne un ramo come un osso d’albero che si lacera e si trattiene; volgi qui un po’ del tuo occhio sorpreso del mio odore. sapessi quanto aspettare richiede l’amore; sapessi come io, lunga, dal mio ventre al tuo ginocchio mi sorprendo altra. piccola ma greve, la…
ho visto lingue agili e porose insinuarsi nelle vagine dentate dopo essere state rifiutate dall’ano solare le ho viste saettare come se avessero fretta di ricominciare
Penso che lo spostarsi fra stradoni e viuzze di città e paesi, appartiene alla vita di ogni persona. Però quando penso a quello che vedo guidando ogni giorno, mi metto la mano destra sulla fronte e la strofino, come un gatto che si carezza gli occhi appena sveglio. Perché io, pur non essendo un animale,…
UNA RESA A CINQUE STELLE Julio Monteiro Martins Ecco la domanda inevitabile, la più scomoda di questi tempi, per i produttori di arte e cultura italiani: Può uno scrittore impegnato, con una visione progressista del suo paese e del futuro, pubblicare i suoi libri da una casa editrice che appartiene ed è diretta dai Berlusconi,…
impasse di corse appuntati all’apice di undire soltanto la gabbia ti dislochi il fiato inafferrato marcendo in nebbie di risentimento e cadi sulla soglia doglia di te Maria Grazia Galatà gennaio 2010-01-26

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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