In evidenza

Nel presentare quest’opera io partirei dalla dedica: “Alle mie radici e ai rami estesi”. Come a dire: da un lato una sorta di rivendicazione e dall’altro lato un percorso. Se è vero che in ogni percorso è insita un’idea di crescita si potrebbe dire che in questa pancia di carta la parola transiti nel…
Sono in prima fila, il sottofondo musicale è una lenta melopea di motori sedati: il semaforo è rosso. Un tabellone luminoso m’informa che 31 gradi centigradi mi stanno inumidendo la faccia e la schiena. La mia macchina non è dotata di impianto per l’aria condizionata ed è lurida dentro e fuori. In compenso vanta un’elegante…
Le lettere, insieme, formano l’assenza. Così Dio è figlio del Proprio Nome. R.B. Prima prima che esca prima che
Difficile crederci ma i giunchi si sono spezzati. Implacabile il vento ha modificato la trama, le pieghe, la capacità di opporsi alle folate improvvise, quando lasciava un segno curvo su di loro, per poco, che rialzavano subito il fusto, eretto, frizzante all’aria ed al contorno immaginifico che li accoglie. Giunco di palude, di stagno, di mare. Ogni loro filamento modificato, al centro del fusto. Fusto che ora si dibatte tra terra e cielo, capo chino, curva vegetale confusa tra radici e pretese di voli. Nessuno ha consapevolezza…nell’immenso fluttuare…
Silenzio RossoAlessandro Ghignoli2003 pag. 31 volumetto n. 29 Via del Vento (collana Ocra Gialla) «Ci sono giorni come rettili, lisce carezze d’acqua, rovine in cerca del luogo dove oramai non sono». Inizia così Silenzio Rosso, il viaggio nel tempo di Alessandro Ghignoli. Un tempo diverso, che va al di là del mero autobiografismo, facendosi…
quale pioggia ha fatto di te un torrente e quanto tempo è passato dal brivido alla piena? non ho trattenuto la spinta il taglio è partito dal cuore nella curva stretta della discesa ho intuito il senso delle rocce, la direzione con forza mi sono opposta alla…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
Scrivi a silvapoetarum@gmail.com