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La rubrica prende il nome da un testo del 1976 di Reiner Kunze, Die wunderbaren Jahre, Gli anni meravigliosi. Si trattava di prose agili e pungenti, istantanee veritiere – e per questo tanto più temute – su diversi aspetti della vita quotidiana dei giovani nella DDR degli anni Settanta. Come ricorda Paola Quadrelli nel bel volume «Il partito…
Da Finìo de zogar, edizioni Il Ponte del sale 2012 Da picolo no go mai scavalcà i mureti né slargà da sóto le redi par entrar ne i orti a rubar l’ua o i àmoli rampegà su i alberi. E sì che l’orto quelo più grando lo gavevo là – de là da i…
Solo 1500 n. 72 – Un noto sconosciuto L’uomo seduto allo smistamento della metropolitana, alla fermata Duomo, ha i baffi. A pensarci bene, questo è tutto quello che so di lui. Se, però, rifletto, so anche qualcosa in più. So, ad esempio, che indossa un maglione, rosso scuro dell’Atm, sopra una camicia celeste e un…
Giorgio Ficara, Montale sentimentale, Venezia, Marsilio 2012 Nella celebre Introducción sinfonica alle sue Rimas, Gustavo Adolfo Becquer, scriveva che «da un momento all’altro lo spirito può slegarsi dalla materia per innalzarsi fino a regioni più pure», a significare un passaggio dal qui e ora verso un altrove. In Montale, invece, è la ininterrotta partita tra…
Al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Palermo Prof. Roberto Lagalla Al Delegato del Rettore per la Didattica Prof. Vito Ferro Al Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Prof. Mario Giacomarra Al corpo docente della Facoltà di Lettere e Filosofia Ai colleghi Vorremmo portare alla vostra attenzione la situazione attuale che riguarda le procedure…
Qualche giorno fa è uscito il terzo romanzo (molto atteso) di Luigi Romolo Carrino. Pubblico, con grande piacere, un estratto. Libro consigliato! gm ( Luigi Romolo Carrino – Esercizi sulla madre – Perdisa Pop 2012) estratto, pagine da 61 a 63) Quattro Tutta la mezzanotte è nera. Mi faccio caldo con le mani, le sfrego…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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