Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza, in questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)
IN DER HÖHLE DES POLYPHEM
Der blinde Riese greift wieder nach mir.
Seine Hand zählt die Schafe.
Fortgehn schon wieder
unter dem Bauch des Widders.
Schon einmal
unter der zählenden Hand.
Die fortgehn
lassen alles zurück
die fortgehn
unter der zählenden Hand.
Die fliehen
vor dem Riesen
nehmen nichts mit
als die Flucht.
NELL’ANTRO DI POLIFEMO
Il gigante cieco torna a ghermirmi.
La sua mano conta le pecore.
Andarsene di nuovo
sotto la pancia dell’ariete.
Già una volta
sotto la mano che conta.
Quelli che se ne vanno
lasciano indietro tutto
quelli che se ne vanno
sotto la mano che conta.
Quelli che fuggono
dal gigante
non portano con sé null’altro
che la fuga.
Hilde Domin
(traduzione di Anna Maria Curci)
da: Hilde Domin, Il coltello che ricorda. A cura di Paola Del Zoppo, Del Vecchio editore (in uscita prossimamente). Qui una lettura della poesia.


5 risposte a “Poesie per l’estate #2 – Hilde Domin, Nell’antro di Polifemo”
Grandiosa! Mi piace! Mi pare una vita che non leggevo una poesia così. Perché in fondo io sono sempre stato uno di quelli che resta con la fuga nel cuore e che dunque ci resta.
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Molto felice dell’apprezzamento, è una delle poesie predilette in un’opera completa, quella di Hilde Domin, che amo profondamente.
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Straordinariamente sottile questo accostare la suggestione del mito al moto psicologico della fuga, in cui ognuno può riconoscere la propria fragilità. Resto in attesa de Il Coltello che ricorda.
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Grazie, Annamaria. il post è precedente l’uscita che è poi avvenuta nel 2016.
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bene, provvedo subito! grazie Anna Maria
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