Cartello stradale

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“Cimitero/Altre direzioni”,
dice un cartello al bivio di un paese.
Poesia involontaria dei piani regolatori,
umorismo nero su fondo turchese.
Qualcuno ride probabilmente,
qualcuno riflette sull’alternativa.

O la borsa o la vita!
Se vai di qua,
perdi tutto perché si muore.
Se vai di là,
sopravvivi in qualche modo,
ma per una direzione che scegli
tutte le altre non sono.

Resto fermo davanti al cartello,
guardo le vecchie dirette al cimitero,
sulle proprie gambe, per questa volta.
Le immagino sedute in penombra,
guardandosi perplesse,
piccoli lumi, colpi di tosse.

Ha ragione il cartello,
ha ragione l’assessore
che sa tutto della vita e della morte.
Qualunque direzione è meglio di quella,
ma questo plurale senza fine
che sacrifica più di quello che trattiene
lascia un problema in sospeso,
che non so ignorare.

Dovrebbero essere più chiari
quando preparano la segnaletica stradale.

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5 comments

  1. “ma questo plurale senza fine / che sacrifica più di quello che trattiene” -> grazie, Andrea :)

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